Gioia Tauro, Confindustria Reggio: “Controlli efficienti ma porto non può morire”

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Più personale e regole europee uniformi contro la concorrenza della sponda sud

Uniformare i controlli dei porti della sponda europea del Mediterraneo. Solo così Gioia Tauro sarà in grado di competere ad armi pari con un mercato sempre più concorrenziale. È la posizione di Confindustria Reggio Calabria che punta il dito sul “paradosso di un terminal che paga un prezzo carissimo in termini di business e di immagine, pur essendo quello in cui si compiono i maggiori sforzi per la sicurezza”. Sotto accusa il monitoraggio cui sono sottoposti i container che transitano dallo scalo calabrese. A testimoniare la necessità di rendere “più efficiente il sistema e porre fine alla disparità di trattamento rispetto ad altri porti mediterranei”, i dati acquisiti dal terminalista Medcenter: a fronte degli accertamenti ordinari che vengono eseguiti su tutte le merci, il 2 per cento dei container è sottoposto a doppio controllo (scanner e apertura del carico) contro lo 0,1 per cento di altre realtà come Valencia, Algeciras e il Pireo. “Questi numeri – fa sapere l’associazione di via del Torrione – assumono un maggiore significato se valutati alla luce di altri importanti dati finora non adeguatamente considerati: il movimento di teus a Gioia Tauro rappresenta un terzo del totale italiano ma circa la metà dei container destinati al nostro Paese viene fatta sbarcare qui, dal momento che altri porti sono prevalentemente destinati alle esportazioni”.
Da qui la richiesta di “un intervento amministrativo dell’Unione Europea perché rischia di essere alterata la concorrenza del mercato e pertanto la situazione dovrebbe essere attenzionata dalle autorità antitrust”. “Noi vogliamo controlli efficienti ovunque ma compatibili con i tempi di un mercato globale che non fa sconti a nessuno”. Nello specifico Confindustria preme per un “investimento dello Stato in uomini e mezzi per arrivare a una maggiore efficienza”. Tra le richieste: un sistema più capillare di videosorveglianza e l’incremento del personale di Dogana e della Guardia di Finanza  “per evitare l’assurdo della sospensione delle attività alle 17,30, peraltro solo nei giorni feriali, dal momento che nel weekend la dogana è chiusa”. Un inconveniente che si verifica, tra l’altro, nei momenti in cui si registrano i maggiori picchi di traffico.
Una situazione surreale, denuncia Confindustria, che sta portando sempre più spesso a vedere “polizze di carico rifiutate dagli spedizionieri se riportano la dicitura Gioia Tauro”. “Il nostro auspicio è che si riesca a rendere più efficiente ed equo un sistema indispensabile a garantire la sicurezza dello Stato e a contrastare la criminalità organizzata, ma che al tempo stesso non può soffocare il più importante sistema economico della Città metropolitana. Il porto dà lavoro a migliaia di persone oneste – conclude Confindustria Reggio Calabria – ed è compito delle istituzioni fare in modo che quei posti non siano messi a rischio dagli interessi della criminalità organizzata, pervasiva sì, ma pur sempre minoranza rispetto alla generalità di un popolo onesto e laborioso come quello calabrese”.