Cosco, il Pireo porto di riferimento nel Mediterraneo

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I cinesi vogliono investire altri 224 milioni di euro. Obiettivo: 7 milioni di teu

Il Gruppo Cosco punta a fare del Pireo la sua testa di ponte nel Mediterraneo. Nel corso dell’inaugurazione del molo n.3 del terminal container che i cinesi gestiscono nello scalo greco dal 2008 è stata ufficializzata l’intenzione di avviare ulteriori investimenti: 224 milioni di euro per il potenziamento del lato occidentale del molo, con la creazione di ulteriori 500 posti di lavoro. Con il nuovo intervento finanziario Cosco vuole trasformare il Pireo nel principale hub container del bacino mediterraneo. Le prospettive ci sono tutte: dai 116 mila teu nel primo anno di concessione il terminal ha raggiunto nel 2012 quota 2,1 milioni di teu movimentati, con previsioni per la fine di quest’anno di circa 2,5 milioni. L’obiettivo, con un investimento complessivo che sfiorerebbe i 600 milioni di euro (340 quelli investiti fino ad oggi), è quello di toccare quota 7 milioni l’anno. “La Cosco – conferma il presidente della società, Wei Jiafu – aumenterà la quantità delle merci dirette verso la Grecia. Porteremo più container destinati a raggiungere l’Europa per mezzo di ferrovie per le quali abbiamo già espresso il nostro interesse al premier greco”.

Il completamento del nuovo molo 3 in anticipo sui tempi previsti (2016) comporta, come previsto dagli accordi con il governo greco, un prolungamento di 5 anni del contratto di concessione Cosco e permetterà a Piraeus Container Terminal SA (PCT) la gestione potenziale di 4,7 milioni di teu. Ma l’interesse per le banchine cinesi non si ferma ai container. Cosco vorrebbe partecipare attivamente alla futura privatizzazione di altre attività del porto, nel quadro degli accordi che lo Stato ellenico ha firmato con i suoi creditori. L’attesa, per ora, è dovuta alla scelta del governo greco, in discussione a Bruxelles, di cedere o meno la sua quota (74%) di maggioranza nell’Autorità portuale del Pireo.