Civitavecchia, oltre 400 milioni dalle crociere

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Uno studio del CERTeT della Bocconi sull’impatto socio-economico delle attività crocieristiche. Il presidente Monti: “Si deve lavorare su questi numeri per creare servizi essenziali”.

L’effetto economico globale delle attività crocieristiche a Civitavecchia è pari a 401,9 milioni di euro e l’effetto occupazionale strettamente riconducibile al settore è pari a 1731 addetti (su 6800 totali). Ogni scalo di una nave da crociera a Civitavecchia attiva meccanismi di spesa in grado di generare ricadute per il territorio del Lazio, pari a 483 mila euro e generare occupazione a Civitavecchia equivalenti a 2 addetti full time su base annua. Questi i risultati dello studio su ‘‘L’analisi dell’impatto socio-economico delle attività crocieristiche del porto di Civitavecchia’’ commissionato dall’Autorità Portuale al CERTeT (centro di ricerca in economia regionale, trasporti e turismo) dell’Università Bocconi di Milano. A presentare i dati il fondatore del centro, Lanfranco Senn, ed il direttore Oliviero Baccelli. «Quella che si produce in porto è una ricchezza straordinaria – ha commentato il presidente Pasqualino Monti – i numeri sono importanti, ma da qui si deve partire per lavorare insieme, programmare e creare servizi necessari». Le 832 toccate nave e gli oltre 2,1 milioni di passeggeri del 2014 fanno di Civitavecchia il porto leader del Mediterraneo (soprattutto se si considera che Barcellona, nei suoi calcoli, conta anche gli equipaggi ndr). «Per prendere decisioni consapevoli – hanno spiegato Senn e Baccelli – è fondamentale conoscere numeri e stakeholders. Nessun altro porto nel Mediterraneo ha svolto una indagine così dettagliata. Dietro al settore delle crociere c’è comunque un’economia importante». Dallo studio emerge, ad esempio, che l’impatto diretto creato dal mercato delle crociere a Civitavecchia corrisponde annualmente ad un fatturato di circa 51,3 milioni di euro e 601 unità di lavoro a tempo pieno in ambito portuale. Oltre 2,8 milioni di passeggeri nel 2014 (turisti ed equipaggio). Dei crocieristi il 34% si imbarca/sbarca a Civitavecchia (home port), il 66% sono in transito e di questi il 90% scende dalla nave per una escursione. Il 33% sono membri dell’equipaggio: di questi il 31% è in transito, il 25% dei quali scende dalla nave per una escursione. Dei crocieristi poi il 50% raggiunge Roma, mentre il 37% si ferma a Civitavecchia dove prevale, di fatto, il ‘‘fai da te’’ (il 13% raggiunge altre città del Lazio). «Civitavecchia ha un’importante occasione da cogliere – ha aggiunto Monti – c’è un mercato ancora in fase di crescita da aggredire in termini di servizi». Una fetta di mercato purtroppo ancora non pienamente conosciuta dall’imprenditoria: serve quindi lavorare ancora in sinergia per mettere in condizione il territorio di creare nuova ricchezza ed occupazione. Lo studio verrà approfondito nel corso di un incontro in Autorità Portuale previsto per il 4 giugno prossimo.
I risultati della ricerca