Brennero: il Ministro Giovannini alla Commissaria Valean, Ue garantisca libera circolazione tra Paesi membri

Al centro dei colloqui la situazione di criticità lungo il Corridoio del Brennero per gli autotrasportatori italiani e i costi supplementari
25 febbraio 2021 – Si è tenuto l’incontro in videoconferenza tra il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Enrico Giovannini e la Commissaria Europea ai Trasporti, Adina Valean, annunciato nei giorni scorsi.
Al centro dei colloqui la situazione di criticità lungo il Corridoio del Brennero per gli autotrasportatori italiani e i costi supplementari che stanno affrontando a causa dei divieti settoriali unilaterali e dell’introduzione delle misure di controllo supplementari anti-Covid alle frontiere tedesche e, di conseguenza, anche a quelle austriache. Il Ministro Giovannini ha ribadito alla Commissaria Valean la richiesta di un impegno delle istituzioni europee al fine di garantire la libera circolazione tra i Paesi membri nel rispetto anche dei principi dei “Corridoi Verdi”. Da parte sua, la Commissaria ha assicurato che la questione è all’attenzione dei vertici europei e ha ringraziato l’Italia per avere organizzato tempestivamente in autostrada un sistema di tamponi anti-Covid che ha permesso di alleviare i disagi e prevenire ulteriori criticità. A tal proposito, il Ministro Giovannini ha evidenziato come finora siano stati riscontrati solo 27 casi positivi su 14.823 autisti testati, pari allo 0,18%, a riprova della serietà e affidabilità del sistema dell’autotrasporto italiano.
Il Ministro e la Commissaria hanno condiviso l’opportunità di rafforzare le sinergie sui temi della sostenibilità e della digitalizzazione per dare piena attuazione al Green Deal europeo.

La Presidente Ursula von der Leyen apre le Giornate dell’industria dell’UE

Il più grande evento annuale sull’industria nell’Unione, le Giornate dell’industria dell’UE, si svolgerà in formato virtuale dal 23 al 26 febbraio. La quarta edizione farà il punto dell’attuale contesto economico e sociale dovuto alla pandemia in tutti gli ecosistemi industriali e si occuperà di come l’industria europea si stia trasformando per diventare più verde, digitale e competitiva in un contesto globale in evoluzione.
Dopo un discorso di benvenuto del Commissario per il Mercato interno Thierry Breton, la Presidente Ursula von der Leyen aprirà la conferenza. Parteciperanno anche il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, i Vicepresidenti esecutivi Frans Timmermans, Margrethe Vestager e Valdis Dombrovskis, i Commissari Mariya Gabriel, Nicolas Schmit, Kadri Simson e leader dell’industria dell’UE.
Dalla prima edizione del 2017, le Giornate dell’industria dell’UE sono diventate la principale piattaforma dell’UE per un dialogo e una discussione aperti con le parti interessate sulle sfide e sulle opportunità dell’industria. Quest’anno ci si occuperà in particolare degli ultimi sviluppi delle alleanze industriali e del rilancio del forum industriale per l’energia pulita. Sarà organizzato un nuovo hackathon per la ripresa sana (European Data 4 Healthy Recovery) per risolvere le sfide più pressanti in materia di sanità intelligente in Europa. Sarà inoltre lanciata una nuova versione migliorata della piattaforma europea di collaborazione tra cluster, che riunirà partner per lavorare a una transizione verde e digitale e alla ripresa economica dell’Europa.

La Commissione Europea eroga 14 miliardi di € a 9 Stati membri nell’ambito di SURE

La Commissione europea ha erogato 14 miliardi di € a Belgio, Cipro, Ungheria, Lettonia, Polonia, Slovenia, Spagna, Grecia e Italia nella quarta tranche di sostegno finanziario agli Stati membri a titolo dello strumento SURE.
La Commissione europea ha erogato 14 miliardi di € a 9 Stati membri nella quarta tranche di sostegno finanziario agli Stati membri a titolo dello strumento SURE. Si tratta della prima erogazione nel 2021. Nel quadro delle operazioni odierne, il Belgio ha ricevuto 2 miliardi di €, Cipro 229 milioni di €, l’Ungheria 304 milioni di €, la Lettonia 72 milioni di €, la Polonia 4,28 miliardi di €, la Slovenia 913 milioni di €, la Spagna 1,03 miliardi di €, la Grecia 728 milioni di € e l’Italia 4,45 miliardi di €. Tutti e 9 gli Stati membri hanno già ricevuto un sostegno finanziario a titolo di SURE nel 2020, nell’ambito di una delle prime tre operazioni di emissione e di erogazione che hanno avuto luogo in quell’anno.
I prestiti aiuteranno gli Stati membri ad affrontare aumenti repentini della spesa pubblica per il mantenimento dell’occupazione. Nello specifico, li aiuteranno a coprire i costi direttamente connessi al finanziamento dei regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di altre misure analoghe, anche rivolte ai lavoratori autonomi, introdotte in risposta alla pandemia di coronavirus. Le erogazioni odierne sono state precedute dalla quarta emissione di obbligazioni sociali nell’ambito dello strumento SURE dell’UE, che ha riscontrato un notevole interesse da parte degli investitori. La domanda di sottoscrizione ampiamente superiore all’offerta si è tradotta in condizioni di prezzo favorevoli che la Commissione trasferisce direttamente agli Stati membri beneficiari.
A seguito delle erogazioni odierne, 15 Stati membri hanno ricevuto un totale di 53,5 miliardi di € nell’ambito dello strumento SURE. Una volta completate tutte le erogazioni nell’ambito di SURE, il Belgio avrà ricevuto 7,8 miliardi di €, Cipro 479 milioni di €, l’Ungheria 504 milioni di €, la Lettonia 192 milioni di €, la Polonia 11,2 miliardi di €, la Slovenia 1,1 miliardi di €, la Spagna 21,3 miliardi di €, la Grecia 2,7 miliardi di € e l’Italia 27,4 miliardi di €.
Una panoramica degli importi erogati finora e delle diverse scadenze delle obbligazioni è disponibile online qui. La ripartizione dei 90,3 miliardi di € finora autorizzati per 18 Stati membri è riportata qui. Gli Stati membri possono ancora presentare richieste di sostegno finanziario nell’ambito di SURE, la cui dotazione complessiva arriva fino a 100 miliardi di €.
Dichiarazioni di alcuni membri del Collegio
La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Nel quadro del programma SURE, l’UE ha mobilitato fino a 100 miliardi di € in prestiti a favore degli Stati membri dell’UE per salvaguardare i posti di lavoro e mantenere l’occupazione. I fondi vengono erogati regolarmente agli Stati membri, in modo da aiutarli finanziariamente a mitigare l’impatto della pandemia di coronavirus.”
Johannes Hahn, Commissario responsabile per il Bilancio e l’amministrazione, ha dichiarato: “A seguito del successo della quarta emissione di obbligazioni a titolo di SURE, abbiamo erogato oltre la metà dei fondi previsti nell’ambito di questo strumento. I 15 Stati membri che hanno beneficiato delle 4 erogazioni iniziali sono ora meglio preparati per attenuare l’impatto sociale della pandemia di coronavirus. Procederemo a una rapida attuazione del resto del programma al fine di erogare tutti i fondi autorizzati ai 18 Stati membri che finora hanno chiesto un sostegno finanziario nell’ambito di questo strumento.”
Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha dichiarato: “Oggi la Commissione europea eroga altri 14 miliardi di € per sostenere i lavoratori in 9 paesi dell’UE duramente colpiti. La pandemia continua a pesare sulle nostre economie e anche se sappiamo che alla fine di questo tunnel vi è la luce, non sappiamo quando la raggiungeremo. Per questo motivo SURE e la solidarietà europea che esso rappresenta sono così importanti.”
Contesto
Il 26 gennaio la Commissione europea ha emesso la quarta tranche di obbligazioni sociali nell’ambito dello strumento SURE dell’UE, la prima per il 2021, per un valore totale di 14 miliardi di €. L’emissione comprendeva due obbligazioni, una da 10 miliardi di € con scadenza a giugno 2028 e una da 4 miliardi di € con scadenza a novembre 2050.
Vi è stata una forte domanda di obbligazioni da parte degli investitori, rispettivamente di 8 e 12 volte superiore all’offerta, il che ha consentito ancora una volta alla Commissione di ottenere condizioni di prezzo assai favorevoli. Più concretamente, l’obbligazione a 7 anni ha un rendimento negativo di -0,497%, vale a dire che per ogni 105 € presi in prestito, gli Stati membri dovranno rimborsare 100 € alla scadenza. L’obbligazione a 30 anni è stata fissata al valore leggermente positivo di 0,134%, il che rappresenta un ottimo risultato per questa scadenza. Tali condizioni sono trasferite direttamente agli Stati membri dell’UE.
Le obbligazioni emesse dall’UE a titolo dello strumento SURE ricevono l’etichetta di “obbligazioni sociali”. Ciò garantisce agli investitori in tali obbligazioni che i fondi così mobilitati saranno realmente destinati a scopi sociali.

