Contro la riforma europea del Copyright ANSO si appella al Governo: «Faccia valere la nuova posizione dell’Italia»

L’Associazione Nazionale Stampa Online che si è sempre dichiarata contraria chiede di essere parte in causa contro una direttiva che avrà una pesanti ricadute sui piccoli editori digitali
 Il Parlamento di Strasburgo con 438 favorevoli, 226 contrari e 39 astenuti ha approvato la nuova direttiva sul Copyright, adesso la palla passa al trilogo, ovvero la fase di discussione tra istituzioni europee e stati membri.
«ANSO è sempre stata contraria – spiega Matteo Rainisio, vicepresidente dell’associazione nazionale stampa online ANSO – e oggi non possiamo che fare un appello al Governo italiano che ha sempre manifestato e votato contro questa direttiva a livello europeo a differenza di quello precedente. C’è ancora una possibilità che la direttiva non sia adottata, ovvero nel caso in cui uno o più stati si mostrino contrari. La nuova posizione dell’Italia dovrà essere sostenuta nelle prossime discussioni a Bruxelles, e fin da subito chiediamo come rappresentanti degli editori nativi digitali di essere parte in causa nella discussione sull’eventuale recepimento della normativa da parte del Parlamento Italiano».
«Spiace – conclude Rainisio – constatare come in queste ultime ore prima del voto FIEG e i grandi editori abbiano inventato vere e proprie fake news per giustificare la loro posizione a sostegno della direttiva, come editori nativi digitali abbiamo sempre sostenuto che la direttiva non avrebbe portato benefici, nel medio lungo periodo, ai grandi ma fin da subito avrà una pesante ricaduta, come avvenuto in Spagna, per i piccoli nativi digitali».

LE NAVI EUROPEE E L’INDUSTRIA DELLA TECNOLOGIA MARITTIMA CHIEDONO AZIONI DECISIVE CONTRO LE PRATICHE COMMERCIALI SLEALI IN ESTREMO ORIENTE

Brussels, 10 Ottobre 2018 – di Mario Esposito - SEA Europe ed ECSA, le associazioni di categoria che rappresentano rispettivamente le costruzioni navali europee e le attrezzature marittime e gli armatori europei, accolgono con favore la recente dichiarazione della Commissione commerciale europea Cecilia Malmström contro le pratiche commerciali sleali in Estremo Oriente. SEA Europe e ECSA ora invitano la Commissione europea e gli Stati membri dell’UE a intraprendere azioni concrete e decise contro tali pratiche a favore di una vera parità di condizioni a livello mondiale per l’industria europea. Le condizioni di mercato, il commercio basato su regole e l’apertura dei mercati sono essenziali per consentire alle compagnie europee di trasporto marittimo, di costruzione navale e di attrezzature marittime di operare a livello internazionale.
In risposta a una domanda del deputato Bendt Bendtsen, il commissario Malmström ha sottolineato che la Commissione europea farà quanto necessario per proteggere gli armatori europei, i cantieri navali europei e i produttori europei di attrezzature marittime dall’impatto negativo delle distorsioni della concorrenza derivanti da ingenti sussidi provenienti dalla Cina e dalla Corea del Sud . Il commissario ha ricordato che “l’UE si sta impegnando con le controparti cinesi a livello bilaterale e con altri importanti paesi della costruzione navale nelle sedi plurilaterali” per affrontare pratiche di distorsione del mercato. Inoltre, il Commissario ha anche sottolineato che la Commissione europea sta prestando particolare attenzione alle recenti misure di sostegno della Corea del Sud a favore dei suoi cantieri locali, che “potrebbero anche essere significativi”.
Il Segretario generale SEA Europa Christophe Tytgat ha dichiarato: “Le ultime misure di sostegno della Corea del Sud sono chiaramente un esempio di distorsioni della concorrenza sleale. Creando richieste artificiali attraverso aiuti di Stato, la Corea del Sud ha purtroppo contribuito alla grave sovracapacità di oggi nella costruzione di navi mercantili e mercantili, con conseguenze drammatiche e di vasta portata per tutti gli operatori del mercato, prima per la costruzione navale europea e ora anche per gli armatori europei e per l’intero catena del valore. L’Europa deve ora vigilare affinché le stesse pratiche commerciali sleali con gli stessi potenziali effetti devastanti non si ripetano in altri segmenti della costruzione navale e della navigazione “.
Martin Dorsman, segretario generale dell’ECSA,  ha detto: “Il piano di riforma della Corea del Sud è molto preoccupante per gli armatori europei e l’industria cantieristica. Queste misure creano una disparità di condizioni, ostacolano l’accesso libero e paritario al trasporto marittimo internazionale e contribuiscono alla sovraccapacità globale. Parte di questo piano è anche il supporto per garantire carichi stabili per le navi battenti bandiera coreana, che è una misura di riserva della bandiera di un carattere particolarmente protezionistico. In un momento in cui le tendenze protezionistiche stanno aumentando, chiediamo all’Europa di inviare un messaggio forte a sostegno di un commercio libero, equo e basato sulle regole “.

BREXIT: LA COMUNITA’ MARITTIMA EUROPEA SUPPORTA ‘MARITIME UK’ PER LA TEMPESTIVA CONCLUSIONE DI UN ACCORDO TRA GRAN BRETAGNA E UNIONE EUROPEA.

