Confitarma. “Le Ap azzerino gli aumenti delle tasse portuali”

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L’intervento di d’Amico al convegno PD

Il servizio ritiro rifiuti dalle navi “ha dato luogo alla proliferazione di discipline diverse da porto a porto creando un deleterio clima di inaffidabilità tra gli operatori e soprattutto dando luogo a rincari tariffari del tutto ingiustificati e discriminatori a danno degli utenti”. Nasce da questa considerazione, e dalle difficoltà reali da parte delle compagnie di navigazione, la necessità che il controllo delle tariffe portuali resti affidato al Ministero, “per evitare che il decentramento faccia prevalere logiche di tipo localistico molto dannose”. A parlare il presidente di Confitarma Paolo d’Amico che intervenendo al convegno “La forza del Mare” organizzato dal PD ha auspicato anche la scelta da parte delle Autorità portuali di azzerare gli incrementi (45% nel biennio 2013-14) previsti per le tasse portuali. Su questo punto d’Amico ha sottolineato che “aumenti di tale portata garantiscono un maggior gettito alle Autorità portuali di circa 65 milioni annui dal 2013 e di ulteriori 33 milioni annui dal 2014, ma impongono sul traffico marittimo e sulle merci imbarcate e sbarcate un pesante fardello che oltre a ridurre ulteriormente il livello di competitività dei nostri porti con il dirottamento dei traffici verso scali esteri, colpisce in particolare le compagnie operanti nel cabotaggio tra porti nazionali”.

La tassa di ancoraggio, che si calcola sulla stazza netta complessiva delle navi, ha subito dal 1993 ad oggi un incremento del 130% a seguito dell’aumento del numero delle navi e della loro stazza media, grazie agli ingenti investimenti effettuati dalle compagnie di navigazione in nuove costruzioni. Inoltre, nello stesso periodo, la tassa portuale, che si calcola sulle tonnellate di merce imbarcata e sbarcata nei porti italiani, ha subito un incremento di circa il 29%.

“Se si considera che l’indice del costo della vita è aumento del 54,36% – ha spiegato il  rappresentante degli armatori –  risulta evidente come l’adeguamento delle due tasse sia del tutto ingiustificato dato che il loro gettito, nello stesso periodo, si è di fatto più che adeguato”.

Cautela, invece, su una liberalizzazione spinta dei servizi tecnico-nautici. Per Confitarma è necessario “evitare che la loro pratica applicazione, possa in concreto determinare soluzioni economico-organizzative contrarie agli interessi dell’utenza di tali servizi”.