Brexit e Trasporti: le novità in materia di trasporti merci su strada e sugli scambi commerciali tra
Unione Europea e Regno Unito

Introduzione
Come è ormai noto, Regno Unito ed Unione Europa hanno raggiunto, proprio allo scadere del termine del periodo transitorio fissato per il 31/12/2020, un accordo sui reciproci rapporti commerciali e di cooperazione (c.d. Trade and Cooperation Agreement – TCA ), scongiurando così il rischio del temuto no-deal Brexit.  Tra le disposizioni più significative, vi è quella della non applicazione di dazi o limitazioni quantitative (quote) agli scambi di merci tra UE e Regno Unito, salvo alcune eccezioni legate all’origine di tali merci. Questo elemento di continuità con il sistema previgente ha certamente avuto un impatto positivo sull’intera filiera produttiva e sull’approvvigionamento di merci da e per il Regno Unito.
Anche per quanto riguarda il trasporto su strada il TCA garantisce agli operatori libero accesso ai territori delle due parti, garantendo quindi il trasporto merci senza ricorso a permessi o autorizzazioni aggiuntive. Si evidenziano tuttavia cambiamenti significativi specialmente in termini di numero di viaggi consentiti agli operatori di trasporto ed operazioni di cabotaggio.
Limitazioni e regime di cabotaggio
Ai sensi dell’art. ROAD 4 del TCA i trasportatori del Regno Unito potranno effettuare fino ad un massimo di due viaggi a carico da uno Stato membro dell’Unione Europea verso un altro Stato membro (senza ritornare nel Regno Unito) purché tali viaggi seguano un viaggio in partenza dal Regno Unito. Inoltre, di queste due operazioni aggiuntive soltanto una può essere svolta in regime di cabotaggio (ossia all’interno di un stesso Stato membro) a condizione però che venga effettuata non oltre 7 giorni dallo scarico del trasporto di ingresso nel territorio dell’Unione dal Regno Unito.
Esemplificando, un operatore inglese effettua un viaggio a carico da Southampton a Lione, un secondo viaggio a carico da Lione a Nizza (ma non oltre sette giorni dallo scarico a Lione), un terzo viaggio da Nizza a Torino, dopodiché dovrà necessariamente tornare nel Regno Unito.
Per i trasportatori europei invece, l’accordo prevede che possano essere svolti fino a due viaggi a pieno carico nel territorio del Regno Unito (quindi, entrambi in regime di cabotaggio), sempre che tali operazioni aggiuntive siano effettuate in seguito ad un trasporto in partenza da uno Stato membro UE e comunque non oltre sette giorni dallo scarico nel Regno Unito. Quindi, un operatore italiano effettua un viaggio da Torino a Dover, un secondo trasporto in regime di cabotaggio da Dover a Londra, un terzo trasporto anch’esso in regime di cabotaggio da Londra a Bournemouth, dopodiché sarà obbligato a fare rientro nel territorio dell’Unione Europea.
Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al regime previgente in cui i trasportatori potevano effettuare carichi e scarichi illimitati nello stesso territorio e gli operatori saranno certamente chiamati a valutare l’impatto che questi cambiamenti avranno sulle loro attività di trasporto oltre manica.
Requisiti professionali
Con riferimento ai requisiti per l’accesso all’attività di trasportatore di merci su strada, viene confermata la validità della licenza comunitaria rilasciata ai sensi del Regolamento 1072/2009 recepito nel Regno Unito dallo European Union (Withdrawal) Act 2018 modificato dai regolamenti attuativi Licensing of Operators and International Road Haulage (Amendment etc.) (EU Exit) Regulations 2019.  L’art. ROAD 5 del TCA conferma la regola per cui una copia certificata conforme alla licenza debba essere conservata a bordo del veicolo ed esibita su richiesta degli agenti predisposti al controllo.
Per i conducenti dei veicoli che effettuano viaggi tra regno Unito ed il territorio dell’Unione, l’art. ROAD 7 del TCA richiede il possesso di un certificato di idoneità professionale (come la Carta di Qualificazione del Conducente) nonché il rispetto da parte degli stessi delle norme in materia di tempi di guida, orari di lavoro, periodi di riposo, interruzioni ed uso del tachigrafico così come previsto dall’allegato ROAD 1 parte B dell’accordo.
Avv. Lorenzo Macchi Founding Partner MEPLAW Dipartimento di diritto della navigazione e dei trasporti
 