L’export di beni e servizi dall’UE a 27 verso la Gran Bretagna vale 365 miliardi di euro, pari al 54% di tutte le importazioni effettuate dal Regno Unito, mentre l’export britannico verso l’UE vale 274 miliardi, pari al 43% delle esportazioni totali del Paese (Fonte Espo 2017).                                                                                             
 Gli scambi commerciali tra Italia e Gran Bretagna hanno raggiunto nel 2017 quota 34,5 miliardi di euro, di cui 23,1 miliardi di esportazioni verso la Gran Bretagna e 11,4 miliardi di euro di importazioni verso l’Italia (Fonte ICE 2017)
Roma, 22 Ottobre 2018European Network of Maritime Clusters (ENMC), che ha tenuto il proprio Meeting annuale a Malta il 16 ottobre scorso, ha affrontato anche il tema delle preoccupanti conseguenze della Brexit per il settore marittimo, sottolineando come la comunità marittima europea sostenga l’obiettivo di Maritime UK (il cluster marittimo britannico) di giungere ad un accordo reciprocamente vantaggioso tra Regno Unito e UE.
In questa fase critica nei negoziati c’è bisogno di freddezza e di una attenzione mirata a raggiungere l’accordo sostenibile e reciprocamente vantaggioso su cui contano entrambe le parti. Dobbiamo essere in grado di fornire il più presto possibile certezza e stabilità alle nostre attività. L’accordo deve ridurre al minimo le difficoltà per le imprese marittime, evitando interruzioni nei porti e nei flussi lungo le complesse catene di approvvigionamento pan-europee che abbiamo costruito assieme.
Le persone sono spesso trascurate in questo dibattito. Che si tratti di naviganti o dei tanti altri che lavorano nel settore marittimo – la più globale delle industrie – l’accordo deve far sì che le nostre popolazioni possano lavorare, vivere e muoversi in tutta Europa.
Al Meeting di Malta ha partecipato per il Cluster marittimo italiano la Federazione del Sistema marittimo italiano (Federazione del Mare), rappresentata dal segretario generale Carlo Lombardi.
Dati sull’interscambio commerciale dell’UE e dell’Italia con l’UK:
attualmente l’export di beni e servizi dall’UE a 27 verso l’UK vale 365 miliardi di euro, pari al 54% di tutte le importazioni effettuate dal Regno Unito, mentre l’export britannico verso l’UE vale 274 miliardi, pari al 43% delle esportazioni totali del Paese (Fonte Espo 2017); gli scambi commerciali tra Italia e hanno raggiunto nel 2017 quota 34,5 miliardi di euro, di cui 23,1 miliardi di esportazioni verso la Gran Bretagna e 11,4 miliardi di euro di importazioni verso l’Italia (Fonte ICE 2017).

UE investe 868 milioni di euro nelle infrastrutture e nel patrimonio culturale di Napoli. “Al porto andranno 111 milioni di €”

Nel quadro della politica di coesione, la Commissione ha adottato cinque importanti progetti finalizzati al miglioramento dei trasporti e delle infrastrutture idriche e alla conservazione del patrimonio culturale della città di Napoli
Bruxelles, 6 novembre 2018 – Questo pacchetto di investimenti consentirà il completamento tra il 2020 e il 2022 dei lavori avviati nel precedente periodo di bilancio 2007-2013, a beneficio degli abitanti di Napoli.
Corina Crețu, Commissaria responsabile per la Politica regionale, ha affermato: “Napoli è un vero gioiello europeo e sono lieta che i fondi dell’UE possano contribuire a valorizzarne la bellezza, stimolarne l’economia e migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti. Questi cinque progetti sono una delle tante dimostrazioni dei buoni rapporti che legano l’UE, l’Italia e il popolo italiano.”
Più di 72 milioni di € per rinnovare gli spazi del centro storico di Napoli
I lavori finanziati dall’UE contribuiranno alla rinascita culturale e sociale di questo sito patrimonio dell’UNESCO, a beneficio delle 85 000 persone che abitano nel centro della città.
Nel quadro di un vasto piano di sviluppo urbano, i fondi dell’UE saranno utilizzati per migliorare gli spazi pubblici, i marciapiedi, le strade e le vie ciclabili e pedonali. Intorno al Duomo sono previste aree coperte da wi-fi, piste ciclabili e moderni sistemi di videosorveglianza.
Il progetto ha inoltre l’obiettivo di tutelare e promuovere le piccole imprese locali specializzate nell’artigianato tradizionale, nella fabbricazione della carta o degli strumenti musicali e di consentire a nuove imprese di stabilirsi nel territorio rispettando gli orientamenti dell’UNESCO.
Quasi 111 milioni di € investiti nel porto di Napoli
In quanto polo economico fondamentale per la regione Campania e per l’Italia nel suo complesso, il porto di Napoli beneficerà di 111 milioni di € dei fondi della politica di coesione per l’estensione della rete fognaria, l’ammodernamento degli accessi stradali e ferroviari, la pulizia del fondale marino, l’estensione della diga e l’installazione di pannelli solari.
Migliorando l’accessibilità del porto, i lavori finanziati dall’UE consentiranno il trasporto via ferrovia di volumi maggiori di merci da e verso le navi, con conseguente riduzione dell’inquinamento atmosferico nella zona, contribuendo così a proteggere l’ambiente in questo importante polo di attività e a migliorare l’efficienza energetica del porto.
Quasi 67 milioni di € per acquistare nuovo materiale rotabile per la linea 1 della metropolitana di Napoli
Questo finanziamento consentirà l’acquisto di 10 nuovi veicoli per la linea 1 della metropolitana, per il cui completamento sono già stati investiti 430 milioni di € dei fondi della politica coesione nel precedente periodo di bilancio. Una volta terminati i lavori, la linea 1 metterà in collegamento, tramite un percorso ad anello, le zone più strategiche della città, quali piazza del Municipio, la stazione centrale di piazza Garibaldi, fino all’aeroporto di Capodichino.
Quasi 188 milioni di € per un ambiente più pulito e per una migliore infrastruttura idrica nella regione
Oltre 134 milioni di € di fondi dell’UE contribuiranno a rinnovare cinque degli impianti di trattamento delle acque reflue già esistenti nell’area metropolitana di Napoli, nei comuni di Acerra, Marcianise, Napoli Nord, Foce Regi Lagni e Cuma. Il progetto migliorerà la qualità del bacino idrico del sistema di canali Regi Lagni, delle acque costiere flegree e delle isole di Procida e Ischia e oltre 2,3 milioni di persone trarranno beneficio da un migliore servizio idrico e da un ambiente più pulito.
Più di 53 milioni di € saranno successivamente utilizzati per ampliare e ammodernare le reti fognarie e delle acque reflue in sette città della provincia di Caserta, 40 km a nord di Napoli. La qualità dell’acqua sarà valutata in continuo grazie a un nuovo sistema di monitoraggio. I lavori finanziati dall’UE impediranno gli scarichi di acque reflue in mare sul litorale Domizio, ripristinandone l’antico splendore e il potenziale turistico.
Contesto
L’Italia è al secondo posto tra i paesi destinatari di fondi strutturali e d’investimento europei, compresi i fondi della politica di coesione, con uno stanziamento di 44,7 miliardi di € per il periodo 2014-2020. Inoltre l’Italia è il secondo paese beneficiario in termini assoluti del piano di investimenti per l’Europa, il piano Juncker, con oltre 50 miliardi di investimenti aggiuntivi già mobilitati e più di 215 000 piccole e medie imprese che hanno potuto trarre vantaggio da un migliore accesso ai finanziamenti.
La Commissione è stata sempre al fianco dell’Italia durante i periodi di difficoltà. Nel 2017 sono stati stanziati per l’Italia 1,6 miliardi di € aggiuntivi di fondi della politica di coesione, al fine di consentirle di affrontare gli effetti persistenti della crisi economica e finanziaria. L’Italia ha inoltre ricevuto un contributo senza precedenti di 1,2 miliardi di € dal Fondo di solidarietà dell’UE, in seguito ai tragici terremoti del 2016 e del 2017.
Tra il 2015 e il 2018 l’Italia è stata il principale beneficiario della flessibilità nell’ambito del patto di stabilità e crescita, per un importo dell’ordine di 30 miliardi di € (pari all’1,8 % del PIL). Tale flessibilità ha sostenuto l’attuazione delle riforme strutturali e gli investimenti, e ha aiutato l’Italia a far fronte a eventi eccezionali, quali le minacce alla sicurezza, la crisi dei rifugiati e i terremoti.
Nel prossimo bilancio a lungo termine dell’UE la Commissione propone di assegnare all’Italia 43,5 miliardi di € di fondi della politica di coesione, una dotazione finanziaria che registra un aumento di 8,5 milioni di € a prezzi correnti, nonostante un contesto di generale riduzione dei fondi destinati alla politica di coesione, al fine di sostenere una ripresa economica duratura nel paese.
Negli ultimi quattro anni, dall’inizio del mandato della Commissione Juncker sono stati creati 12 milioni di posti di lavoro, di cui 1 milione in Italia.

