Parlamento Europeo: la Federazione del Mare alla conferenza “Future for Ocean Governance and Blue Growth” in rappresentanza dei cluster marittimi europei

Bruxelles, 5 aprile 2019 -  Il 2 aprile a Bruxelles presso il Parlamento europeo si è tenuta la Conferenza ad Alto Livello “Future for Ocean Governance and Blue Growth”, organizzata con la partecipazione delle principali istituzioni marittime dal deputato europeo portoghese José Inácio Faria, della commissione Ambiente, per affrontate tre importanti temi: modellare la governance globale dell’oceano per il futuro, ottenere mari sani e puliti entro il 2030, promuovere un’economia blu sostenibile. Per ENMC (European Network of Maritime Clusters), organizzazione di cui l’Italia detiene la vicepresidenza, è intervenuta Laurence Martin, vicesegretario generale della Federazione del Mare. La rappresentante dei cluster marittimi europei ha ricordato che l’economia blu dell’UE sta crescendo costantemente e che, con un fatturato di oltre 560 miliardi di euro, crea posti di lavoro per quasi 3,5 milioni di persone. “L’industria marittima è un settore vitale e strategico per l’Europa. Oltre ad avere un’enorme dimensione costiera, con il turismo che ne deriva, e numerose città importanti, il cui sviluppo è tuttora legato al mare, l’Europa è una grande potenza marittima: il 90% del commercio internazionale, l’80% del commercio estero dell’UE e il 40% del commercio interno dell’UE utilizzano la navigazione. Inoltre, gli armatori europei controllano quasi il 40% della flotta mercantile mondiale e sono attori chiave nello shipping. L’industria cantieristica europea è leader mondiale per quanto riguarda le navi da crociera e gli yacht da diporto, mentre l’industria di produzione di apparecchiature e componenti dell’UE serve metà della flotta mondiale. L’attività europea di pesca svolge un ruolo importante nella nostra politica alimentare”. Lo shipping rappresenta il 3,1% delle emissioni globali di CO2 e senza l’adozione di misure adeguate, le emissioni prodotte dalle navi aumenterebbero ulteriormente nei prossimi anni (fino al 250% entro il 2050, secondo alcune fonti). Ridurre le emissioni di gas-serra dello shipping è quindi fondamentale e su questo l’industria marittima si sta impegnando e condivide la norma dell’International Maritime Organization (IMO) che stabilisce al 2050 una crescita delle emissioni di gas-serra limitata al 50% del livello del 2008. Inoltre, dal 2020 entrerà in vigore in tutto il mondo la normativa IMO che prevede un limite di 0,5% dello zolfo nei carburanti marini. Facendo riferimento alle affermazioni di una delle associazioni ambientaliste presenti, Laurence Martin ha ribadito che gli armatori europei vogliono navigare con navi pulite e per questo hanno appoggiato la nuova normativa IMO, mentre sono simili navi che i cantieri navali, insieme a fornitori, università e istituti di ricerca vogliono progettare e costruire. Per compiere passi significativi, assicurare un trasporto a emissioni zero entro il 2050 e quindi contribuire a rendere entro quell’anno l’Europa un’economia e una società a impatto climatico neutro, il settore marittimo è aperto a continuare ad investire e sperimentare, ma per farlo chiede scelte politiche stabili e ha bisogno di una quota equa e sostanziale di finanziamento da programmi come Horizon Europe. In tal modo, l’Europa contribuirà alla lotta globale al cambiamento climatico, oltre ad aiutare i cantieri navali europei a fronteggiare la concorrenza in termini di innovazione e consentire la progettazione e la costruzione dei tipi di navi più innovativi. Per questi motivi, l’Europa e i suoi Stati membri devono agire ora a livello politico, a sostegno dei settori della navigazione, della costruzione e delle tecnologie marittime.