Brexit e logistica: il vademecum di ShippyPro

Come prepararsi alle conseguenze della Brexit su e-commerce e spedizioni
Ritardi nelle spedizioni, tassi e dazi doganali, calo del tasso di cambio della sterlina: questi alcuni dei possibili effetti della Brexit che i merchant che operano da e verso il Regno Unito si troveranno probabilmente a fronteggiare. ShippyPro ha provato a fornire la risposte utili alle domande più frequenti. Firenze, 1 febbraio 2021 – Nell’ultimo anno i leader europei e britannici si sono impegnati per trovare un accordo sulle regole che governeranno i rapporti tra i due blocchi, una volta che il Regno Unito sarà definitivamente separato dall’Unione Europea. Ormai concluso il periodo di transizione durato quasi 11 mesi, non sono poche le aziende europee di e–commerce con clienti inglesi e le aziende britanniche con clienti UE che si domandano come questo influirà sulle loro attività, soprattutto sulla vendita ai clienti e sulle spedizioni.
“Sfortunatamente, il 61% delle aziende inglesi non si è preparato a lasciare formalmente l’Unione Europea*. E con ben 2,31 milioni di cittadini europei che lavorano nel Regno Unito, non mancheranno le sfide riguardanti le assunzioni - ha commentato Francesco Borghi, CEO di ShippyPro - Come se non bastasse, c’è la preoccupazione che la Brexit danneggi gli investimenti nazionali ed esteri delle economie europee. E già il fatto che colossi come Amazon abbiano sospeso temporaneamente le consegne di piccoli pacchi tra UK e UE nell’Amazon Partnered Carrier Programme, fa capire quanto, terminato il periodo di transizione, rimanga ancora molta incertezza sugli scenari futuri”.
Quello che è certo è che le aziende e–commerce nel Regno Unito con clienti europei verranno colpite in modo diverso rispetto a quelle europee con clienti inglesi ma in ogni caso si prevedono sostanziali cambiamenti per tutti:
“Potrebbero manifestarsi ritardi nelle spedizioni da e verso il Regno Unito e l’UE, le tasse e dazi aggiuntivi potrebbero spingere più clienti ad acquistare da marchi e–commerce locali piuttosto che internazionali e potrebbe anche manifestarsi un calo del tasso di cambio della sterlina”, ha aggiunto Francesco Borghi. 
I merchant che operano da e verso il Regno Unito si troveranno quindi ad assolvere a nuovi obblighi amministrativi e a doverli implementare nei loro processi. ShippyPro, la piattaforma per la gestione delle spedizioni, tracking e resi degli ordini, ha individuato i principali punti dolenti e ha provato a fornire un prontuario di indicazioni utili per affrontarli.
Vediamo quali:
Nuove regole da seguire per spedire nel Regno Unito Quando spedirai nel Regno Unito dall’UE, dovrai applicare l’IVA sugli ordini inferiori a £135 (circa €147). Gli ordini superiori a £135, invece, saranno soggetti a dazi e IVA all’importazione.
Documenti doganali richiesti per la spedizione nel Regno Unito. Codice EORI 
Dal 1° gennaio 2021, se vendi nel Regno Unito oltre che in Europa, ti serviranno sia un codice EORI (Economic Operator Registration and Identification) inglese che europeo. Questo vale ovunque si trovi la tua attività. Dato che il Regno Unito e l’UE saranno separati ufficialmente, avrai bisogno di un EORI per entrambe le entità, poiché il tuo codice EORI ti identifica come esportatore.
Dichiarazione doganale CN22, CN23
Le aziende e i privati che inviano merci dal Regno Unito nell’UE dovranno compilare un modulo di dichiarazione doganale, CN22 o CN23.
CN22 – Colli con un peso fino a 2 kg e un valore fino a €425
CN23  – Colli con un peso da 2 a 20 kg con un valore pari o superiore a €425
DAP e DDP
La scelta di utilizzare il servizio DAP (Delivered at Place) o il DDP (Delivered Duty Paid) dipende dal tipo di attività. Con DAP, l’importatore è responsabile del pagamento dei dazi. Con DDP è invece l’esportatore a pagarli prima di consegnare il prodotto.
La maggior parte delle aziende di e–commerce B2C dovrebbe utilizzare il servizio DDP in modo da soddisfare le aspettative dei clienti. Il DAP potrebbe rivelarsi la strategia giusta per le società di e–commerce B2B o per quelle che consegnano grandi quantità di merci a un rivenditore.
Cosa cambia per l’IVA I venditori britannici dovranno registrare l’IVA in ciascun paese in cui vendono. Non esiste più un minimo, quindi se hai anche solo un ordine da un paese, dovrai registrare l’IVA in quel paese. Inoltre, i vendor britannici dovranno controllare le leggi dei singoli paesi dell’UE per stabilire quali richiedano un rappresentante fiscale locale. Per questi motivi, potresti valutare di abolire l’IVA da alcuni paesi nei quali non prevedi grandi vendite, al fine di semplificare le tue registrazioni dell’IVA.
I venditori UE che prevedono di spedire ordini inferiori a £135 nel Regno Unito devono registrare l’IVA presso l’HMRC. Se spedisci nel Regno Unito dovrai riscuotere l’IVA sugli ordini inferiori a £135 (questa responsabilità spetta invece alla piattaforma se utilizzi un marketplace come Amazon o Ebay).
Riscossione IVA e trasferimento all’HMRC Dovrai dichiarare e versare l’IVA all’HMRC trimestralmente. Questo dev’essere fatto per gli ordini trimestrali inferiori a £135. Non sarà necessario farlo per ordini superiori a £135 che saranno invece soggetti all’IVA sull’importazione e a eventuali dazi.
Gestione dei resi I resi e–commerce da e verso il Regno Unito e l’UE potrebbero subire modifiche. Si prevedono innanzitutto ritardi nelle spedizioni, cosa che potrebbe causare insoddisfazione nei clienti che aspettano di ricevere un rimborso.
“Il nostro consiglio ai merchant in questo ultimo caso è quello di giocare di anticipo e rivedere la propria strategia di spedizione e–commerce - ha aggiunto Francesco Borghi - Tuttavia suggeriamo di non eliminare la possibilità di reso nei mercati chiave: possiamo confermare che un’ottima esperienza di reso può aumentare le conversioni e la fidelizzazione dei clienti. Il nostro software di spedizioni è ovviamente conforme alla Brexit e contiamo di supportare sempre di più i nostri clienti merchant che spediscono da e verso il Regno Unito a trovare le risposte giuste alle loro domande”. 

