Civitavecchia punta a diventare un hub logistico

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La nuova sfida dello scalo presentata a 2giorni del Mediterraneo

 

Dopo le crociere, la logistica. Il porto di Civitavecchia, mettendo “a fattore comune, con il porto, le nuove autostrade, i collegamenti ferroviari e le capacità professionali”, punta a trasformarsi in hub al servizio della seconda area di produzione e consumo d’Italia, ma anche delle regioni oggi collocate su un credibile corridoio Tirreno- Adriatico.

Un progetto che sarà illustrato dal presidente dell’Ap, Pasqualino Monti, anche al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel corso della 2giorni del Mediterraneo, che coinciderà con la posa della prima pietra e l’intitolazione a Sant’Egidio della nuova darsena traghetti del porto.

L’appuntamento, che si svolgerà mercoledì 11 e giovedì 12 luglio,  si propone anche un secondo obiettivo: radicare a Civitavecchia non solo un traffico che oggi supera i 2 milioni e 600 mila passeggeri, ma anche una cultura nuova delle crociere che non può prescindere dalla cultura del Mediterraneo.

In particolare, sarà presentato un laboratorio degli itinerari e il lancio dell’idea di un parco archeologico “made in Mediterraneo”.

“La capitale mediterranea delle crociere – spiega il manifesto di 2gioni – si assume anche una responsabilità precisa. Quella di fare del turismo sul mare un driver di sviluppo armonico sulle due sponde del Mediterraneo, favorendo attraverso lo sviluppo economico di filiera, anche quel dialogo “fra sponde” e fra culture che è il presupposto essenziale per una nuova stagione e una nuova centralità del Mediterraneo”.

Crociere come strumento di pace, quindi, ma anche punto di riferimento “di schemi di efficienza e affidabilità” da esportare a terra “in in un mercato turistico nazionale, che continua a soffrire le conseguenze di un gap infrastrutturale e di carenze organizzative e logistiche che ne condizionano l’affidabilità e l’efficienza, mortificandone le potenzialità”.