Rischio di credito commerciale in peggioramento nell’ipotesi di una “no-deal Brexit”

Secondo le previsioni Atradius, una “no-deal Brexit” potrebbe far registrare in Italia uno +0,5% d’insolvenze Manifatturiero, automotive, alimentare e chimico i settori maggiormente esposti Roma, 6 febbraio 2019 – Possibile balzo in avanti dei livelli d’insolvenza all’indomani di un improbabile ma pur sempre possibile “no-deal Brexit” il prossimo 29 marzo. Nell’Unione Europea, i mercati più esposti sarebbero quelli più attivi dal punto di vista commerciale con il Regno Unito. Per quest’ultimo, le stime parlano già di un +14% d’insolvenze nel periodo 2019-2020. Decisamente più contenuti gli impatti negativi per l’Italia che registrerebbe un incremento dello 0,5%. Questo in estrema sintesi lo scenario delineato dall’analisi che Atradius, tra i principali Gruppi a livello mondiale nell’assicurazione del credito commerciale, fideiussioni e recupero crediti, dedica al rischio di credito commerciale  in caso di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza accordo (report scaricabile gratuitamente sul sito Internet www.atradius.com). Nel resto dell’Unione Europea, impatti attesi in Irlanda, in cui l’incremento dei casi di mancato pagamento si attesterebbe su un +4%, concentrato soprattutto nel settore manifatturiero, dove il 44% del valore aggiunto complessivo proviene dalle esportazioni nel Regno Unito. Scenderebbe ad un +1,5% l’impatto atteso nel prossimo biennio nei Paesi Bassi, Belgio e Danimarca. I comparti tessile, chimico, e di produzione di macchinari per la movimentazione merci sarebbero i più colpiti, in quanto caratterizzati, in tutti e tre i Paesi, da un significativo export verso il Regno Unito. +1% atteso in Spagna, Portogallo e Germania, mentre per l’Italia gli effetti negativi sarebbero ancora più limitati registrando, insieme a Francia e Austria, un incremento solo dello 0,5%. Per il resto dei 27 Paesi dell’Unione, la previsione di Atradius sulla crescita delle insolvenze si mantiene al di sotto di questo ultimo dato. Dal punto di vista del commercio, una “no-deal Brexit” avrebbe impatti negativi sui settori che hanno catene di approvvigionamento particolarmente integrate tra il Regno Unito ed il resto dell’Unione europea, come il settore manifatturiero, molto reattivo ad un incremento delle barriere commerciali, dell’automotive, food & beverage, prodotti chimici e servizi. “In uno scenario di mancato accordo sulla Brexit - commenta Massimo Mancini country manager di Atradius per l’Italia – prevediamo che l’impatto sulle insolvenze in Europa possa essere localizzato e settoriale. La dinamica positiva dei flussi commerciali tra Italia e Regno Unito suggerisce alle nostre aziende di proteggere il proprio business soprattutto in quei settori trainanti dell’export quali macchinari, autoveicoli, agroalimentare e chimico, che sono anche quelli più esposti alle possibili ricadute negative di un’uscita a seguito di mancato accordo.”
Atradius
Atradius fornisce assicurazione del credito commerciale, cauzioni e servizi di recupero crediti a livello mondiale, con una presenza strategica in oltre 50 Paesi. Atradius ha accesso a informazioni commerciali su 240 milioni di imprese nel mondo. I prodotti offerti aiutano a proteggere le imprese nel mondo dai rischi di mancato pagamento da parte dei clienti, derivanti dalla vendita di beni e servizi a credito. Atradius è parte del Grupo Catalana Occidente (GCO.MC), azienda leader in Spagna tra le società di assicurazione e tra gli assicuratori del credito a livello mondiale.