Nuovo Bauhaus europeo: la Commissione avvia la fase di progettazione

Oggi la Commissione ha avviato la fase di progettazione dell’iniziativa Nuovo Bauhaus europeo annunciata dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione 2020.
Il Nuovo Bauhaus europeo è un progetto ambientale, economico e culturale che mira a combinare design, sostenibilità, accessibilità, anche sotto il profilo economico, e investimenti per contribuire alla realizzazione del Green Deal europeo.
I valori fondamentali del Nuovo Bauhaus europeo sono quindi sostenibilità, estetica e inclusività. La fase di progettazione intende sfruttare un processo di cocreazione per plasmare il concetto esaminando le idee, individuando le esigenze e le sfide più urgenti, e collegare tra loro i portatori d’interessi. Come elemento della fase di progettazione, questa primavera la Commissione avvierà la prima edizione del premio Nuovo Bauhaus europeo.
La fase di progettazione sfocerà nell’apertura degli inviti a presentare proposte nell’autunno prossimo per dare vita alle idee del Nuovo Bauhaus europeo in almeno cinque sedi negli Stati membri dell’UE, grazie all’impiego di fondi dell’UE a livello nazionale e regionale.
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Il Nuovo Bauhaus europeo è un progetto di speranza per esplorare come vivere meglio insieme dopo la pandemia. Si tratta di conciliare la sostenibilità con lo stile per avvicinare il Green Deal europeo alla gente, ai loro pensieri, alla loro casa. Per riuscire il Nuovo Bauhaus europeo abbiamo bisogno di tutte le menti creative: designer, artisti, scienziati, architetti e cittadini.”
Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: ”Con il Nuovo Bauhaus europeo vogliamo sviluppare un quadro innovativo per sostenere, agevolare e accelerare la trasformazione verde combinando sostenibilità ed estetica. Se formiamo noi stessi un ponte tra il mondo dell’arte e della cultura e il mondo della scienza e della tecnologia, riusciremo a coinvolgere la società intera: i nostri artisti, studenti, architetti, ingegneri, il mondo accademico, gli innovatori; daremo il via a un cambiamento sistemico.”
Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme, ha osservato: “Il Nuovo Bauhaus europeo riguarda il nostro modo di vivere insieme, i valori, gli spazi comuni di lavoro e di svago, le nostre esperienze collettive e personali. È un progetto per tutte le regioni e i territori d’Europa. Nella misura in cui promuove soluzioni accessibili, contribuirà alla coesione sociale e alla soluzione dei problemi abitativi. Se davvero vogliamo apportare un cambiamento nella realtà che ci circonda per vivere insieme meglio e in modo sostenibile, dobbiamo pensare come il Nuovo Bauhaus europeo possa collegare la generazione di nuove idee con l’esecuzione sul posto, nei luoghi prescelti. La riflessione è lanciata nella Commissione su come mobilitare gli strumenti che abbiamo per avviare una prima serie concreta di azioni sul Nuovo Bauhaus europeo.
Contesto
Il nuovo Bauhaus europeo è un’iniziativa creativa che abbatte i confini tra scienza e tecnologia, arte, cultura e inclusione sociale, per consentire al design di trovare soluzioni ai problemi quotidiani.
Sul sito web dedicato lanciato oggi, artisti, designer, ingegneri, scienziati, imprenditori, architetti, studenti e chiunque sia interessato possono mettere in comune esempi di iniziative stimolanti per il Nuovo Bauhaus europeo, idee su come configurarlo e sui futuri sviluppi, e anche le difficoltà, i dubbi, le sfide.
Comincia qui un processo innovativo di coprogettazione. Le organizzazioni che desiderano rafforzare il proprio impegno in questo processo possono diventare “partner del Nuovo Bauhaus europeo” rispondendo all’invito sul sito web.
Nei prossimi mesi la Commissione assegnerà premi agli esempi proposti che rappresentano l’integrazione dei valori fondamentali dell’iniziativa e che possono animare il dibattito sui luoghi in cui viviamo e la loro trasformazione.
Nella prossima fase dell’iniziativa, quella di “realizzazione”, saranno avviati cinque progetti pilota per coprogettare nuove soluzioni che siano sostenibili, inclusive e abbinate allo stile. La terza fase sarà quella di “diffusione” delle idee e dei concetti che definiscono il nuovo Bauhaus europeo attraverso nuovi progetti, la creazione di reti e la condivisione delle conoscenze, in Europa e altrove.

La Commissione Europea eroga 14 miliardi di euro a 9 Stati membri nell’ambito di SURE

La Commissione europea ha erogato 14 miliardi di € a 9 paesi dell’UE nella seconda tranche di sostegno finanziario agli Stati membri a titolo dello strumento SURE. Nell’ambito del sostegno finanziario erogato oggi la Croazia ha ricevuto 510 milioni di €, Cipro 250 milioni di €, la Grecia 2 miliardi di €, l’Italia ulteriori 6,5 miliardi di €, la Lettonia 120 milioni di €, la Lituania 300 milioni di €, Malta 120 milioni di €, la Slovenia 200 milioni di € e la Spagna ulteriori 4 miliardi di €.
Questo sostegno, sotto forma di prestiti concessi a condizioni favorevoli, aiuterà tali Stati membri ad affrontare l’improvviso aumento della spesa pubblica volta a preservare l’occupazione. Nello specifico, concorrerà a coprire i costi direttamente connessi al finanziamento dei regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di altre misure analoghe, anche rivolte ai lavoratori autonomi, introdotte in risposta alla pandemia di coronavirus.
A fine ottobre l’Italia, la Spagna e la Polonia avevano già ricevuto un totale di 17 miliardi di € a titolo dello strumento SURE dell’UE. Una volta completate tutte le erogazioni nell’ambito di SURE ai 9 paesi beneficiari del sostegno finanziario odierno, la Croazia avrà ricevuto 1 miliardo di €, Cipro 479 milioni di €, la Grecia 2,7 miliardi di €, l’Italia 27,4 miliardi di €, la Lettonia 192 milioni di €, la Lituania 602 milioni di €, Malta 244 milioni di €, la Slovenia 1,1 miliardi di € e la Spagna 21,3 miliardi di €.
L’erogazione odierna segue la seconda emissione di obbligazioni sociali nell’ambito dello strumento SURE dell’UE, caratterizzata da un forte interesse da parte degli investitori.
Lo strumento SURE può fornire fino a 100 miliardi di € di sostegno finanziario a tutti gli Stati membri. Finora la Commissione ha proposto di mettere 90,3 miliardi di € di sostegno finanziario a disposizione di 18 Stati membri. Le prossime erogazioni saranno effettuate nel corso dei prossimi mesi, in seguito alle rispettive emissioni obbligazionarie.
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “La seconda ondata sta colpendo duramente l’Europa, ma l’UE è pronta a dare il suo sostegno. Vogliamo proteggere le persone da questo virus ma vogliamo anche proteggere i loro posti di lavoro, poiché questa crisi colpisce anche le imprese. Molti posti di lavoro sono a rischio. Lo strumento SURE ci consente di mobilitare fino a 100 miliardi di € in prestiti a favore dei paesi dell’UE, per contribuire a finanziare i regimi di riduzione dell’orario lavorativo. Questa seconda erogazione di 14 miliardi di € aiuterà i lavoratori a percepire un reddito e presto altri fondi saranno messi a disposizione.”
Johannes Hahn, Commissario responsabile per il Bilancio e l’amministrazione, ha dichiarato: “La seconda erogazione di fondi SURE è stata ancora una volta un grande successo e sono lieto che abbia consentito ai cittadini di un maggior numero di Stati membri di ricevere un sostegno tanto necessario in tempi di crisi.”
Il Commissario per l’Economia Paolo Gentiloni ha dichiarato: “Dopo la seconda emissione di obbligazioni sociali SURE della scorsa settimana, in cui ancora una volta la domanda ha ampiamente superato l’offerta, oggi forniamo a nove paesi dell’UE i 14 miliardi di € che sono stati raccolti. In tempi così difficili per tanti lavoratori e imprese europei, sono orgoglioso che la Commissione contribuisca a portare speranza e sostegno.”
 

Parlamento europeo: raggiunto accordo sui diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario

Bruxelles, 2 ottobre 2020 - Ieri il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sull’aggiornamento dei diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario.
Adina Vălean, Commissaria per la Mobilità e i trasporti, ha dichiarato: “Dopo tre anni di negoziati e di cooperazione con il Parlamento europeo e il Consiglio, abbiamo finalmente raggiunto un accordo sui diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario. Il nuovo regolamento garantisce maggiore protezione ai passeggeri europei in caso di ritardi, cancellazioni, coincidenze perse o discriminazione, aumentando così la fiducia nelle compagnie ferroviarie. Mi compiaccio in particolare dei progressi compiuti per rispondere meglio alle esigenze delle persone con disabilità o a mobilità ridotta e della chiarezza giuridica che abbiamo ottenuto sia per i consumatori che per le imprese.”
L’accordo garantisce una maggiore protezione dei passeggeri in caso di interruzioni del viaggio e chiarisce le norme per l’applicazione e il trattamento dei reclami. Offre inoltre un migliore accesso alle informazioni e migliora in modo significativo i diritti dei passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta. Inoltre, le nuove norme garantiranno più spazio per le biciclette. I treni nuovi o che sono stati oggetto di ristrutturazioni importanti dovranno disporre di uno spazio dedicato per trasportare un numero adeguato di biciclette. Infine, l’accordo proposto chiarisce le circostanze eccezionali (come le condizioni meteorologiche estreme o la pandemia) in cui gli operatori sono esentati dal pagamento di un indennizzo in quanto non possono né evitare questi eventi né impedirne le conseguenze). In questi casi i passeggeri conservano comunque il diritto al rimborso del prezzo integrale del biglietto, al trasbordo su un altro treno e all’assistenza, in linea con la legislazione applicabile ad altri modi di trasporto.
L’adozione della proposta della Commissione aumenterà l’attrattiva del trasporto ferroviario quale modalità di trasporto sostenibile, in linea con la nostra proposta di dichiarare il 2021 Anno europeo delle ferrovie e con gli obiettivi del Green Deal europeo. Nel 2017 la Commissione ha proposto di aggiornare i diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario dell’UE. I due colegislatori devono adottare formalmente l’accordo prima che diventi legge.

