Gioia Tauro, tutto pronto per i servizi P3

Maersk Edinburg

Il gigantismo navale non spaventa MCT. In arrivo quarta nave madre

La rete di servizi P3, l’alleanza globale tra i giganti Maersk, MSC e CMA CGM, porterà nuovi traffici per il porto di Gioia Tauro. Qualora l’alleanza dovesse superare le forche caudine delle commissioni antitrust internazionali lo scalo calabrese aggiungerà alle attuali tre toccate settimanali da 12-14mila Teu un’ulteriore scalo, in un’ottica intesa ad aumentare la dimensione media delle navi utilizzate nelle rotte che collegheranno, via Gioia Tauro, il Mediterraneo agli USA. Lo conferma Domenico Bagalà, Ad di Medcenter Container Terminal, l’hub di transhipment attivo nel porto dal 1995. “Una struttura capace di facilitare le scelte di qualsiasi operatore globale che ricerchi economie di scala ed un hub di transhipment sicuro ed affidabile”, afferma. Gioia Tauro, infatti, con i 16 metri di fondali e gru di banchina con uno sbraccio di 22 file ed una altezza sotto spreader adeguata per la gestione delle navi di ultima generazione è tra i fortunati porti del Mediterraneo che non soffrirà i necessari adeguamenti implicati dal gigantismo navale. Merito anche dell’ultimo programma di dragaggio messo in atto dall’Ap che garantirà quota 16 metri sul 100% delle banchine. “Già oggi – continua Bagalà – i fondali sono ancora più profondi su alcuni tratti di banchina, una ulteriore opportunità per i clienti che possono portare a Gioia Tauro le loro navi a pieno carico e quindi gestire in modo efficiente le interconnessioni tra i diversi servizi del loro network. Le Gru di banchina possono gestire le operazioni fino a 22 file di container ed abbiamo bisogno di capire eventuali ulteriori requisiti per poter rispondere con prontezza. Siamo impegnati ad offrire un servizio di qualità ed il fatto che si vedano qui navi sempre più grandi è un segnale importante che richiede un miglioramento continuo delle condizioni operative ed infrastrutturali”.