Crac Dimaiolines, Nicola Coccia ai domiciliari

nicola coccia

L’ex presidente di Confitarma ha guidato il collegio dei sindaci della compagnia

Arresti domiciliari per Nicola Coccia, presidente di Terminal Napoli, società che gestisce la Stazione Marittima del porto di Napoli. Coccia, già presidente di Confitarma, sarebbe coinvolto nel fallimento della società armatoriale Dimaiolines, di cui ha presieduto il collegio dei sindaci. L’accusa è bancarotta fraudolenta e falso in bilancio.

L’ordinanza eseguita dalla Guardia di Finanza di Torre del Greco su delega del procuratore di Torre Annunziata Alessandro Pennasilico nasce da un sviluppo parallelo delle indagini sul crack Dimaiolines i cui amministratori sono già stati condannati in primo grado (13 anni e otto mesi il saldo complessivo per il patteggiamento di Ciro, Angelo e Angela Di Maio) per aver distratto su conti correnti personali risparmi raccolti in modo illecito. Coccia, in pratica, avrebbe disatteso gli obblighi di controllo agendo in una situazione di “chiara incompatibilità” come consulente contabile e strategico della società. Le somme distratte agli obbligazionisti con il suo “significativo contributo” supererebbero i 14 milioni di euro.

Secondo la Procura è stata verificata una situazione di incompatibilità di Coccia come controllore-sindaco/consulente-controllato con riferimento a numerose società italiane operanti soprattutto nel settore dello shipping.

Il fallimento della Dimaiolines è costato 40 milioni di euro a circa 800 risparmiatori. La compagnia, in stato di dissesto e insolvenza già dal 2007, continuava ad accettare gli investimenti di ignari cittadini promettendo cospicui guadagni (interessi annui pari al 7,5%). Fallita il 2 dicembre 2010, aveva ceduto l’unica unità di proprietà, Baia Sardinia, poco prima dell’emergere dello scandalo.

Il nuovo filone di indagini, che ricostruisce la storia della “contabilità” del collegio dei sindaci, si è avvalso della collaborazione degli armatori, ascoltati come “imputati in reati connessi”.