Crack Dimaiolines, revocati gli arresti a Nicola Coccia

nicola coccia

Revoca della misura degli arresti domiciliari per Nicola Coccia, il professionista napoletano, ex presidente di Confitarma e di Terminal Napoli (società che gestisce la Stazione Marittima di Napoli), coinvolto nell’inchiesta sul crack Dimaiolines. Presidente del collegio sindacale della compagnia fino al 2006, Coccia è stato accusato di “comportamento omissivo” rispetto alle condotte messe in atto dagli amministratori della società, già condannati, con patteggiamento della pena, a complessivi 13 anni e otto mesi per aver raccolto abusivamente risparmio e aver distratto tali finanziamenti, riversandoli in parte sui propri conti personali. “Io non ero e non sono a tutt’oggi a conoscenza della vicenda Di Maio né di altri armatori che fanno o hanno fatto ricorso a questa tecnica di raccolta illegittima”, ha commentato Coccia all’Ansa.

Il fallimento della Dimaiolines è costato 40 milioni di euro a circa 800 risparmiatori. La compagnia, in stato di dissesto e insolvenza già dal 2007, continuava ad accettare gli investimenti di ignari cittadini promettendo cospicui guadagni (interessi annui pari al 7,5%). Fallita il 2 dicembre 2010, aveva ceduto l’unica unità di proprietà, Baia Sardinia, poco prima dell’emergere dello scandalo.

Nel corso delle indagini Coccia ha chiarito la sua estraneità ad ogni pratica abusiva di raccolta di denaro. Il Pm, chiuse le indagini, ha proceduto al rinvio a giudizio.