Nuovo Bauhaus europeo: la Commissione avvia la fase di progettazione

Oggi la Commissione ha avviato la fase di progettazione dell’iniziativa Nuovo Bauhaus europeo annunciata dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione 2020.
Il Nuovo Bauhaus europeo è un progetto ambientale, economico e culturale che mira a combinare design, sostenibilità, accessibilità, anche sotto il profilo economico, e investimenti per contribuire alla realizzazione del Green Deal europeo.
I valori fondamentali del Nuovo Bauhaus europeo sono quindi sostenibilità, estetica e inclusività. La fase di progettazione intende sfruttare un processo di cocreazione per plasmare il concetto esaminando le idee, individuando le esigenze e le sfide più urgenti, e collegare tra loro i portatori d’interessi. Come elemento della fase di progettazione, questa primavera la Commissione avvierà la prima edizione del premio Nuovo Bauhaus europeo.
La fase di progettazione sfocerà nell’apertura degli inviti a presentare proposte nell’autunno prossimo per dare vita alle idee del Nuovo Bauhaus europeo in almeno cinque sedi negli Stati membri dell’UE, grazie all’impiego di fondi dell’UE a livello nazionale e regionale.
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Il Nuovo Bauhaus europeo è un progetto di speranza per esplorare come vivere meglio insieme dopo la pandemia. Si tratta di conciliare la sostenibilità con lo stile per avvicinare il Green Deal europeo alla gente, ai loro pensieri, alla loro casa. Per riuscire il Nuovo Bauhaus europeo abbiamo bisogno di tutte le menti creative: designer, artisti, scienziati, architetti e cittadini.”
Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: ”Con il Nuovo Bauhaus europeo vogliamo sviluppare un quadro innovativo per sostenere, agevolare e accelerare la trasformazione verde combinando sostenibilità ed estetica. Se formiamo noi stessi un ponte tra il mondo dell’arte e della cultura e il mondo della scienza e della tecnologia, riusciremo a coinvolgere la società intera: i nostri artisti, studenti, architetti, ingegneri, il mondo accademico, gli innovatori; daremo il via a un cambiamento sistemico.”
Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme, ha osservato: “Il Nuovo Bauhaus europeo riguarda il nostro modo di vivere insieme, i valori, gli spazi comuni di lavoro e di svago, le nostre esperienze collettive e personali. È un progetto per tutte le regioni e i territori d’Europa. Nella misura in cui promuove soluzioni accessibili, contribuirà alla coesione sociale e alla soluzione dei problemi abitativi. Se davvero vogliamo apportare un cambiamento nella realtà che ci circonda per vivere insieme meglio e in modo sostenibile, dobbiamo pensare come il Nuovo Bauhaus europeo possa collegare la generazione di nuove idee con l’esecuzione sul posto, nei luoghi prescelti. La riflessione è lanciata nella Commissione su come mobilitare gli strumenti che abbiamo per avviare una prima serie concreta di azioni sul Nuovo Bauhaus europeo.
Contesto
Il nuovo Bauhaus europeo è un’iniziativa creativa che abbatte i confini tra scienza e tecnologia, arte, cultura e inclusione sociale, per consentire al design di trovare soluzioni ai problemi quotidiani.
Sul sito web dedicato lanciato oggi, artisti, designer, ingegneri, scienziati, imprenditori, architetti, studenti e chiunque sia interessato possono mettere in comune esempi di iniziative stimolanti per il Nuovo Bauhaus europeo, idee su come configurarlo e sui futuri sviluppi, e anche le difficoltà, i dubbi, le sfide.
Comincia qui un processo innovativo di coprogettazione. Le organizzazioni che desiderano rafforzare il proprio impegno in questo processo possono diventare “partner del Nuovo Bauhaus europeo” rispondendo all’invito sul sito web.
Nei prossimi mesi la Commissione assegnerà premi agli esempi proposti che rappresentano l’integrazione dei valori fondamentali dell’iniziativa e che possono animare il dibattito sui luoghi in cui viviamo e la loro trasformazione.
Nella prossima fase dell’iniziativa, quella di “realizzazione”, saranno avviati cinque progetti pilota per coprogettare nuove soluzioni che siano sostenibili, inclusive e abbinate allo stile. La terza fase sarà quella di “diffusione” delle idee e dei concetti che definiscono il nuovo Bauhaus europeo attraverso nuovi progetti, la creazione di reti e la condivisione delle conoscenze, in Europa e altrove.

Il progetto europeo optiTruck avvia la fase di test di un sistema di ottimizzazione dei consumi nell’ambito di un trasporto a lungo raggio dalla Turchia all’Italia.