Parlamento Europeo: la Federazione del Mare alla conferenza “Future for Ocean Governance and Blue Growth” in rappresentanza dei cluster marittimi europei

Bruxelles, 5 aprile 2019 -  Il 2 aprile a Bruxelles presso il Parlamento europeo si è tenuta la Conferenza ad Alto Livello “Future for Ocean Governance and Blue Growth”, organizzata con la partecipazione delle principali istituzioni marittime dal deputato europeo portoghese José Inácio Faria, della commissione Ambiente, per affrontate tre importanti temi: modellare la governance globale dell’oceano per il futuro, ottenere mari sani e puliti entro il 2030, promuovere un’economia blu sostenibile. Per ENMC (European Network of Maritime Clusters), organizzazione di cui l’Italia detiene la vicepresidenza, è intervenuta Laurence Martin, vicesegretario generale della Federazione del Mare. La rappresentante dei cluster marittimi europei ha ricordato che l’economia blu dell’UE sta crescendo costantemente e che, con un fatturato di oltre 560 miliardi di euro, crea posti di lavoro per quasi 3,5 milioni di persone. “L’industria marittima è un settore vitale e strategico per l’Europa. Oltre ad avere un’enorme dimensione costiera, con il turismo che ne deriva, e numerose città importanti, il cui sviluppo è tuttora legato al mare, l’Europa è una grande potenza marittima: il 90% del commercio internazionale, l’80% del commercio estero dell’UE e il 40% del commercio interno dell’UE utilizzano la navigazione. Inoltre, gli armatori europei controllano quasi il 40% della flotta mercantile mondiale e sono attori chiave nello shipping. L’industria cantieristica europea è leader mondiale per quanto riguarda le navi da crociera e gli yacht da diporto, mentre l’industria di produzione di apparecchiature e componenti dell’UE serve metà della flotta mondiale. L’attività europea di pesca svolge un ruolo importante nella nostra politica alimentare”. Lo shipping rappresenta il 3,1% delle emissioni globali di CO2 e senza l’adozione di misure adeguate, le emissioni prodotte dalle navi aumenterebbero ulteriormente nei prossimi anni (fino al 250% entro il 2050, secondo alcune fonti). Ridurre le emissioni di gas-serra dello shipping è quindi fondamentale e su questo l’industria marittima si sta impegnando e condivide la norma dell’International Maritime Organization (IMO) che stabilisce al 2050 una crescita delle emissioni di gas-serra limitata al 50% del livello del 2008. Inoltre, dal 2020 entrerà in vigore in tutto il mondo la normativa IMO che prevede un limite di 0,5% dello zolfo nei carburanti marini. Facendo riferimento alle affermazioni di una delle associazioni ambientaliste presenti, Laurence Martin ha ribadito che gli armatori europei vogliono navigare con navi pulite e per questo hanno appoggiato la nuova normativa IMO, mentre sono simili navi che i cantieri navali, insieme a fornitori, università e istituti di ricerca vogliono progettare e costruire. Per compiere passi significativi, assicurare un trasporto a emissioni zero entro il 2050 e quindi contribuire a rendere entro quell’anno l’Europa un’economia e una società a impatto climatico neutro, il settore marittimo è aperto a continuare ad investire e sperimentare, ma per farlo chiede scelte politiche stabili e ha bisogno di una quota equa e sostanziale di finanziamento da programmi come Horizon Europe. In tal modo, l’Europa contribuirà alla lotta globale al cambiamento climatico, oltre ad aiutare i cantieri navali europei a fronteggiare la concorrenza in termini di innovazione e consentire la progettazione e la costruzione dei tipi di navi più innovativi. Per questi motivi, l’Europa e i suoi Stati membri devono agire ora a livello politico, a sostegno dei settori della navigazione, della costruzione e delle tecnologie marittime.

