Corridoio Adriatico Ionico, strategie e proposte

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Incontro promosso da Confitarma e Federazione del Mare. La Conferenza delle Regioni già al lavoro

Un ecobonus europeo che, sull’esempio della felice sperimentazione italiana, trasferisca il traffico merci dalla strada al mare. E poi, politiche comunitarie di sostegno per la rottamazione dei traghetti obsoleti a favore di unità green, rispondenti alle misure internazionali per ridurre il tenore di zolfo nei carburanti marittimi. Paul Kyprianou, responsabile delle relazioni esterne del Gruppo Grimaldi, ha indicato la ricetta per favorire lo scambio di merci tra l’Europa Occidentale e l’area dei Balcani attraverso i collegamenti marittimi nell’Adriatico e nello Ionio.

L’occasione è stata l’incontro “Corridoio Adriatico-Ionico: proposte per una strategia del mare e una economia blu”, organizzato da Confitarma e Federazione del Mare nell’ambito della IV edizione del “Festival della Diplomazia”, evento che  ha analizzato vari temi di politica, economia e relazioni internazionali, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il patrocinio del ministero degli Esteri, della rappresentanza in Italia della Commissione e del Parlamento europeo, di numerose ambasciate, università, partner scientifici, aziende pubbliche e private.

Carlo Lombardi, segretario generale della Federazione del Mare, nel suo intervento introduttivo, dopo aver ricordato che Adriatico e Ionio collegano i territori di 7 paesi (Grecia, Italia, Slovenia, Croazia, membri dell’Ue, e Montenegro, Albania e Bosnia-Erzegovina), ha sottolineato l’interesse di tutto il cluster marittimo italiano per lo sviluppo di progetti relativi ad un’area di grande rilievo come è il Corridoio adriatico-ionico. Il riferimento è alla Strategia marittima per il Mare Adriatico e il Mar Ionio promossa dalla Commissione europea e obiettivo prioritario della prossimo semestre europeo a guida italiana. In proposito, il segretario generale della FdM, ha ricordato che tra le regioni italiane il Friuli-Venezia Giulia è al terzo posto per importanza delle attività marittime rispetto a quelle complessive. In particolare, nel settore della costruzione navale il Friuli-Venezia Giulia ha uno dei più elevati gradi di specializzazione con il 42,1% degli addetti che lavorano nel comparto a livello nazionale. Il Veneto è al secondo posto per le attività portuali, mentre nel settore della pesca Veneto, Puglia e Marche sono rispettivamente seconda, terza e quarta regione a livello nazionale. Infine, con riferimento alla flotta armatoriale, le regioni Marche ed Emilia Romagna si collocano in terza e quinta posizione.

Gli ambasciatori dei Paesi ospiti e i rappresentanti di istituzioni, associazioni  e operatori privati e pubblici hanno illustrato le proposte volte ad una rapida approvazione della strategia contenuta nella dichiarazione di Bruxelles del 27 maggio 2013 volta ad un utilizzo più mirato ed efficiente di istituzioni, fondi e normative su politiche ambientali e del trasporto marittimo.

A questo proposito lo scorso 11 luglio la Conferenza delle Regioni ha dato vita a un gruppo di lavoro per l’elaborazione della proposta italiana da presentare entro la fine dell’anno. Quattro i pilastri su cui lavorano le 10 Regioni coinvolte: promozione della crescita economica sostenibile e dei posti di lavoro e opportunità di business nei settori della blu-economy (l’acquacoltura, la pesca, biotecnologie blu, servizi marini e marittimi, ecc.); il rafforzamento dei collegamenti della Macroregione e la ridurre le distanze tra le comunità insulari e rurali attraverso il miglioramento della gestione dei corridoi fluviali e marittimi, nonché l’interoperabilità di tutte le modalità di trasporto; il miglioramento della qualità ambientale degli ecosistemi e della  tutela della biodiversità; l’aumento dell’attrattiva turistica della regione, supportando lo sviluppo sostenibile del turismo costiero, marittimo e dell’entroterra, riduzione della stagionalità della domanda, limitazione dell’impatto ambientale e promozione di  un marchio regionale comune.