Europa, più efficienza nella sorveglianza dei mari

20110215

La Commissione europea ha compiuto un ulteriore passo avanti verso una sorveglianza dei mari europei più efficiente in termini di costi e più efficace. Riunire i dati relativi alla sorveglianza raccolti dalle autorità civili e militari, quali le guardie costiere, le marine nazionali, le autorità preposte al monitoraggio del traffico, dell’ambiente e dell’inquinamento, e al controllo della pesca e delle frontiere, consente di evitare la duplicazione delle attività e di risparmiare fino a 400 milioni di euro all’anno. Ampliare la cooperazione e la condivisione dei dati consentirebbe di affrontare in modo più efficiente le emergenze che si verificano in mare, come gli incidenti, gli incidenti inquinanti, i reati o le minacce alla sicurezza. Il CISE, l’ambiente comune per la condivisione delle informazioni sul settore marittimo, che si propone di riunire tutti i soggetti interessati affinché condividano i dati, costituisce uno degli elementi portanti della strategia europea in materia di sicurezza marittima di recente adozione. “È possibile garantire una crescita economica sostenibile del settore marittimo soltanto con mari e oceani europei sicuri” ha spiegato Maria Damanaki, Commissaria responsabile per gli Affari marittimi e la pesca. “Il CISE si propone di offrire a tutti gli operatori coinvolti nella sorveglianza marittima un quadro completo di tutti gli eventi che si verificano in mare. La condivisione di tali informazioni è fondamentale per evitare duplicazioni nella raccolta dei dati e per l’uso di navi pattuglia, elicotteri, aerei o satelliti nel medesimo tratto di mare. Attualmente il 40% circa delle informazioni viene raccolto più volte e una percentuale del 40-80% non viene condivisa tra i soggetti interessati. Non possiamo permetterci un simile spreco di energie e risorse.”La comunicazione adottata dalla Commissione, che illustra i buoni progressi compiuti a livello dell’UE e a livello nazionale da quando è stata elaborata la tabella di marcia del CISE nel 2010 e il forte impegno di tutti gli operatori in questo campo, propone anche orientamenti e priorità per le azioni future sia a livello nazionale che dell’UE. L’obiettivo principale dovrebbe essere quello di rafforzare ulteriormente lo scambio di informazioni, in particolare fra le autorità civili e militari, al fine di migliorare l’interconnessione tra i sistemi di sorveglianza marittima esistenti, rendendoli interoperabili. Il risultato sarà un aumento dell’efficienza, della qualità, della capacità di reazione e del coordinamento delle operazioni di sorveglianza marittima sia nelle acque dell’UE che in qualsiasi altra area geografica in cui l’Unione europea ha un interesse vitale, concorrendo così alla creazione di un clima di maggiore sicurezza degli investimenti per la crescita blu e al rafforzamento della prosperità e della sicurezza dei cittadini dell’Unione. Nel prossimo futuro la Commissione, che intende lanciare un progetto nell’ambito del 7º programma quadro di ricerca al fine di testare il CISE marittimo su vasta scala, elaborerà insieme agli Stati membri un manuale contenente le raccomandazioni relative alle buone pratiche sulle modalità di applicazione del CISE in base all’esperienza maturata con i sistemi e i progetti pilota esistenti, quali MARSUNO, BluemassMed e Cooperation. La Commissione continuerà inoltre a sostenere misure volte a elaborare norme che consentano l’interoperabilità tra i sistemi.