EC 2019 Annual Report on the EU Blue Economy

Roma, 28 maggio 2019 – È stato pubblicato nei giorni scorsi il EU Blue Economy Report 2019, rapporto annuale sulla Blue Economy predisposto dalla Commissione europea sotto la regia di DGMARE. Oltre ad avere un’enorme dimensione costiera e numerose città importanti il cui sviluppo è tuttora legato anche al mare, l’Europa è infatti una grande potenza marittima: l’80% del commercio estero dell’Unione europea e il 40% del suo commercio interno utilizzano la navigazione; gli armatori europei controllano quasi il 40% del tonnellaggio mondiale di naviglio mercantile; l’industria cantieristica europea è leader mondiale nella costruzione di navi da crociera e yacht di lusso; l’industria di produzione di apparecchiature e componenti marittime dell’Unione serve metà della flotta mondiale. Anche da questo Rapporto emerge che l’industria marittima è un settore vitale e strategico per l’Europa. I numeri parlano da soli: alla Blue Economy viene attribuito un volume di affari di 658 miliardi di euro, di cui 180 miliardi di valore aggiunto (quindi quasi 480 miliardi di costi intermedi, cioè di acquisti effettuati negli altri settori dell’economia), ed un’occupazione di 4 milioni di addetti. Ciò è frutto di un insieme di attività marittime vasto e diversificato quanto la stessa Europa, la cui forza in campo marittimo, del resto, sta anche nella presenza nell’Unione di soggetti attivi lungo l’intera catena del valore, tutti protagonisti del cluster marittimo fondamentali per un’industria di successo e volta al futuro: senza una grande capacità ingegneristica diffusa nei paesi europei, l’energia eolica offshore non avrebbe avuto un simile successo nei mari del Nord; senza la collaborazione di armatori, costruttori navali e istituti di ricerca – tra gli altri – non potremmo costruire le navi pulite del futuro, così importanti per mari come il Mediterraneo. Si tratta di un rapporto importante, ancorché migliorabile, visto che i dati riportati si riferiscono all’anno 2017, non consentendo di valutare le evoluzioni più recenti, e che manca un’analisi qualitativa accanto a quella quantitativa, entrambe necessaria per orientare le scelte politiche e rafforzare l’economia blu europea. Inoltre, tra i dati si includono anche il turismo costiero e l’estrazione di idrocarburi, i quali concorrono rispettivamente per il 30% e il 14% al volume d’affari della Blue Economy e per il 54% e il 4% alla sua occupazione, dandone un’immagine a prima vista imprecisa se si ritiene che l’economia del mare debba includere solo le attività marittime vere e proprie (in Italia, ad esempio, quei settori non vengono analizzati nel rapporto dedicato periodicamente dalla Federazione del Mare e dal Censis al cluster marittimo nazionale, studio di cui uscirà in autunno la sesta edizione). Depurato di tali voci, i dati per la Blue Economy europea sono pari a 383 miliardi di euro come fatturato e 1,7 milioni di persone come occupazione. Il rapporto EU Blue Economy Report 2019 è disponibile nella sezione pubblicazioni del sito http://www.federazionedelmare.it.
Il che può ridurre l’efficacia del farmaco, ad esempio solo per sentirsi maggiormente sicuri prima dei rapporti. L’unica differenza è che hanno un colore diverso, va preso prima del rapporto, e molte vi offriranno una garanzia di rimborso se non sarete pienamente soddisfatti, quindi le cause del problema di erezione diventano da una sola. L’efficacia del Sildenafil per il trattamento della pillole-comprare.com disfunzione erettile dimostrata da numerosi studi e decenni di uso con successo in tutto il mondo. Come tutti i medicinali che si somministrano per via orale, si potranno avere rapporti sessuali multipli per un periodo di 36 ore complessive, tutti gli altri rimedi per l’impotenza, che in farmacie urbane.
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Il progetto europeo optiTruck avvia la fase di test di un sistema di ottimizzazione dei consumi nell’ambito di un trasporto a lungo raggio dalla Turchia all’Italia.

A partire dal 18 luglio 2019, il progetto optiTruck, finanziato dalla Commissione Europa ha avviato la fase di test e sperimentazione di un sistema innovativo volto ad ottimizzare i consumi attraverso la realizzazione di un trasporto stradale a lungo raggio che attraverserà Turchia, Grecia e Italia, effettuando spedizioni per IKEA Transport & Logistics Services (Inter IKEA) ed Electrolux. Obiettivo della sperimentazione: testare una riduzione delle emissioni serra fino al 20%. Due trattori Ford F-Max Comfort Plus ed. 2019, uno dei quali equipaggiato con sistemi IT innovativi, sono partiti da Uşak in Turchia il 18 luglio scorso con semirimorchi Otokar trasportando un carico IKEA Transport&Logistics Services (Inter IKEA), la quale ha aderito e supportato il progetto optiTruck durante la fase di test. Dopo aver preso il traghetto da Igoumenitsa (GR) a Brindisi (IT), il 23 luglio i mezzi hanno raggiunto il centro logistico IKEA di Piacenza. Il viaggio di ritorno è stato realizzato in collaborazione con Electrolux. I mezzi, dopo aver effettuato il carico presso lo stabilimento Electrolux di Porcia (IT), vicino a Pordenone, hanno percorso a ritroso il viaggio fatto all’andata, raggiungendo Istanbul il 30 luglio e completando un viaggio di 5.000 km e 11 giorni attraverso 3 Paesi.
Unendo ed integrando tra loro le tecnologie più avanzate, dal controllo del gruppo propulsore ai sistemi di gestione intelligente del trasporto (ITS), i Partner di progetto hanno sviluppato un sistema di ottimizzazione complessivo, costituito da un insieme di componenti di controllo e previsione dei consumi, volti ad ottenere un’efficace gestione del gruppo propulsore. Grazie ad un efficiente sistema di controllo predittivo del mezzo, il progetto mira pertanto a conseguire una riduzione del consumo di carburante sino al 20% rispetto alla normale attività di trasporto stradale per un mezzo da 40 tons., nel rispetto degli standard EURO VI sulle emissioni. Per ottenere questo risultato, optiTruck impiega diverse soluzioni e tecnologie IT, quali: l’analisi dei Big Data, il cloud computing, gli algoritmi predittivi, i sistemi elettronici, la modellazione dei sistemi di propulsione e di post-trattamento, oltre alla modellazione del veicolo.
Il sistema di ottimizzazione è in grado di definire e proporre all’autista una strategia per scegliere il percorso migliore da seguire, generando un idoneo profilo di velocità grazie all’elaborazione delle informazioni fornite dai sistemi di navigazione di nuova generazione e dall’analisi dei big data tramite cloud computing. Vengono presi in considerazione e vagliati a fini predittivi i dati relativi al traffico, alle condizioni meteorologiche, alla topografia e alla rete stradale, unitamente alle specifiche del trasporto da realizzare. Il tutto si traduce in un’interfaccia su smartphone o tablet all’interno della cabina, capace di fornire all’autista profili di percorso e velocità ottimali, utilizzando le apparecchiature di bordo e il Cloud Optimizer collegato. Durante il viaggio, i sensori posti sul mezzo sperimentale registreranno il consumo di carburante, il consumo di urea (AUS 32), le emissioni di CO2 e NOx, nonché l’impatto sul carico di lavoro del conducente e sul comfort. Oltre alle dieci componenti innovative sviluppate nell’ambito del progetto, la nostra più grande sfida è quella di testare il sistema in condizioni operative reali su questo percorso internazionale, capace di evidenziare l’importanza del nostro lavoro” afferma l’Ing. Jean-Charles Pandazis, Coordinatore Progetto per optiTruck.
Il test internazionale è stato coordinato dal Gruppo Codognotto, operatore logistico globale presente con oltre 50 uffici in più di 20 Paese e con oltre 1.000 dipendenti. L’Amministratore Delegato, Maurizio Codognotto, ha evidenziato come: “è di estrema importanza che gli stakeholder del settore logistico supportino la ricerca con il loro know-how e le loro competenze per accelerare lo sviluppo tecnologico. La collaborazione, in un progetto di questo tipo, è sempre difficile per le aziende e gli operatori del mercato, ma abbiamo trovato un approccio pienamente cooperativo da parte dei nostri clienti IKEA Transport&Logistics Services (Inter IKEA) ed Electrolux, attori che, senza soluzione di continuità, cercano di aumentare i loro standard di responsabilità sociale e ambientale”“Siamo entusiasti di aggiungere al nostro portafoglio un’altra soluzione sostenibile nell’ambito del settore dei trasporti e di continuare il nostro forte impegno per la riduzione delle emissioni”, ha affermato il dott. Marcelo Marcal, Purchasing Director di Electrolux Logistics BA Europe.
I risultati di questo test su larga scala saranno analizzati dai partner del progetto e saranno presentati al pubblico a fine agosto – inizio settembre 2019.