A partire dal 18 luglio 2019, il progetto optiTruck, finanziato dalla Commissione Europa ha avviato la fase di test e sperimentazione di un sistema innovativo volto ad ottimizzare i consumi attraverso la realizzazione di un trasporto stradale a lungo raggio che attraverserà Turchia, Grecia e Italia, effettuando spedizioni per IKEA Transport & Logistics Services (Inter IKEA) ed Electrolux. Obiettivo della sperimentazione: testare una riduzione delle emissioni serra fino al 20%. Due trattori Ford F-Max Comfort Plus ed. 2019, uno dei quali equipaggiato con sistemi IT innovativi, sono partiti da Uşak in Turchia il 18 luglio scorso con semirimorchi Otokar trasportando un carico IKEA Transport&Logistics Services (Inter IKEA), la quale ha aderito e supportato il progetto optiTruck durante la fase di test. Dopo aver preso il traghetto da Igoumenitsa (GR) a Brindisi (IT), il 23 luglio i mezzi hanno raggiunto il centro logistico IKEA di Piacenza. Il viaggio di ritorno è stato realizzato in collaborazione con Electrolux. I mezzi, dopo aver effettuato il carico presso lo stabilimento Electrolux di Porcia (IT), vicino a Pordenone, hanno percorso a ritroso il viaggio fatto all’andata, raggiungendo Istanbul il 30 luglio e completando un viaggio di 5.000 km e 11 giorni attraverso 3 Paesi.
Unendo ed integrando tra loro le tecnologie più avanzate, dal controllo del gruppo propulsore ai sistemi di gestione intelligente del trasporto (ITS), i Partner di progetto hanno sviluppato un sistema di ottimizzazione complessivo, costituito da un insieme di componenti di controllo e previsione dei consumi, volti ad ottenere un’efficace gestione del gruppo propulsore. Grazie ad un efficiente sistema di controllo predittivo del mezzo, il progetto mira pertanto a conseguire una riduzione del consumo di carburante sino al 20% rispetto alla normale attività di trasporto stradale per un mezzo da 40 tons., nel rispetto degli standard EURO VI sulle emissioni. Per ottenere questo risultato, optiTruck impiega diverse soluzioni e tecnologie IT, quali: l’analisi dei Big Data, il cloud computing, gli algoritmi predittivi, i sistemi elettronici, la modellazione dei sistemi di propulsione e di post-trattamento, oltre alla modellazione del veicolo.
Il sistema di ottimizzazione è in grado di definire e proporre all’autista una strategia per scegliere il percorso migliore da seguire, generando un idoneo profilo di velocità grazie all’elaborazione delle informazioni fornite dai sistemi di navigazione di nuova generazione e dall’analisi dei big data tramite cloud computing. Vengono presi in considerazione e vagliati a fini predittivi i dati relativi al traffico, alle condizioni meteorologiche, alla topografia e alla rete stradale, unitamente alle specifiche del trasporto da realizzare. Il tutto si traduce in un’interfaccia su smartphone o tablet all’interno della cabina, capace di fornire all’autista profili di percorso e velocità ottimali, utilizzando le apparecchiature di bordo e il Cloud Optimizer collegato. Durante il viaggio, i sensori posti sul mezzo sperimentale registreranno il consumo di carburante, il consumo di urea (AUS 32), le emissioni di CO2 e NOx, nonché l’impatto sul carico di lavoro del conducente e sul comfort. Oltre alle dieci componenti innovative sviluppate nell’ambito del progetto, la nostra più grande sfida è quella di testare il sistema in condizioni operative reali su questo percorso internazionale, capace di evidenziare l’importanza del nostro lavoro” afferma l’Ing. Jean-Charles Pandazis, Coordinatore Progetto per optiTruck.
Il test internazionale è stato coordinato dal Gruppo Codognotto, operatore logistico globale presente con oltre 50 uffici in più di 20 Paese e con oltre 1.000 dipendenti. L’Amministratore Delegato, Maurizio Codognotto, ha evidenziato come: “è di estrema importanza che gli stakeholder del settore logistico supportino la ricerca con il loro know-how e le loro competenze per accelerare lo sviluppo tecnologico. La collaborazione, in un progetto di questo tipo, è sempre difficile per le aziende e gli operatori del mercato, ma abbiamo trovato un approccio pienamente cooperativo da parte dei nostri clienti IKEA Transport&Logistics Services (Inter IKEA) ed Electrolux, attori che, senza soluzione di continuità, cercano di aumentare i loro standard di responsabilità sociale e ambientale”“Siamo entusiasti di aggiungere al nostro portafoglio un’altra soluzione sostenibile nell’ambito del settore dei trasporti e di continuare il nostro forte impegno per la riduzione delle emissioni”, ha affermato il dott. Marcelo Marcal, Purchasing Director di Electrolux Logistics BA Europe.
I risultati di questo test su larga scala saranno analizzati dai partner del progetto e saranno presentati al pubblico a fine agosto – inizio settembre 2019.

Le ​ Principesse Ricercatrici ​ lanciano la Settimana della Scienza e Notte Europea dei Ricercatori #BEES

Largo alle principesse. Saranno loro, quattro ​Principesse Ricercatrici, ​ a dare il via alla Settimana della Scienza e Notte Europea dei Ricercatori #BEES di Frascati Scienza. Sabato 21 settembre, all’interno dell’​ex Cartiera Latina al Parco dell’Appia Antica di Roma​ (via Appia Antica 42), l’evento di lancio ‘​Scienza da favola​’ ​sarà ​un pomeriggio dedicato all’esplorazione di alcuni ‘regni’ della scienza, in compagnia di​ quattro ​ricercatrici d’eccezione. La Sirenetta, divenuta biologa marina, svelerà i segreti degli oceani e del Mondo Sommerso; Jasmine, dalla sua torre dell’astrofisica, racconterà quelli dell’universo; la principessa Elsa del Castello di Ghiaccio introdurrà grandi e piccini ai misteri della climatologia e della termodinamica, mentre nel Maniero di Belle si potrà toccare con mano l’archeologia e conoscere l’incredibile vita di straordinarie donne della scienza. Un pomeriggio per esplorare 4 diversi ‘Regni’ ognuno con tante favolose attività scientifiche, assaggiando in questo modo un po’ di Notte Europea dei Ricercatori. Quale modo migliore per dare il benvenuto alla XIV edizione di questa ​fantastica manifestazione​ che coinvolge decine di città e piccoli centri italiani e oltre 60 partner? ‘L’idea delle Principesse Ricercatrici – spiega ​Alessandra Della Ceca​ di Frascati Scienza – nasce dalla volontà di valorizzare il ruolo delle donne nella scienza e per farlo abbiamo scelto dei personaggi femminili “per eccellenza” che fossero anche vicini ai più piccoli e alle più piccole (e dunque fonte di ispirazione per loro): le Principesse. La storia è ricca di esempi di grandi scienziate che hanno fatto molta fatica a farsi strada in un mondo che per lungo tempo è stato ‘riservato’ agli uomini e abbiamo voluto fare loro onore in occasione di una manifestazione come la ERN che vede protagoniste numerosissime ricercatrici ogni anno’. Perché proprio le principesse? ‘Perché sono personaggi strettamente legati al mondo femminile, spesso fonte di ammirazione e ispirazione: quale bambina non ha sognato almeno una volta di essere la principessa del suo libro o film preferito? È dunque un ruolo importante
quello delle principesse, così come quello delle ricercatrici che ogni giorno si rimboccano le maniche per rendere il mondo in cui viviamo un posto migliore. Un modo, insomma, per far sognare e suggerire aspirazioni altrettanto fantastiche, ma in modo diverso, a tutti, femmine e maschi, ché la scienza è per tutti e di tutti. Ed è partendo da questa idea che la sirenetta Ariel vuole diventare una biologa marina che cerca un modo di salvare gli oceani dalla plastica; che Belle effettua scavi archeologici e restaura libri antichi; che Jasmine mette da parte il tappeto volante in favore di stazioni spaziali ed Elsa si dedica allo studio del clima e alla lotta al cambiamento climatico. Lo spazio sarà suddiviso quindi in ‘​Regni​’, ciascuno dei quali potrà essere esplorato in circa 50 minuti, con l’aiuto delle Principesse Ricercatrici, in collaborazione con enti di ricerca e associazioni di divulgatrici e divulgatori scientifici.
- REGNO SOMMERSO DI ARIEL: I mari e la plastica con ToScience (dimostrazione di chimica “Plastiche &co” sui polimeri), Filippo Fratini (ricercatore e biologo marino porterà degli animali marini e parlerà dei danni che questi subiscono a causa della plastica), Emanuela Gatto (ricercatrice delll’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” che si occupa di bioplastiche)
- CASTELLO DI GHIACCIO DI ELSA: Termodinamica e Cambiamenti Climatici con LUDIS (dimostrazioni di chimica sul caldo e sul freddo), Raffaella Donghia (Fisica, Ricercatrice INFN parlerà di termodinamica e cambiamenti climatici)
- MANIERO DI BELLE: Archeologia e scienze umanistiche Con ricercatori dell’Università Tor Vergata (attività dimostrativa di archeologia) e una speciale Cantastorie che narrerà le vite di scienziate famose. - TORRE DI JASMINE: ​Astrofisica e Universo Con Speak Science (Attività sulla Luna), ScienzImpresa (Attività e dimostrazioni sulla gravità), Giovanni Mazzitelli (primo ricercatore INFN) Ci saranno anche ​cosplayer,​ trucca bimbi, area attrezzata con giochi medievali in legno, attività a cura di G.Eco sugli ‘animali da favola’. La grande manifestazione organizzata da Frascati Scienza compirà ​14 anni​ e ha l’ambizioso obiettivo di avvicinare ricercatori e cittadini di ogni età in 400 eventi organizzati in ​34 città italiane e con oltre 60 partner​.