Ferrobonus Genova. Approvati interventi intermodalità

Aiuti di Stato: l’UE approva gli interventi previsti a favore del nodo genovese dalla Legge 130/2018 dedicati allo sviluppo dell’intermodalità
Genova, 15 maggio 2020 – Oggi la Commissione Europea ha approvato, sotto il profilo della compatibilità con la normativa degli Aiuti di Stato, tutte le misure previste dalla Legge 130/2018 (cosiddetta Legge Genova) all’art. 7 commi 2-bis, 2-ter e 2-quater che sono intervenute a sostegno dell’intermodalità ferroviaria dal crollo del ponte Morandi fino a dicembre 2019.
La decisione sancisce la possibilità di erogare ai beneficiari:
• il raddoppio del Ferrobonus nazionale fino a 5 euro a treno chilometro dal 15 agosto 2019 al 31 dicembre 2019 su tutti i treni aventi origine e destinazione il nodo Genovese;
• il Ferrobonus finanziato con risorse proprie dell’Autorità di sistema portuale, fino a 4 euro a treno chilometro su tutti i treni aventi origine e destinazione i siti retro portuali strategici inclusi nella Zona Logistica Semplificata del nostro sistema portuale;
Contributo che ha coperto 13 mesi (da novembre 2018 a dicembre 2019 per un valore massimo di 3,2 milioni di euro);
• un contributo (fino a 200 euro a tradotta), finanziato sempre con risorse dell’Autorità di sistema per compensare all’impresa concessionaria eventuali maggiori costi di manovra ferroviaria nel bacino Sampierdarena.
Nel sottolineare come il drammatico evento del 14 agosto 2018 abbia evidenziato ancora di più la necessità di rafforzamento dello shift modale a favore del trasporto ferroviario, la Commissione segnala l’importanza degli interventi approvati per rafforzare l’intermodalità del sistema portuale con ovvi benefici in termini di tutela dell’ambiente e riduzione della congestione.
Si auspica che questa importante posizione possa rappresentare una occasione per accrescere nel prossimo futuro la capacità di intervento pubblico a favore di uno sviluppo ambientalmente compatibile ed efficiente del traffico portuale.
Maggiori informazioni: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/mex_20_892

Prosegue il progetto europeo IMPACT a tutela delle aree marine protette

Gli sversamenti di sostante nocive, dovuti a incidenti marittimi o a manutenzione e ingrandimento di aree portuali adiacenti, sono tra i principali fattori di rischio per le aree marine protette (AMP). Individuare e promuovere linee di indirizzo in grado di conciliare la loro conservazione con lo sviluppo delle attività portuali transfrontaliere è il principale obiettivo del progetto IMPACT – Impatto Portuale su aree marine protette.
Inserito nell’ambito del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020, IMPACT cerca di tutelare le AMP attraverso un approccio innovativo, multidisciplinare e ad alto contenuto tecnologico.
Gli studi e le sperimentazioni sono realizzati nelle aree marine protette di Secche della Meloria, Cinque Terre, Port-Cros e Porquerolles e del Parco Marino Cap Corso e degli Agriati, e nei porti di Livorno, La Spezia, Tolone e Bastia, situati nelle loro immediate vicinanze.
I RADAR HF: COSA SONO E A COSA SERVONO
Poiché le correnti marine possono causare la rapida dispersione delle sostanze inquinanti dal luogo di sversamento, determinarne in modo puntuale l’andamento è condizione essenziale per ridurre al minimo il potenziale impatto sull’ambiente. La loro precisa identificazione è utile quindi per prevedere le possibili interazioni tra le attività portuali e le aree marine protette e fornire indicazioni per la loro migliore gestione.
In questo contesto si inserisce l’adozione dei radar ad alta frequenza (HF), strumenti di telerilevamento per la raccolta automatica di dati, che mettono a disposizione informazioni aggiornate sullo stato del mare e delle correnti.
Grazie al progetto IMPACT è aumentato il numero di stazioni radar operative sulle coste dell’area transfrontaliera e si è dato vita a un sistema coordinato di monitoraggio lungo 200 km di costa, con postazioni in zone strategiche per la presenza di porti e AMP, in aree comprese tra Toscana, Liguria e nella regione del Sud PACA in Francia.
Il progetto IMPACT, che ha capitalizzato gli investimenti avviati con i progetti RITMARE, MOMAR e SICOMAR, pone oggi le basi per un’ulteriore espansione della rete radar nel Mediterraneo Nord Occidentale.
L’obiettivo è arrivare, attraverso l’azione coordinata con i progetti SICOMAR PLUS e SINAPSI, facenti parte dello stesso Programma, a ottenere la più estesa copertura radar HF di un’area marina in Europa.
DRIFTER, MODELLI IDRODINAMICI E CAMPIONAMENTI BIOLOGICI: LE ALTRE AZIONI DI IMPACT
Le informazioni dirette sulle correnti marine, determinanti nel trasporto per esempio di contaminanti chimici tra i porti e le AMP, sono ottenute anche grazie all’impiego di drifter, boe flottanti che si muovono sulla spinta dalle correnti superficiali e la cui posizione viene tele-rilevata via satellite.
Il progetto IMPACT ha finanziato l’acquisto di decine di drifter e ha sostenuto l’organizzazione e l’esecuzione di campagne oceanografiche per il loro rilascio e tracciamento nell’area marina transfrontaliera.
IMPACT promuove anche un approccio di studio innovativo, basato su modelli idrodinamici per l’elaborazione congiunta delle informazioni raccolte da radar HF e drifter, e finalizzato a migliorare l’accuratezza delle previsioni sulle modalità di dispersione delle sostanze e massimizzare l’efficacia degli interventi. Le previsioni di dispersione vengono confrontate con i risultati dei campionamenti di contaminanti chimici, anch’essi previsti tra le attività di progetto, su sedimenti e organismi marini.
L’ultimo asset dell’azione di IMPACT riguarda lo studio delle correnti marine in relazione al trasporto di fitoplancton e zooplancton, comprese uova e larve di organismi marini. Sono oggetto di monitoraggio, attraverso studi genetici e campionamenti biologici sul campo, due organismi sentinella (il granchio corridore e la gorgonia rossa).
Lo studio di queste informazioni, in abbinamento a quello sulle correnti marine, ha l’obiettivo di valutare le proprietà di ritenzione ecologica delle AMP, migliorare la comprensione della dispersione larvale e della connettività a fini riproduttivi tra gli organismi che le popolano.
Tutte le azioni del progetto IMPACT si inseriscono nel più ampio contesto della Blue Growth, la strategia a lungo termine, a livello europeo, per sostenere una crescita sostenibile in ambito marino e marittimo. Gli output del progetto confluiscono in una serie di dati, consultabili tramite webGIS, e nelle linee guida per il loro utilizzo, a supporto della governance transfrontaliera.
IL PROGETTO IMPACT
Finanziato dall’Unione europea, il progetto IMPACT (2017-2020) è coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze Marine (CNR – ISMAR), sede di Lerici, con la partecipazione del Centro Interuniversitario di Biologia Marina ed Ecologia Applicata “G. Bacci” (CIBM), del Consorzio Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile (LaMMA), dell’Institut Français de Recherche pour l’Exploitation de la Mer (IFREMER), dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), del Laboratoire d’Ecogéochimie des Environnements Benthiques (LECOB-CNRS), della Regione Toscana e dell’Université de Toulon.