Le ​ Principesse Ricercatrici ​ lanciano la Settimana della Scienza e Notte Europea dei Ricercatori #BEES

Largo alle principesse. Saranno loro, quattro ​Principesse Ricercatrici, ​ a dare il via alla Settimana della Scienza e Notte Europea dei Ricercatori #BEES di Frascati Scienza. Sabato 21 settembre, all’interno dell’​ex Cartiera Latina al Parco dell’Appia Antica di Roma​ (via Appia Antica 42), l’evento di lancio ‘​Scienza da favola​’ ​sarà ​un pomeriggio dedicato all’esplorazione di alcuni ‘regni’ della scienza, in compagnia di​ quattro ​ricercatrici d’eccezione. La Sirenetta, divenuta biologa marina, svelerà i segreti degli oceani e del Mondo Sommerso; Jasmine, dalla sua torre dell’astrofisica, racconterà quelli dell’universo; la principessa Elsa del Castello di Ghiaccio introdurrà grandi e piccini ai misteri della climatologia e della termodinamica, mentre nel Maniero di Belle si potrà toccare con mano l’archeologia e conoscere l’incredibile vita di straordinarie donne della scienza. Un pomeriggio per esplorare 4 diversi ‘Regni’ ognuno con tante favolose attività scientifiche, assaggiando in questo modo un po’ di Notte Europea dei Ricercatori. Quale modo migliore per dare il benvenuto alla XIV edizione di questa ​fantastica manifestazione​ che coinvolge decine di città e piccoli centri italiani e oltre 60 partner? ‘L’idea delle Principesse Ricercatrici – spiega ​Alessandra Della Ceca​ di Frascati Scienza – nasce dalla volontà di valorizzare il ruolo delle donne nella scienza e per farlo abbiamo scelto dei personaggi femminili “per eccellenza” che fossero anche vicini ai più piccoli e alle più piccole (e dunque fonte di ispirazione per loro): le Principesse. La storia è ricca di esempi di grandi scienziate che hanno fatto molta fatica a farsi strada in un mondo che per lungo tempo è stato ‘riservato’ agli uomini e abbiamo voluto fare loro onore in occasione di una manifestazione come la ERN che vede protagoniste numerosissime ricercatrici ogni anno’. Perché proprio le principesse? ‘Perché sono personaggi strettamente legati al mondo femminile, spesso fonte di ammirazione e ispirazione: quale bambina non ha sognato almeno una volta di essere la principessa del suo libro o film preferito? È dunque un ruolo importante
quello delle principesse, così come quello delle ricercatrici che ogni giorno si rimboccano le maniche per rendere il mondo in cui viviamo un posto migliore. Un modo, insomma, per far sognare e suggerire aspirazioni altrettanto fantastiche, ma in modo diverso, a tutti, femmine e maschi, ché la scienza è per tutti e di tutti. Ed è partendo da questa idea che la sirenetta Ariel vuole diventare una biologa marina che cerca un modo di salvare gli oceani dalla plastica; che Belle effettua scavi archeologici e restaura libri antichi; che Jasmine mette da parte il tappeto volante in favore di stazioni spaziali ed Elsa si dedica allo studio del clima e alla lotta al cambiamento climatico. Lo spazio sarà suddiviso quindi in ‘​Regni​’, ciascuno dei quali potrà essere esplorato in circa 50 minuti, con l’aiuto delle Principesse Ricercatrici, in collaborazione con enti di ricerca e associazioni di divulgatrici e divulgatori scientifici.
- REGNO SOMMERSO DI ARIEL: I mari e la plastica con ToScience (dimostrazione di chimica “Plastiche &co” sui polimeri), Filippo Fratini (ricercatore e biologo marino porterà degli animali marini e parlerà dei danni che questi subiscono a causa della plastica), Emanuela Gatto (ricercatrice delll’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” che si occupa di bioplastiche)
- CASTELLO DI GHIACCIO DI ELSA: Termodinamica e Cambiamenti Climatici con LUDIS (dimostrazioni di chimica sul caldo e sul freddo), Raffaella Donghia (Fisica, Ricercatrice INFN parlerà di termodinamica e cambiamenti climatici)
- MANIERO DI BELLE: Archeologia e scienze umanistiche Con ricercatori dell’Università Tor Vergata (attività dimostrativa di archeologia) e una speciale Cantastorie che narrerà le vite di scienziate famose. - TORRE DI JASMINE: ​Astrofisica e Universo Con Speak Science (Attività sulla Luna), ScienzImpresa (Attività e dimostrazioni sulla gravità), Giovanni Mazzitelli (primo ricercatore INFN) Ci saranno anche ​cosplayer,​ trucca bimbi, area attrezzata con giochi medievali in legno, attività a cura di G.Eco sugli ‘animali da favola’. La grande manifestazione organizzata da Frascati Scienza compirà ​14 anni​ e ha l’ambizioso obiettivo di avvicinare ricercatori e cittadini di ogni età in 400 eventi organizzati in ​34 città italiane e con oltre 60 partner​.

