Civitavecchia, l’AdSP su Pas e i lavoratori massima attenzione

 Comunque prioritario garantire i servizi previsti dai piani di sicurezza     
 Musolino: “Impercorribile ogni altra impostazione che tornasse a concepire l’ente come un bancomat pronto a pagare sempre e comunque”

Civitavecchia, 25 giugno – La situazione in cui versa la PAS è ben nota a tutti, in particolare alle organizzazioni sindacali, con cui è in corso una seria interlocuzione per le materie di loro competenza.

Le notizie fatte filtrare ad orologeria da qualcuno, volutamente diffuse con l’obiettivo di mettere pressione all’Ente, mescolando problematiche con origini diverse tra loro e percorsi amministrativi da affrontare altrettanto diversificati, non giovano certo alla risoluzione delle criticità sul tappeto.
Proprio in questo momento dove, dopo oltre un anno e mezzo durissimo, stanno ripartendo i traffici RoRo, RoPax e soprattutto le crociere, pensare di mettere in campo tattiche da “guerriglia” per compromettere l’operatività del porto, al solo fine di alzare il tiro delle rivendicazioni, non è un comportamento che ci si potrebbe aspettare da soggetti responsabili.
Questo non significa che non ci sia la massima attenzione dell’Ente rispetto ai lavoratori e ai loro diritti, ma in un Paese democratico a fronte di diritti rivendicati ci sono anche doveri cui ottemperare.
La priorità dell’AdSP è quella di garantire i servizi previsti dai piani di sicurezza vigenti, nel rispetto delle corrette richieste di parte sindacale.
La priorità è e deve essere la stessa della società partecipata costituita ad hoc, e non potrebbe essere altrimenti.
“Ogni altra impostazione del confronto – dichiara il presidente dell’AdSP Pino Musolino – che dovesse partire da presupposti diversi, e che pensasse di poter tornare a concepire la AdSP come una sorta di bancomat pronto a pagare sempre e comunque a piè di lista, non solo non terrebbe conto della situazione drammatica in cui versano sia i bilanci di PAS che quelli di AdSP, ma in ultima analisi sarebbe impercorribile perché incompatibile con i principi organizzativi di efficienza e di economicità che, oggi più che mai, devono improntare l’azione amministrativa dell’ente al massimo rigore, proprio per tutelare la piena operatività del porto e garantire il lavoro in ogni sua forma, nel breve come nel lungo periodo”.