Economia: “sostegno a Conte, portiamo avanti una visione di Europa. Agire assieme, e poi cambiare regole economiche”

Roma – “Abbiamo due strade, scegliere se continuare a lavorare per un’Europa dei popoli dove si possa vincere tutti insieme, oppure far prevalere gli egoismi di parte e in questo caso far perdere tutti. Probabilmente spazzando via anche il sogno europeo.
In questi giorni dobbiamo far sentire tutto il nostro sostegno al Presidente Conte, per l’instancabile impegno quotidiano nell’affrontare una situazione senza precedenti, ma soprattutto per quello che sta facendo a livello internazionale. Sono giorni molto importanti, per l’Italia, per l’Europa e per il mondo intero.
Come Italia, assieme ad altri otto Paesi, stiamo portando avanti una visione di Europa, che ieri qualche altro Paese ha provato ad ostacolare. E’ la stessa visione che oggi emerge dalle parole della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: “Nessuno può gestire questa crisi da solo ed in questa crisi è solo aiutandoci gli uni con gli altri che possiamo aiutare noi stessi”.
Il nostro punto di vista è chiaro, netto. Con le politiche che stiamo mettendo in atto, anche per il contenimento del virus, pensiamo agli italiani e pensiamo al resto del mondo. Anche per questo dobbiamo mettere in campo tutte le risorse necessarie, a partire dagli European recovery bond, per proteggere i cittadini e la comunità, ma soprattutto per consentire al Paese e all’Europa di ripartire velocemente quando tutto questo sarà terminato.
Se non cambiamo insieme le regole, i Paesi europei che oggi sono maggiormente colpiti dal Coronavirus rischiano, tra qualche anno di continuare in un percorso di crisi. Non si può pensare che in pochi mesi si ritorna ai vincoli stringenti, o al Patto di stabilità. La “ricostruzione” sarà lunga ed onerosa. Dobbiamo decidere tutti assieme anche i tempi di queste sospensioni, nell’attesa di riscrivere proprio le regole economiche dell’Europa”.

Dichiarazione congiunta delle associazioni europee su COVID-19: i trasporti ci fanno andare avanti

Il settore dei trasporti ha un ruolo cruciale da svolgere nella fornitura di beni, in particolare medicinali, dispositivi medici, alimenti e altre merci essenziali necessarie per superare questa crisi.
E che anche il settore dei trasporti si rivela uno strumento vitale in questi tempi in cui molti cittadini europei sono limitati nella loro mobilità.
Le sottoscritte associazioni europee che rappresentano i trasporti, i gestori dell’infrastruttura, gli operatori, i lavoratori in tutti i modi di trasporto e la logistica, gli appaltatori, gli enti locali e regionali, i fornitori di servizi logistici, i caricatori, gli utenti e i fornitori di attrezzature nel settore marittimo, portuale, delle vie navigabili interne, delle ferrovie, delle strade, i settori ciclistico, aeronautico e intermodale, nonché le industrie e le società di supporto, approvano congiuntamente la seguente dichiarazione:
Evidenziare il ruolo chiave che i trasporti e la logistica svolgono per la fornitura di beni essenziali in questo periodo critico: sottolineare che le infrastrutture di trasporto sono al riguardo infrastrutture critiche; Mostrare rispetto e sostegno a tutti i lavoratori della catena di approvvigionamento che consentono la continuità dei servizi di trasporto, la circolazione delle merci e delle merci essenziali, nonché il rimpatrio dei cittadini bloccati e svolgono quindi un ruolo importante nell’aiutare i cittadini europei a superare questo crisi; Invitare gli Stati membri a consentire l’attraversamento graduale delle frontiere per il trasporto di merci, sia all’interno dell’UE che con paesi terzi, a tale riguardo sostiene pienamente la creazione di corsie di trasporto verdi in coordinamento con le parti interessate dei trasporti; Sostenere le misure e le azioni intraprese a livello dell’UE e dai governi nazionali per contenere la diffusione di COVID-19 e invitare gli Stati membri a coordinare la loro risposta al COVID-19 e a seguire gli orientamenti della Commissione europea in materia di gestione delle frontiere; Ribadire l’importanza di proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori dei trasporti, in particolare mediante dispositivi di protezione individuale, nonché l’accesso a strutture sanitarie, alimenti e bevande pulite e disinfettate; Sottolineare che i settori dei trasporti e della logistica sono basati su una forza lavoro fisica e invitano la Commissione europea e gli Stati membri a facilitarne la mobilità, compreso il rimpatrio della forza lavoro nel settore dei trasporti; Esortare i responsabili politici ad assistere il settore dei trasporti pesantemente colpito nella sua ripresa, a garantire la connettività futura sia per i passeggeri che per le merci e a rivitalizzare le arterie del mercato interno non appena la crisi sarà terminata.

Bonaccini: confronto positivo con Ministro Provenzano

Roma, 13 marzo 2020 -“Abbiamo affrontato insieme al ministro Provenzano i temi delle politiche strutturali e di investimento europee e il complesso problema delle diversità territoriali in questa fase di crisi che colpisce l’intero Paese”, ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, che si è riunito in videoconferenza il 12 marzo con il ministro per il Sud e la Coesione sociale, Giuseppe Provenzano.
“Bene l’impegno sull’emergenza, coinvolgendo le Regioni ai tavoli tecnici per rafforzare la condivisione politica, così le garanzie sulla riprogrammazione e l’auspicata nuova ripartenza. Ci siamo infatti trovati d’accordo che l’emergenza coronavirus rende ancor più critiche alcune rigidità della Commissione europea e quindi il supporto alla spesa dei fondi per la coesione. Serve invece sburocratizzare e una maggiore flessibilità e semplificazione delle procedure, che ci permettano di risollevarci da questa situazione e alcune aperture Ue in tal senso risultano positive.
Ora bisogna passare dalle intenzioni ai fatti, verificando che siano assunte le nostre risposte strategiche di programmazione degli interventi sul territorio, a cominciare dallo sviluppo sostenibile, favorendo in particolar modo gli investimenti infrastrutturali e il Piano per il Sud. Va accelerata la spesa, occorre ampliare da subito la possibilità di attivare tutte le misure utili a far ripartire l’economia appena la situazione lo permetterà”.