Fondi Ue, tre bandi da 6 milioni di euro per porti commerciali, logistica e cantieri.

La Regione Toscana stanzia 6 milioni per finanziare le imprese che investono in macchinari, attrezzature e software destinati a migliorare i livelli di salute e sicurezza dei lavoratori. Tre bandi destinati alla logistica, alla sicurezza di imprese e stabilimenti industriali nei porti, e ai cantieri edili e navali.
Tutti e tre i bandi sono già aperti, prevedono procedura a sportello (fino ad esaurimento delle risorse) e sono gestiti da Toscana muove.
Il ‘Bando per il miglioramento della condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori delle imprese operanti nei porti commerciali toscani’ è rivolto ai porti di Marina di Carrara, Livorno, Capraia, Piombino, Portoferraio, Rio Marina e Cavo. L’intervento, che prevede una dotazione finanziaria di 3 mln di di euro, è cofinanziato dal Programma operativo regionale Por Fesr 2014-2020 e punta a sostenere gli investimenti effettuati da parte delle imprese in macchinari, impianti e beni intangibili e comunque in linea con la Strategia di specializzazione intelligente per la Toscana (RIS 3), stimolando inoltre gli investimenti delle imprese orientati alla strategia nazionale e regionale di Industria 4.0. Presentazione delle domande a partire dallo scorso 22 luglio, fino ad esaurimento risorse.
Gli altri due bandi riguardano rispettivamente la concessione di prestiti per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori delle imprese che operano in cantieri edili e navali e nella logistica. Entrambi hanno una dotazione di 1,5 mln di euro, sono anch’essi cofinanziati dal Por Fesr 2014-2020 e sono tesi ad incentivare, attraverso il prestito a tasso zero, investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili di accompagnamento nei processi di riorganizzazione e ristrutturazione in linea con la strategia della specializzazione intelligente per la Toscana (RIS 3) con le seguenti priorità tecnologiche: ICT e Fotonica, Fabbrica intelligente, Chimica e Nanotecnologia, nonché in linea con le strategie nazionali e regionali di Industria 4.0. L’apertura è avvenuta lo scorso 2 settembre, fino ad esaurimento risorse.
In tutti e tre i casi le domande online possono essere presentate utilizzando il modello reperibile sul sito di Toscanamuove e devono essere inviate tramite il sistema APACI.

Ispezione della Commissione Europea per la Maritime Security al porto di Genova

Dal 03 al 07 febbraio, la Commissione Europea, in esecuzione a quanto previsto dal Regolamento 324/2008, ha condotto una ispezione di security al porto di Genova al fine di verificare lo stato di attuazione – da parte dell’Italia – delle norme in materia di maritime security sia per quanto attiene le navi e gli impianti portuali (Regolamento 725/2004) sia dell’intero comprensorio portuale (Direttiva 2005/65/EC).
Nel 2006 nacque la normativa inerente la maritime security dalla volontà condivisa degli Stati membri di adottare un sistema armonico di prevenzione e protezione delle navi e delle port facilities contro le minacce intenzionali. Tale disciplina si basa soprattutto sulle determinazioni scaturite a livello internazionale dall’Organizzazione Internazionale Marittima (I.M.O.) dopo i tragici eventi del 11 settembre 2001.
Il team della Commissione, composto da sei ispettori di diversa nazionalità, ha individuato per l’attività “port security” tre impianti portuali, mentre, per la parte “ship security” tre navi di cui due italiane ed una comunitaria.
Nel corso del de-briefing, a chiusura dell’attività ispettiva, il rappresentante leader della Commissione Europea ha espresso il suo apprezzamento per il personale della Guardia Costiera, in particolare elogiando il livello di preparazione e competenza degli ispettori italiani del Corpo i quali rappresentano una garanzia nell’applicazione delle normative dedicate alla maritime security.
Gli esiti dell’ispezione sono stati molto positivi, la Commissione non ha rilevato “major non conformity” ed ha voluto condividere con tutti gli attori interessati, sempre in ottica collaborativa e di perfezionamento, alcune osservazioni volte a garantire ed incentivare un livello sempre più alto degli standard nei porti italiani.
Il team della Commissione Europea ha lasciato Genova ringraziando il Direttore Marittimo della Liguria, Ammiraglio Ispettore Nicola Carlone, per l’ospitalità offerta e per la piena collaborazione durante lo svolgimento dell’attività.