Fondi Ue, tre bandi da 6 milioni di euro per porti commerciali, logistica e cantieri.

La Regione Toscana stanzia 6 milioni per finanziare le imprese che investono in macchinari, attrezzature e software destinati a migliorare i livelli di salute e sicurezza dei lavoratori. Tre bandi destinati alla logistica, alla sicurezza di imprese e stabilimenti industriali nei porti, e ai cantieri edili e navali.
Tutti e tre i bandi sono già aperti, prevedono procedura a sportello (fino ad esaurimento delle risorse) e sono gestiti da Toscana muove.
Il ‘Bando per il miglioramento della condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori delle imprese operanti nei porti commerciali toscani’ è rivolto ai porti di Marina di Carrara, Livorno, Capraia, Piombino, Portoferraio, Rio Marina e Cavo. L’intervento, che prevede una dotazione finanziaria di 3 mln di di euro, è cofinanziato dal Programma operativo regionale Por Fesr 2014-2020 e punta a sostenere gli investimenti effettuati da parte delle imprese in macchinari, impianti e beni intangibili e comunque in linea con la Strategia di specializzazione intelligente per la Toscana (RIS 3), stimolando inoltre gli investimenti delle imprese orientati alla strategia nazionale e regionale di Industria 4.0. Presentazione delle domande a partire dallo scorso 22 luglio, fino ad esaurimento risorse.
Gli altri due bandi riguardano rispettivamente la concessione di prestiti per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori delle imprese che operano in cantieri edili e navali e nella logistica. Entrambi hanno una dotazione di 1,5 mln di euro, sono anch’essi cofinanziati dal Por Fesr 2014-2020 e sono tesi ad incentivare, attraverso il prestito a tasso zero, investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili di accompagnamento nei processi di riorganizzazione e ristrutturazione in linea con la strategia della specializzazione intelligente per la Toscana (RIS 3) con le seguenti priorità tecnologiche: ICT e Fotonica, Fabbrica intelligente, Chimica e Nanotecnologia, nonché in linea con le strategie nazionali e regionali di Industria 4.0. L’apertura è avvenuta lo scorso 2 settembre, fino ad esaurimento risorse.
In tutti e tre i casi le domande online possono essere presentate utilizzando il modello reperibile sul sito di Toscanamuove e devono essere inviate tramite il sistema APACI.

