Ceriscoli e Giampieri: “Accorpamento delle Ap opportunità per Ancona”

(ANSA) - ANCONA, 24 LUG - Veduta aerea del porto di Ancona con la nuova vasca di colmata.

“Dobbiamo leggere nel cambiamento anche le opportunità. Con la riforma si ridefiniscono i confini delle Autorità portuali e si stabilisce il ruolo delle città. Dire che il porto di Ancona venga accorpato a quello di Ravenna vuol dire già mettersi in subalternità. Questa è una linea guida, non è detto che si finisca con questo disegno visto che siamo solo all’inizio del percorso”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Marche Luca Ceriscoli commentando il Piano strategico della portualità e della logistica approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che prevede anche una rimodulazione delle Autorità portuali. “E’ chiaro – ha tenuto a precisare Ceriscioli, che ha parlato a margine di un convegno sulla Macroregione Adriatico Ionica – che noi faremo di tutto per affermare l’importanza strategica di questo porto, ma se Ancona dovesse diventare guida di un’area più grande non e’ che ci possa dispiacere. E’ una prospettiva, quella della leadership di Ancona, sulla quale si ragionava, ad esempio, spostandosi più a sud. Nella ridefinizione della riforma può esserci anche un rafforzamento, un ampliamento del nostro ruolo. Noi ci lavoriamo perché possa diventare un’opportunità per fare meglio ed essere più efficaci. Il contributo nostro deve essere quello di una visione corretta della riforma”.  “E’ un Piano che non ha valore di legge – sottolinea Rodolfo Giampieri, presidente dell’Ap di Ancona -, che entra in Parlamento per il dibattito. Siamo fiduciosi che in Aula ci possano essere riflessioni serie e importanti ma è comunque una decisione, se confermata, che ci amareggia e ci sorprende, e non per logiche di campanilismo. Se legato ai ‘port-core’, Ancona e’ uno dei porti di riferimento del Corridoio europeo Helsinki-La Valletta. Se legato ad altre logiche, Ancona ha tutte le caratteristiche, sia di efficienza sia per gli investimenti programmati, con soldi veri, che si stanno facendo, per avere autonomia”. Quello di Ancona, ha concluso, “è un porto che ha un milione di passeggeri internazionali. Non facciamo un discorso di sedi ma di autonomia finanziaria di un’infrastruttura che sta investendo moltissimo nello sviluppo dell’economia della regione e che ha bisogno di autonomia per essere incisivo sullo sviluppo regionale”.