Federagenti: “Ricompattare il cluster marittimo, portuale e logistico”

Gian_Enzo_Duci

Il neo presidente candida la Federazione agenti marittimi ad assumere un ruolo di raccordo e conciliazione dei conflitti fra i diversi soggetti associativi del settore.

“Uniti e non conflittuali per costruire un’Italia logistica in grado di affrontare davvero e non solo a parole le sfide e le opportunità del futuro”. L’appello è di Gian Enzo Duci neo-presidente di Federagenti, che, come primo atto del suo mandato, candida la Federazione che presiede a svolgere un ruolo di cerniera fra le principali associazioni rappresentative del cluster marittimo, portuale e logistico. “Il nostro settore è posto di fronte a una duplice sfida; da un lato – precisa – quella posta in essere da una crisi prolungata e quindi da trasformazioni mai così rapide come oggi; dall’altro, quella generata da una sovrapposizione sul mercato di ruoli e di funzioni che rischiano pressoché quotidianamente di generare conflitti di competenza fra gli operatori del settore”.  “Il risultato che sta emergendo è quello di profonde crepe all’interno di quello che veniva chiamato il cluster marittimo e portuale e contrapposizioni conflittuali fra Associazioni che per altro non hanno trovato in questi anni, al di là di dichiarazioni e occasioni più di forma che di sostanza, un comune denominatore e una sede effettiva nella quale risolvere i loro conflitti e remare nella stessa direzione”. Secondo il neo-presidente degli agenti marittimi italiani, Federagenti ha oggi, e in parte le ha conquistate sul campo, tutte le caratteristiche inclusa una credibilità istituzionale per fungere da cerniera e da raccordo fra soggetti come Confitarma, Confetra e Confcommercio.  “Non cerchiamo leadership. E’ anzi l’esatto contrario: ci poniamo in una posizione di servizio – prosegue Duci – sia perché non possiamo permetterci di assistere passivamente a un inasprimento dei contrasti in atto, sia perché difronte all’ impegno, del tutto nuovo e anomalo rispetto al passato,  che caratterizza questo governo nei settori della logistica e della portualità, non possiamo certo assistere passivamente al cambiamento, buttando a mare il contributo che le nostre esperienze e le nostra professionalità potrebbero fornire e  sacrificandole invece sull’altare di singoli interessi di area o categoria.” Ferme restando le competenze di tutti i soggetti associativi, inclusa e quella della Federazione del mare, che negli anni ha assunto caratteristiche più riflessive e teoriche, Federagenti intende promuovere un tavolo di confronto a porte chiuse e – sottolinea Duci – “a riflettori spenti”, dove svolgere un’opera di conciliazione e dove affrontare uniti le vere problematiche che il mercato internazionale impone oggi come emergenze”