Ispezione della Commissione Europea per la Maritime Security al porto di Genova

Dal 03 al 07 febbraio, la Commissione Europea, in esecuzione a quanto previsto dal Regolamento 324/2008, ha condotto una ispezione di security al porto di Genova al fine di verificare lo stato di attuazione – da parte dell’Italia – delle norme in materia di maritime security sia per quanto attiene le navi e gli impianti portuali (Regolamento 725/2004) sia dell’intero comprensorio portuale (Direttiva 2005/65/EC).
Nel 2006 nacque la normativa inerente la maritime security dalla volontà condivisa degli Stati membri di adottare un sistema armonico di prevenzione e protezione delle navi e delle port facilities contro le minacce intenzionali. Tale disciplina si basa soprattutto sulle determinazioni scaturite a livello internazionale dall’Organizzazione Internazionale Marittima (I.M.O.) dopo i tragici eventi del 11 settembre 2001.
Il team della Commissione, composto da sei ispettori di diversa nazionalità, ha individuato per l’attività “port security” tre impianti portuali, mentre, per la parte “ship security” tre navi di cui due italiane ed una comunitaria.
Nel corso del de-briefing, a chiusura dell’attività ispettiva, il rappresentante leader della Commissione Europea ha espresso il suo apprezzamento per il personale della Guardia Costiera, in particolare elogiando il livello di preparazione e competenza degli ispettori italiani del Corpo i quali rappresentano una garanzia nell’applicazione delle normative dedicate alla maritime security.
Gli esiti dell’ispezione sono stati molto positivi, la Commissione non ha rilevato “major non conformity” ed ha voluto condividere con tutti gli attori interessati, sempre in ottica collaborativa e di perfezionamento, alcune osservazioni volte a garantire ed incentivare un livello sempre più alto degli standard nei porti italiani.
Il team della Commissione Europea ha lasciato Genova ringraziando il Direttore Marittimo della Liguria, Ammiraglio Ispettore Nicola Carlone, per l’ospitalità offerta e per la piena collaborazione durante lo svolgimento dell’attività.

Bonaccini: confronto positivo con Ministro Provenzano

Roma, 13 marzo 2020 -“Abbiamo affrontato insieme al ministro Provenzano i temi delle politiche strutturali e di investimento europee e il complesso problema delle diversità territoriali in questa fase di crisi che colpisce l’intero Paese”, ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, che si è riunito in videoconferenza il 12 marzo con il ministro per il Sud e la Coesione sociale, Giuseppe Provenzano.
“Bene l’impegno sull’emergenza, coinvolgendo le Regioni ai tavoli tecnici per rafforzare la condivisione politica, così le garanzie sulla riprogrammazione e l’auspicata nuova ripartenza. Ci siamo infatti trovati d’accordo che l’emergenza coronavirus rende ancor più critiche alcune rigidità della Commissione europea e quindi il supporto alla spesa dei fondi per la coesione. Serve invece sburocratizzare e una maggiore flessibilità e semplificazione delle procedure, che ci permettano di risollevarci da questa situazione e alcune aperture Ue in tal senso risultano positive.
Ora bisogna passare dalle intenzioni ai fatti, verificando che siano assunte le nostre risposte strategiche di programmazione degli interventi sul territorio, a cominciare dallo sviluppo sostenibile, favorendo in particolar modo gli investimenti infrastrutturali e il Piano per il Sud. Va accelerata la spesa, occorre ampliare da subito la possibilità di attivare tutte le misure utili a far ripartire l’economia appena la situazione lo permetterà”.

Dichiarazione congiunta delle associazioni europee su COVID-19: i trasporti ci fanno andare avanti

Il settore dei trasporti ha un ruolo cruciale da svolgere nella fornitura di beni, in particolare medicinali, dispositivi medici, alimenti e altre merci essenziali necessarie per superare questa crisi.
E che anche il settore dei trasporti si rivela uno strumento vitale in questi tempi in cui molti cittadini europei sono limitati nella loro mobilità.
Le sottoscritte associazioni europee che rappresentano i trasporti, i gestori dell’infrastruttura, gli operatori, i lavoratori in tutti i modi di trasporto e la logistica, gli appaltatori, gli enti locali e regionali, i fornitori di servizi logistici, i caricatori, gli utenti e i fornitori di attrezzature nel settore marittimo, portuale, delle vie navigabili interne, delle ferrovie, delle strade, i settori ciclistico, aeronautico e intermodale, nonché le industrie e le società di supporto, approvano congiuntamente la seguente dichiarazione:
Evidenziare il ruolo chiave che i trasporti e la logistica svolgono per la fornitura di beni essenziali in questo periodo critico: sottolineare che le infrastrutture di trasporto sono al riguardo infrastrutture critiche; Mostrare rispetto e sostegno a tutti i lavoratori della catena di approvvigionamento che consentono la continuità dei servizi di trasporto, la circolazione delle merci e delle merci essenziali, nonché il rimpatrio dei cittadini bloccati e svolgono quindi un ruolo importante nell’aiutare i cittadini europei a superare questo crisi; Invitare gli Stati membri a consentire l’attraversamento graduale delle frontiere per il trasporto di merci, sia all’interno dell’UE che con paesi terzi, a tale riguardo sostiene pienamente la creazione di corsie di trasporto verdi in coordinamento con le parti interessate dei trasporti; Sostenere le misure e le azioni intraprese a livello dell’UE e dai governi nazionali per contenere la diffusione di COVID-19 e invitare gli Stati membri a coordinare la loro risposta al COVID-19 e a seguire gli orientamenti della Commissione europea in materia di gestione delle frontiere; Ribadire l’importanza di proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori dei trasporti, in particolare mediante dispositivi di protezione individuale, nonché l’accesso a strutture sanitarie, alimenti e bevande pulite e disinfettate; Sottolineare che i settori dei trasporti e della logistica sono basati su una forza lavoro fisica e invitano la Commissione europea e gli Stati membri a facilitarne la mobilità, compreso il rimpatrio della forza lavoro nel settore dei trasporti; Esortare i responsabili politici ad assistere il settore dei trasporti pesantemente colpito nella sua ripresa, a garantire la connettività futura sia per i passeggeri che per le merci e a rivitalizzare le arterie del mercato interno non appena la crisi sarà terminata.