Ispezione della Commissione Europea per la Maritime Security al porto di Genova

Dal 03 al 07 febbraio, la Commissione Europea, in esecuzione a quanto previsto dal Regolamento 324/2008, ha condotto una ispezione di security al porto di Genova al fine di verificare lo stato di attuazione – da parte dell’Italia – delle norme in materia di maritime security sia per quanto attiene le navi e gli impianti portuali (Regolamento 725/2004) sia dell’intero comprensorio portuale (Direttiva 2005/65/EC).
Nel 2006 nacque la normativa inerente la maritime security dalla volontà condivisa degli Stati membri di adottare un sistema armonico di prevenzione e protezione delle navi e delle port facilities contro le minacce intenzionali. Tale disciplina si basa soprattutto sulle determinazioni scaturite a livello internazionale dall’Organizzazione Internazionale Marittima (I.M.O.) dopo i tragici eventi del 11 settembre 2001.
Il team della Commissione, composto da sei ispettori di diversa nazionalità, ha individuato per l’attività “port security” tre impianti portuali, mentre, per la parte “ship security” tre navi di cui due italiane ed una comunitaria.
Nel corso del de-briefing, a chiusura dell’attività ispettiva, il rappresentante leader della Commissione Europea ha espresso il suo apprezzamento per il personale della Guardia Costiera, in particolare elogiando il livello di preparazione e competenza degli ispettori italiani del Corpo i quali rappresentano una garanzia nell’applicazione delle normative dedicate alla maritime security.
Gli esiti dell’ispezione sono stati molto positivi, la Commissione non ha rilevato “major non conformity” ed ha voluto condividere con tutti gli attori interessati, sempre in ottica collaborativa e di perfezionamento, alcune osservazioni volte a garantire ed incentivare un livello sempre più alto degli standard nei porti italiani.
Il team della Commissione Europea ha lasciato Genova ringraziando il Direttore Marittimo della Liguria, Ammiraglio Ispettore Nicola Carlone, per l’ospitalità offerta e per la piena collaborazione durante lo svolgimento dell’attività.

Le ​ Principesse Ricercatrici ​ lanciano la Settimana della Scienza e Notte Europea dei Ricercatori #BEES

Largo alle principesse. Saranno loro, quattro ​Principesse Ricercatrici, ​ a dare il via alla Settimana della Scienza e Notte Europea dei Ricercatori #BEES di Frascati Scienza. Sabato 21 settembre, all’interno dell’​ex Cartiera Latina al Parco dell’Appia Antica di Roma​ (via Appia Antica 42), l’evento di lancio ‘​Scienza da favola​’ ​sarà ​un pomeriggio dedicato all’esplorazione di alcuni ‘regni’ della scienza, in compagnia di​ quattro ​ricercatrici d’eccezione. La Sirenetta, divenuta biologa marina, svelerà i segreti degli oceani e del Mondo Sommerso; Jasmine, dalla sua torre dell’astrofisica, racconterà quelli dell’universo; la principessa Elsa del Castello di Ghiaccio introdurrà grandi e piccini ai misteri della climatologia e della termodinamica, mentre nel Maniero di Belle si potrà toccare con mano l’archeologia e conoscere l’incredibile vita di straordinarie donne della scienza. Un pomeriggio per esplorare 4 diversi ‘Regni’ ognuno con tante favolose attività scientifiche, assaggiando in questo modo un po’ di Notte Europea dei Ricercatori. Quale modo migliore per dare il benvenuto alla XIV edizione di questa ​fantastica manifestazione​ che coinvolge decine di città e piccoli centri italiani e oltre 60 partner? ‘L’idea delle Principesse Ricercatrici – spiega ​Alessandra Della Ceca​ di Frascati Scienza – nasce dalla volontà di valorizzare il ruolo delle donne nella scienza e per farlo abbiamo scelto dei personaggi femminili “per eccellenza” che fossero anche vicini ai più piccoli e alle più piccole (e dunque fonte di ispirazione per loro): le Principesse. La storia è ricca di esempi di grandi scienziate che hanno fatto molta fatica a farsi strada in un mondo che per lungo tempo è stato ‘riservato’ agli uomini e abbiamo voluto fare loro onore in occasione di una manifestazione come la ERN che vede protagoniste numerosissime ricercatrici ogni anno’. Perché proprio le principesse? ‘Perché sono personaggi strettamente legati al mondo femminile, spesso fonte di ammirazione e ispirazione: quale bambina non ha sognato almeno una volta di essere la principessa del suo libro o film preferito? È dunque un ruolo importante
quello delle principesse, così come quello delle ricercatrici che ogni giorno si rimboccano le maniche per rendere il mondo in cui viviamo un posto migliore. Un modo, insomma, per far sognare e suggerire aspirazioni altrettanto fantastiche, ma in modo diverso, a tutti, femmine e maschi, ché la scienza è per tutti e di tutti. Ed è partendo da questa idea che la sirenetta Ariel vuole diventare una biologa marina che cerca un modo di salvare gli oceani dalla plastica; che Belle effettua scavi archeologici e restaura libri antichi; che Jasmine mette da parte il tappeto volante in favore di stazioni spaziali ed Elsa si dedica allo studio del clima e alla lotta al cambiamento climatico. Lo spazio sarà suddiviso quindi in ‘​Regni​’, ciascuno dei quali potrà essere esplorato in circa 50 minuti, con l’aiuto delle Principesse Ricercatrici, in collaborazione con enti di ricerca e associazioni di divulgatrici e divulgatori scientifici.
- REGNO SOMMERSO DI ARIEL: I mari e la plastica con ToScience (dimostrazione di chimica “Plastiche &co” sui polimeri), Filippo Fratini (ricercatore e biologo marino porterà degli animali marini e parlerà dei danni che questi subiscono a causa della plastica), Emanuela Gatto (ricercatrice delll’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” che si occupa di bioplastiche)
- CASTELLO DI GHIACCIO DI ELSA: Termodinamica e Cambiamenti Climatici con LUDIS (dimostrazioni di chimica sul caldo e sul freddo), Raffaella Donghia (Fisica, Ricercatrice INFN parlerà di termodinamica e cambiamenti climatici)
- MANIERO DI BELLE: Archeologia e scienze umanistiche Con ricercatori dell’Università Tor Vergata (attività dimostrativa di archeologia) e una speciale Cantastorie che narrerà le vite di scienziate famose. - TORRE DI JASMINE: ​Astrofisica e Universo Con Speak Science (Attività sulla Luna), ScienzImpresa (Attività e dimostrazioni sulla gravità), Giovanni Mazzitelli (primo ricercatore INFN) Ci saranno anche ​cosplayer,​ trucca bimbi, area attrezzata con giochi medievali in legno, attività a cura di G.Eco sugli ‘animali da favola’. La grande manifestazione organizzata da Frascati Scienza compirà ​14 anni​ e ha l’ambizioso obiettivo di avvicinare ricercatori e cittadini di ogni età in 400 eventi organizzati in ​34 città italiane e con oltre 60 partner​.