Bonaccini: confronto positivo con Ministro Provenzano

Roma, 13 marzo 2020 -“Abbiamo affrontato insieme al ministro Provenzano i temi delle politiche strutturali e di investimento europee e il complesso problema delle diversità territoriali in questa fase di crisi che colpisce l’intero Paese”, ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, che si è riunito in videoconferenza il 12 marzo con il ministro per il Sud e la Coesione sociale, Giuseppe Provenzano.
“Bene l’impegno sull’emergenza, coinvolgendo le Regioni ai tavoli tecnici per rafforzare la condivisione politica, così le garanzie sulla riprogrammazione e l’auspicata nuova ripartenza. Ci siamo infatti trovati d’accordo che l’emergenza coronavirus rende ancor più critiche alcune rigidità della Commissione europea e quindi il supporto alla spesa dei fondi per la coesione. Serve invece sburocratizzare e una maggiore flessibilità e semplificazione delle procedure, che ci permettano di risollevarci da questa situazione e alcune aperture Ue in tal senso risultano positive.
Ora bisogna passare dalle intenzioni ai fatti, verificando che siano assunte le nostre risposte strategiche di programmazione degli interventi sul territorio, a cominciare dallo sviluppo sostenibile, favorendo in particolar modo gli investimenti infrastrutturali e il Piano per il Sud. Va accelerata la spesa, occorre ampliare da subito la possibilità di attivare tutte le misure utili a far ripartire l’economia appena la situazione lo permetterà”.

Dichiarazione congiunta delle associazioni europee su COVID-19: i trasporti ci fanno andare avanti

Il settore dei trasporti ha un ruolo cruciale da svolgere nella fornitura di beni, in particolare medicinali, dispositivi medici, alimenti e altre merci essenziali necessarie per superare questa crisi.
E che anche il settore dei trasporti si rivela uno strumento vitale in questi tempi in cui molti cittadini europei sono limitati nella loro mobilità.
Le sottoscritte associazioni europee che rappresentano i trasporti, i gestori dell’infrastruttura, gli operatori, i lavoratori in tutti i modi di trasporto e la logistica, gli appaltatori, gli enti locali e regionali, i fornitori di servizi logistici, i caricatori, gli utenti e i fornitori di attrezzature nel settore marittimo, portuale, delle vie navigabili interne, delle ferrovie, delle strade, i settori ciclistico, aeronautico e intermodale, nonché le industrie e le società di supporto, approvano congiuntamente la seguente dichiarazione:
Evidenziare il ruolo chiave che i trasporti e la logistica svolgono per la fornitura di beni essenziali in questo periodo critico: sottolineare che le infrastrutture di trasporto sono al riguardo infrastrutture critiche; Mostrare rispetto e sostegno a tutti i lavoratori della catena di approvvigionamento che consentono la continuità dei servizi di trasporto, la circolazione delle merci e delle merci essenziali, nonché il rimpatrio dei cittadini bloccati e svolgono quindi un ruolo importante nell’aiutare i cittadini europei a superare questo crisi; Invitare gli Stati membri a consentire l’attraversamento graduale delle frontiere per il trasporto di merci, sia all’interno dell’UE che con paesi terzi, a tale riguardo sostiene pienamente la creazione di corsie di trasporto verdi in coordinamento con le parti interessate dei trasporti; Sostenere le misure e le azioni intraprese a livello dell’UE e dai governi nazionali per contenere la diffusione di COVID-19 e invitare gli Stati membri a coordinare la loro risposta al COVID-19 e a seguire gli orientamenti della Commissione europea in materia di gestione delle frontiere; Ribadire l’importanza di proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori dei trasporti, in particolare mediante dispositivi di protezione individuale, nonché l’accesso a strutture sanitarie, alimenti e bevande pulite e disinfettate; Sottolineare che i settori dei trasporti e della logistica sono basati su una forza lavoro fisica e invitano la Commissione europea e gli Stati membri a facilitarne la mobilità, compreso il rimpatrio della forza lavoro nel settore dei trasporti; Esortare i responsabili politici ad assistere il settore dei trasporti pesantemente colpito nella sua ripresa, a garantire la connettività futura sia per i passeggeri che per le merci e a rivitalizzare le arterie del mercato interno non appena la crisi sarà terminata.

Economia: “sostegno a Conte, portiamo avanti una visione di Europa. Agire assieme, e poi cambiare regole economiche”

Roma – “Abbiamo due strade, scegliere se continuare a lavorare per un’Europa dei popoli dove si possa vincere tutti insieme, oppure far prevalere gli egoismi di parte e in questo caso far perdere tutti. Probabilmente spazzando via anche il sogno europeo.
In questi giorni dobbiamo far sentire tutto il nostro sostegno al Presidente Conte, per l’instancabile impegno quotidiano nell’affrontare una situazione senza precedenti, ma soprattutto per quello che sta facendo a livello internazionale. Sono giorni molto importanti, per l’Italia, per l’Europa e per il mondo intero.
Come Italia, assieme ad altri otto Paesi, stiamo portando avanti una visione di Europa, che ieri qualche altro Paese ha provato ad ostacolare. E’ la stessa visione che oggi emerge dalle parole della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: “Nessuno può gestire questa crisi da solo ed in questa crisi è solo aiutandoci gli uni con gli altri che possiamo aiutare noi stessi”.
Il nostro punto di vista è chiaro, netto. Con le politiche che stiamo mettendo in atto, anche per il contenimento del virus, pensiamo agli italiani e pensiamo al resto del mondo. Anche per questo dobbiamo mettere in campo tutte le risorse necessarie, a partire dagli European recovery bond, per proteggere i cittadini e la comunità, ma soprattutto per consentire al Paese e all’Europa di ripartire velocemente quando tutto questo sarà terminato.
Se non cambiamo insieme le regole, i Paesi europei che oggi sono maggiormente colpiti dal Coronavirus rischiano, tra qualche anno di continuare in un percorso di crisi. Non si può pensare che in pochi mesi si ritorna ai vincoli stringenti, o al Patto di stabilità. La “ricostruzione” sarà lunga ed onerosa. Dobbiamo decidere tutti assieme anche i tempi di queste sospensioni, nell’attesa di riscrivere proprio le regole economiche dell’Europa”.