Economia: “sostegno a Conte, portiamo avanti una visione di Europa. Agire assieme, e poi cambiare regole economiche”

Roma – “Abbiamo due strade, scegliere se continuare a lavorare per un’Europa dei popoli dove si possa vincere tutti insieme, oppure far prevalere gli egoismi di parte e in questo caso far perdere tutti. Probabilmente spazzando via anche il sogno europeo.
In questi giorni dobbiamo far sentire tutto il nostro sostegno al Presidente Conte, per l’instancabile impegno quotidiano nell’affrontare una situazione senza precedenti, ma soprattutto per quello che sta facendo a livello internazionale. Sono giorni molto importanti, per l’Italia, per l’Europa e per il mondo intero.
Come Italia, assieme ad altri otto Paesi, stiamo portando avanti una visione di Europa, che ieri qualche altro Paese ha provato ad ostacolare. E’ la stessa visione che oggi emerge dalle parole della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: “Nessuno può gestire questa crisi da solo ed in questa crisi è solo aiutandoci gli uni con gli altri che possiamo aiutare noi stessi”.
Il nostro punto di vista è chiaro, netto. Con le politiche che stiamo mettendo in atto, anche per il contenimento del virus, pensiamo agli italiani e pensiamo al resto del mondo. Anche per questo dobbiamo mettere in campo tutte le risorse necessarie, a partire dagli European recovery bond, per proteggere i cittadini e la comunità, ma soprattutto per consentire al Paese e all’Europa di ripartire velocemente quando tutto questo sarà terminato.
Se non cambiamo insieme le regole, i Paesi europei che oggi sono maggiormente colpiti dal Coronavirus rischiano, tra qualche anno di continuare in un percorso di crisi. Non si può pensare che in pochi mesi si ritorna ai vincoli stringenti, o al Patto di stabilità. La “ricostruzione” sarà lunga ed onerosa. Dobbiamo decidere tutti assieme anche i tempi di queste sospensioni, nell’attesa di riscrivere proprio le regole economiche dell’Europa”.

Prosegue il progetto europeo IMPACT a tutela delle aree marine protette

Gli sversamenti di sostante nocive, dovuti a incidenti marittimi o a manutenzione e ingrandimento di aree portuali adiacenti, sono tra i principali fattori di rischio per le aree marine protette (AMP). Individuare e promuovere linee di indirizzo in grado di conciliare la loro conservazione con lo sviluppo delle attività portuali transfrontaliere è il principale obiettivo del progetto IMPACT – Impatto Portuale su aree marine protette.
Inserito nell’ambito del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020, IMPACT cerca di tutelare le AMP attraverso un approccio innovativo, multidisciplinare e ad alto contenuto tecnologico.
Gli studi e le sperimentazioni sono realizzati nelle aree marine protette di Secche della Meloria, Cinque Terre, Port-Cros e Porquerolles e del Parco Marino Cap Corso e degli Agriati, e nei porti di Livorno, La Spezia, Tolone e Bastia, situati nelle loro immediate vicinanze.
I RADAR HF: COSA SONO E A COSA SERVONO
Poiché le correnti marine possono causare la rapida dispersione delle sostanze inquinanti dal luogo di sversamento, determinarne in modo puntuale l’andamento è condizione essenziale per ridurre al minimo il potenziale impatto sull’ambiente. La loro precisa identificazione è utile quindi per prevedere le possibili interazioni tra le attività portuali e le aree marine protette e fornire indicazioni per la loro migliore gestione.
In questo contesto si inserisce l’adozione dei radar ad alta frequenza (HF), strumenti di telerilevamento per la raccolta automatica di dati, che mettono a disposizione informazioni aggiornate sullo stato del mare e delle correnti.
Grazie al progetto IMPACT è aumentato il numero di stazioni radar operative sulle coste dell’area transfrontaliera e si è dato vita a un sistema coordinato di monitoraggio lungo 200 km di costa, con postazioni in zone strategiche per la presenza di porti e AMP, in aree comprese tra Toscana, Liguria e nella regione del Sud PACA in Francia.
Il progetto IMPACT, che ha capitalizzato gli investimenti avviati con i progetti RITMARE, MOMAR e SICOMAR, pone oggi le basi per un’ulteriore espansione della rete radar nel Mediterraneo Nord Occidentale.
L’obiettivo è arrivare, attraverso l’azione coordinata con i progetti SICOMAR PLUS e SINAPSI, facenti parte dello stesso Programma, a ottenere la più estesa copertura radar HF di un’area marina in Europa.
DRIFTER, MODELLI IDRODINAMICI E CAMPIONAMENTI BIOLOGICI: LE ALTRE AZIONI DI IMPACT
Le informazioni dirette sulle correnti marine, determinanti nel trasporto per esempio di contaminanti chimici tra i porti e le AMP, sono ottenute anche grazie all’impiego di drifter, boe flottanti che si muovono sulla spinta dalle correnti superficiali e la cui posizione viene tele-rilevata via satellite.
Il progetto IMPACT ha finanziato l’acquisto di decine di drifter e ha sostenuto l’organizzazione e l’esecuzione di campagne oceanografiche per il loro rilascio e tracciamento nell’area marina transfrontaliera.
IMPACT promuove anche un approccio di studio innovativo, basato su modelli idrodinamici per l’elaborazione congiunta delle informazioni raccolte da radar HF e drifter, e finalizzato a migliorare l’accuratezza delle previsioni sulle modalità di dispersione delle sostanze e massimizzare l’efficacia degli interventi. Le previsioni di dispersione vengono confrontate con i risultati dei campionamenti di contaminanti chimici, anch’essi previsti tra le attività di progetto, su sedimenti e organismi marini.
L’ultimo asset dell’azione di IMPACT riguarda lo studio delle correnti marine in relazione al trasporto di fitoplancton e zooplancton, comprese uova e larve di organismi marini. Sono oggetto di monitoraggio, attraverso studi genetici e campionamenti biologici sul campo, due organismi sentinella (il granchio corridore e la gorgonia rossa).
Lo studio di queste informazioni, in abbinamento a quello sulle correnti marine, ha l’obiettivo di valutare le proprietà di ritenzione ecologica delle AMP, migliorare la comprensione della dispersione larvale e della connettività a fini riproduttivi tra gli organismi che le popolano.
Tutte le azioni del progetto IMPACT si inseriscono nel più ampio contesto della Blue Growth, la strategia a lungo termine, a livello europeo, per sostenere una crescita sostenibile in ambito marino e marittimo. Gli output del progetto confluiscono in una serie di dati, consultabili tramite webGIS, e nelle linee guida per il loro utilizzo, a supporto della governance transfrontaliera.
IL PROGETTO IMPACT
Finanziato dall’Unione europea, il progetto IMPACT (2017-2020) è coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze Marine (CNR – ISMAR), sede di Lerici, con la partecipazione del Centro Interuniversitario di Biologia Marina ed Ecologia Applicata “G. Bacci” (CIBM), del Consorzio Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile (LaMMA), dell’Institut Français de Recherche pour l’Exploitation de la Mer (IFREMER), dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), del Laboratoire d’Ecogéochimie des Environnements Benthiques (LECOB-CNRS), della Regione Toscana e dell’Université de Toulon.