Aiuti di Stato: la Commissione approva un sostegno da 10 milioni di euro a Toscana Aeroporti

Nel quadro delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, la Commissione europea ha approvato una misura di aiuto italiana da 10 milioni di € destinata a compensare Toscana Aeroporti, che gestisce gli aeroporti di Pisa e Firenze, per i danni subiti a causa della pandemia di coronavirus.
Al fine di limitare la diffusione del coronavirus, il 10 marzo 2020 l’Italia ha imposto un blocco a livello nazionale, revocato il 3 giugno 2020. Alcuni avvisi e divieti di viaggio e alcune misure restrittive sono tuttavia rimasti in vigore almeno fino al 15 giugno 2020, comportando notevoli perdite di esercizio per il gestore degli aeroporti di Pisa e Firenze.
La misura, che assumerà la forma di una sovvenzione diretta, consentirà alle autorità italiane di compensare Toscana Aeroporti per i danni subiti nel periodo compreso tra il 10 marzo e il 15 giugno 2020, a seguito delle misure restrittive sui servizi aerei internazionali e nazionali di trasporto passeggeri attuate dall’Italia e da altri paesi per limitare la diffusione del virus.
La Commissione ha valutato la misura ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che le consente di approvare le misure di aiuto di Stato concesse dagli Stati membri per compensare le imprese per i danni direttamente arrecati da eventi eccezionali, come la pandemia di coronavirus.
La Commissione ha constatato che la misura notificata compenserà i danni direttamente connessi alla pandemia di coronavirus. Essa ritiene inoltre che la misura sia proporzionata, in quanto la compensazione prevista non eccede (ma è anzi inferiore a) quanto necessario per risarcire il danno. Sulla base di tali elementi, la Commissione ha concluso che il regime è in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato.

La Commissione approva un regime italiano di 1 milione di € a sostegno degli organizzatori di eventi sportivi

La Commissione europea ha approvato un regime italiano del valore di 1 milione di € a sostegno degli organizzatori di eventi sportivi internazionali nel contesto della pandemia di coronavirus. Il regime è stato approvato a norma del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato.
Il sostegno pubblico assumerà la forma di sovvenzioni dirette alle imprese che hanno sostenuto costi per garantire la presenza sicura del pubblico a eventi previsti in Italia entro dieci giorni dal 26 ottobre 2020, data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2020. Il decreto vietava la presenza del pubblico a tali eventi e, pertanto, i costi sostenuti per garantire la sicurezza pubblica sono andati persi. Il regime mira a soddisfare il fabbisogno di liquidità dei beneficiari e ad aiutarli a proseguire le loro attività durante e dopo la pandemia.
La Commissione ha constatato che il regime è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, il sostegno i) non supererà 1,8 milioni di € per impresa; e ii) sarà concesso entro il 30 giugno 2021. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE. Su queste basi la Commissione ha approvato la misura in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.
Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e sulle altre misure prese dalla Commissione per fronteggiare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà disponibile con il numero SA.61841 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.
 

Risposta al coronavirus: la Commissione propone di esentare dall’IVA beni e servizi essenziali in tempi di crisi

La Commissione europea ha proposto oggi di esentare dall’imposta sul valore aggiunto (IVA) i beni e i servizi che insieme agli organi e alle agenzie dell’Unione mette a disposizione di Stati membri e cittadini in tempi di crisi. Questa proposta è in linea con l’esperienza maturata nel corso della pandemia che ha insegnato tra altre cose che l’IVA applicata ad alcune transazioni finisce per costituire un fattore di costo negli appalti, mettendo a dura prova i bilanci più limitati. Scopo dell’iniziativa odierna è quindi ottimizzare l’efficienza dei fondi dell’UE utilizzati nell’interesse pubblico per far fronte a crisi come le calamità naturali e le emergenze sanitarie, rafforzando per giunta gli organi di gestione delle catastrofi e delle crisi che operano a livello dell’UE, ad esempio nell’ambito dell’Unione europea della salute e del meccanismo di protezione civile dell’UE.
Una volta effettive, le nuove misure permetteranno alla Commissione e alle agenzie e organi dell’UE di importare e acquistare in esenzione dall’IVA i beni e i servizi da distribuirsi in risposta a un’emergenza nell’UE. I destinatari possono essere Stati membri o terzi, come autorità o istituzioni nazionali (ad es. ospedali, un’autorità sanitaria o altra autorità nazionale di risposta alle catastrofi). Tra i beni e i servizi che rientrano nell’esenzione proposta rientrano:
• test diagnostici, materiali diagnostici e attrezzature di laboratorio; • dispositivi di protezione individuale (DPI) come guanti, respiratori, maschere, camici, prodotti e attrezzature per la disinfezione; • tende, letti da campo, abbigliamento e alimenti; • attrezzature di ricerca e salvataggio, sacchi di sabbia, giubbotti di salvataggio e gommoni; • antimicrobici e antibiotici, antidoti contro le minacce chimiche, cure per lesioni da radiazioni, antitossine, compresse di iodio; • prodotti del sangue o anticorpi; • dispositivi di misurazione delle radiazioni; • sviluppo, produzione e approvvigionamento dei prodotti necessari, attività di ricerca e innovazione, costituzione di scorte strategiche di prodotti; licenze al settore farmaceutico, strutture di quarantena, sperimentazioni cliniche, disinfezione dei locali ecc. Paolo Gentiloni, Commissario responsabile per l’Economia, ha dichiarato: “La pandemia di COVID-19 ci ha insegnato che questo tipo di crisi è assai complesso e ha un impatto ad ampio raggio sulle nostre società. È essenziale reagire subito e efficacemente e trovare oggi la migliore risposta possibile per prepararci al domani. Questa proposta va nel senso dell’obiettivo UE di reagire alle crisi e alle emergenze nell’Unione e farà in modo di ottimizzare l’impatto finanziario degli sforzi di soccorso a livello dell’UE per combattere la pandemia e sostenere la ripresa.”
Prossime tappe
La proposta legislativa che modificherà la direttiva sull’IVA sarà ora trasmessa al Parlamento europeo per parere e al Consiglio per adozione.
Gli Stati membri adotteranno e pubblicheranno entro il 30 aprile 2021 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva e le applicheranno dal 1o gennaio 2021.
Contesto
La pandemia di coronavirus ha messo in chiara luce l’importanza della preparazione e della risposta a livello dell’UE, che in tempi di crisi devono essere coerenti, decisive e centralizzate. Nel corso della pandemia la Commissione von der Leyen ha delineato programmi per rafforzare la preparazione e la gestione nell’UE delle minacce sanitarie transfrontaliere e presentato gli elementi costitutivi di un’Unione della salute più forte. Ha poi proposto di rafforzare la collaborazione tra gli Stati membri attraverso il meccanismo di protezione civile dell’UE con l’obiettivo di migliorare le risposte alle future calamità naturali o provocate dall’uomo. Ad esempio, nel contesto della nuova Unione europea della salute, la Commissione ha annunciato la creazione dell’Autorità per la risposta alle emergenze sanitarie (HERA) per attivare rapidamente le più avanzate misure mediche e di altro tipo in caso di emergenza sanitaria, coprendo l’intera catena del valore dall’ideazione alla distribuzione e all’uso.
L’UE ha già preso misure nel settore della fiscalità e delle dogane per sostenere la lotta contro la pandemia e la ripresa. Nell’aprile 2020 l’UE ha convenuto di sospendere i dazi doganali e l’IVA per le importazioni di mascherine e altri dispositivi di protezione necessari per combattere la pandemia. La sospensione rimane in vigore e sarà prorogata. Nel dicembre 2020 gli Stati membri hanno concordato nuove misure su proposta della Commissione per esentare temporaneamente dall’IVA i vaccini e i kit di analisi venduti a ospedali, medici e privati, e per i servizi strettamente connessi. Ai sensi della direttiva modificata gli Stati membri possono applicare aliquote ridotte o un’aliquota zero sia ai vaccini che ai kit di analisi, se lo ritengono opportuno.