Conateco-Soteco, secondo giorno di sciopero a Napoli

DSCN2690

Secondo giorno della manifestazione dei lavoratori Conateco e Soteco nel porto di Napoli. Continua la protesta spontanea nel piazzale antistante la sede dell’Autorità portuale degli operatori del settore container. Parola d’ordine: dragaggio. Preoccupati per il calo dei traffici (-11,7% dall’inizio del’anno) e dall’abbandono di importanti compagnie in favore del porto di Salerno gli operai chiedono lo sblocco dell’intervento di escavo dei fondali necessario per ospitare navi più grandi. Sotto accusa l’immobilismo e l’indifferenza delle istituzioni, incapaci di portare a termine un’opera che potrebbe far recuperare alle banchine partenopee i traffici perduti e rilanciare l’intero settore container. “Le navi vanno via, lavoratori e aziende muoiono”, “Basta parole, basta promesse, un solo fatto: dragaggio”, alcuni degli slogan  che campeggiano dai tre tir che rendono impossibile l’accesso nell’area. Ieri una delegazione dei manifestanti, circa 400, ha incontrato i vertici dell’Ap che, in una nota congiunta firmata con i lavoratori, afferma che la preannunciata messa in cassa integrazione dei lavoratori potrà essere evitata “soltanto in presenza di un forte intervento delle Istituzioni locali”. Solo così – aggiunge la nota – “potrà essere sbloccata presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la problematica del dragaggio del Porto di Napoli, che impedisce al porto stesso di ricevere le navi di nuova generazione, con i noti e già attuali riflessi negativi sul lavoro”. Altra richiesta dei lavoratori del Consorzio Conateco e degli autotrasportatori dell’indotto è la convocazione urgente del tavolo istituzionale al quale chiedono di poter partecipare con una propria rappresentanza. Sul rischio imminente di cassa integrazione, i portuali chiedono anche l’apertura di un tavolo urgente alla Prefettura di Napoli.