Ferrobonus Genova. Approvati interventi intermodalità

Aiuti di Stato: l’UE approva gli interventi previsti a favore del nodo genovese dalla Legge 130/2018 dedicati allo sviluppo dell’intermodalità
Genova, 15 maggio 2020 – Oggi la Commissione Europea ha approvato, sotto il profilo della compatibilità con la normativa degli Aiuti di Stato, tutte le misure previste dalla Legge 130/2018 (cosiddetta Legge Genova) all’art. 7 commi 2-bis, 2-ter e 2-quater che sono intervenute a sostegno dell’intermodalità ferroviaria dal crollo del ponte Morandi fino a dicembre 2019.
La decisione sancisce la possibilità di erogare ai beneficiari:
• il raddoppio del Ferrobonus nazionale fino a 5 euro a treno chilometro dal 15 agosto 2019 al 31 dicembre 2019 su tutti i treni aventi origine e destinazione il nodo Genovese;
• il Ferrobonus finanziato con risorse proprie dell’Autorità di sistema portuale, fino a 4 euro a treno chilometro su tutti i treni aventi origine e destinazione i siti retro portuali strategici inclusi nella Zona Logistica Semplificata del nostro sistema portuale;
Contributo che ha coperto 13 mesi (da novembre 2018 a dicembre 2019 per un valore massimo di 3,2 milioni di euro);
• un contributo (fino a 200 euro a tradotta), finanziato sempre con risorse dell’Autorità di sistema per compensare all’impresa concessionaria eventuali maggiori costi di manovra ferroviaria nel bacino Sampierdarena.
Nel sottolineare come il drammatico evento del 14 agosto 2018 abbia evidenziato ancora di più la necessità di rafforzamento dello shift modale a favore del trasporto ferroviario, la Commissione segnala l’importanza degli interventi approvati per rafforzare l’intermodalità del sistema portuale con ovvi benefici in termini di tutela dell’ambiente e riduzione della congestione.
Si auspica che questa importante posizione possa rappresentare una occasione per accrescere nel prossimo futuro la capacità di intervento pubblico a favore di uno sviluppo ambientalmente compatibile ed efficiente del traffico portuale.
Maggiori informazioni: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/mex_20_892

Parlamento europeo: raggiunto accordo sui diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario

Bruxelles, 2 ottobre 2020 - Ieri il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sull’aggiornamento dei diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario.
Adina Vălean, Commissaria per la Mobilità e i trasporti, ha dichiarato: “Dopo tre anni di negoziati e di cooperazione con il Parlamento europeo e il Consiglio, abbiamo finalmente raggiunto un accordo sui diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario. Il nuovo regolamento garantisce maggiore protezione ai passeggeri europei in caso di ritardi, cancellazioni, coincidenze perse o discriminazione, aumentando così la fiducia nelle compagnie ferroviarie. Mi compiaccio in particolare dei progressi compiuti per rispondere meglio alle esigenze delle persone con disabilità o a mobilità ridotta e della chiarezza giuridica che abbiamo ottenuto sia per i consumatori che per le imprese.”
L’accordo garantisce una maggiore protezione dei passeggeri in caso di interruzioni del viaggio e chiarisce le norme per l’applicazione e il trattamento dei reclami. Offre inoltre un migliore accesso alle informazioni e migliora in modo significativo i diritti dei passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta. Inoltre, le nuove norme garantiranno più spazio per le biciclette. I treni nuovi o che sono stati oggetto di ristrutturazioni importanti dovranno disporre di uno spazio dedicato per trasportare un numero adeguato di biciclette. Infine, l’accordo proposto chiarisce le circostanze eccezionali (come le condizioni meteorologiche estreme o la pandemia) in cui gli operatori sono esentati dal pagamento di un indennizzo in quanto non possono né evitare questi eventi né impedirne le conseguenze). In questi casi i passeggeri conservano comunque il diritto al rimborso del prezzo integrale del biglietto, al trasbordo su un altro treno e all’assistenza, in linea con la legislazione applicabile ad altri modi di trasporto.
L’adozione della proposta della Commissione aumenterà l’attrattiva del trasporto ferroviario quale modalità di trasporto sostenibile, in linea con la nostra proposta di dichiarare il 2021 Anno europeo delle ferrovie e con gli obiettivi del Green Deal europeo. Nel 2017 la Commissione ha proposto di aggiornare i diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario dell’UE. I due colegislatori devono adottare formalmente l’accordo prima che diventi legge.

La Commissione Europea eroga 14 miliardi di euro a 9 Stati membri nell’ambito di SURE

La Commissione europea ha erogato 14 miliardi di € a 9 paesi dell’UE nella seconda tranche di sostegno finanziario agli Stati membri a titolo dello strumento SURE. Nell’ambito del sostegno finanziario erogato oggi la Croazia ha ricevuto 510 milioni di €, Cipro 250 milioni di €, la Grecia 2 miliardi di €, l’Italia ulteriori 6,5 miliardi di €, la Lettonia 120 milioni di €, la Lituania 300 milioni di €, Malta 120 milioni di €, la Slovenia 200 milioni di € e la Spagna ulteriori 4 miliardi di €.
Questo sostegno, sotto forma di prestiti concessi a condizioni favorevoli, aiuterà tali Stati membri ad affrontare l’improvviso aumento della spesa pubblica volta a preservare l’occupazione. Nello specifico, concorrerà a coprire i costi direttamente connessi al finanziamento dei regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di altre misure analoghe, anche rivolte ai lavoratori autonomi, introdotte in risposta alla pandemia di coronavirus.
A fine ottobre l’Italia, la Spagna e la Polonia avevano già ricevuto un totale di 17 miliardi di € a titolo dello strumento SURE dell’UE. Una volta completate tutte le erogazioni nell’ambito di SURE ai 9 paesi beneficiari del sostegno finanziario odierno, la Croazia avrà ricevuto 1 miliardo di €, Cipro 479 milioni di €, la Grecia 2,7 miliardi di €, l’Italia 27,4 miliardi di €, la Lettonia 192 milioni di €, la Lituania 602 milioni di €, Malta 244 milioni di €, la Slovenia 1,1 miliardi di € e la Spagna 21,3 miliardi di €.
L’erogazione odierna segue la seconda emissione di obbligazioni sociali nell’ambito dello strumento SURE dell’UE, caratterizzata da un forte interesse da parte degli investitori.
Lo strumento SURE può fornire fino a 100 miliardi di € di sostegno finanziario a tutti gli Stati membri. Finora la Commissione ha proposto di mettere 90,3 miliardi di € di sostegno finanziario a disposizione di 18 Stati membri. Le prossime erogazioni saranno effettuate nel corso dei prossimi mesi, in seguito alle rispettive emissioni obbligazionarie.
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “La seconda ondata sta colpendo duramente l’Europa, ma l’UE è pronta a dare il suo sostegno. Vogliamo proteggere le persone da questo virus ma vogliamo anche proteggere i loro posti di lavoro, poiché questa crisi colpisce anche le imprese. Molti posti di lavoro sono a rischio. Lo strumento SURE ci consente di mobilitare fino a 100 miliardi di € in prestiti a favore dei paesi dell’UE, per contribuire a finanziare i regimi di riduzione dell’orario lavorativo. Questa seconda erogazione di 14 miliardi di € aiuterà i lavoratori a percepire un reddito e presto altri fondi saranno messi a disposizione.”
Johannes Hahn, Commissario responsabile per il Bilancio e l’amministrazione, ha dichiarato: “La seconda erogazione di fondi SURE è stata ancora una volta un grande successo e sono lieto che abbia consentito ai cittadini di un maggior numero di Stati membri di ricevere un sostegno tanto necessario in tempi di crisi.”
Il Commissario per l’Economia Paolo Gentiloni ha dichiarato: “Dopo la seconda emissione di obbligazioni sociali SURE della scorsa settimana, in cui ancora una volta la domanda ha ampiamente superato l’offerta, oggi forniamo a nove paesi dell’UE i 14 miliardi di € che sono stati raccolti. In tempi così difficili per tanti lavoratori e imprese europei, sono orgoglioso che la Commissione contribuisca a portare speranza e sostegno.”