Il Gruppo Grimaldi diventa “Operatore Economico Autorizzato”

Certificazione dall’Agenzia Doganale di Napoli
 
Il Gruppo Grimaldi è la prima compagnia di navigazione in Italia ad aver ottenuto lo status di Operatore Economico Autorizzato – Completo (AEO-F). La prestigiosa certificazione è stata riconosciuta dalla Agenzia Doganale di Napoli nelle aree di Semplificazione Doganale e Sicurezza, a seguito di un audit specifico svolto presso gli uffici centrali del Gruppo.
Il riconoscimento è risultato di un lavoro preparatorio di sei mesi curato dal dipartimento Sicurezza, Qualità e Ambiente del Gruppo e certifica che il Gruppo Grimaldi è completamente conforme alle linee guida definite dall’Unione Europea in materia di affidabilità, solvibilità, conformità alle disposizioni di legge pertinenti e adempimento a specifici standard di sicurezza.
I detentori della certificazione AEO ottengono vari privilegi tra cui un minor rischio che il flusso di merci all’interno e all’esterno dell’UE sia fermato per un controllo, semplificazione dei controlli doganali e un più facile accesso alle autorizzazioni e ai permessi.
Il programma di certificazione comunitaria AEO si applica agli operatori economici ed ai loro partner commerciali che lavorano nell’ambito della catena di approvvigionamento internazionale, ossia fabbricanti, agli esportatori, agli speditori/imprese di spedizione, ai depositari, agli agenti doganali, ai vettori, agli importatori che, nel corso delle loro attività commerciali, sono sottoposti ad attività disciplinate dalla regolamentazione doganale e si qualificano positivamente rispetto agli altri operatori, in quanto ritenuti affidabili e sicuri nella catena di approvvigionamento.
Il riconoscimento a Grimaldi dello status di Operatore Economico Autorizzato (AEO) avvalora l’impegno costante del Gruppo nel migliorare la qualità e l’affidabilità non solo dei servizi di trasporto marittimo e logistici, ma anche delle misure di sicurezza e di prevenzione. La certificazione AEO è un ulteriore segno della qualità dei processi del Gruppo Grimaldi nel creare una catena di approvvigionamento sicura basata sul trasporto marittimo.

Ad aprile i servizi comuni Asia-Europa CKYH-Evergreen

12 rotazioni complessive. Compreso anche il porto di Napoli
 
Si concretizzerà in aprile l’accordo tra Cosco, K Line, Yang Ming, Hanjin ed Evergreen per i servizi comuni tra Asia, Mediterraneo ed Europa. L’alleanza CKYH – Evergreen metterà a disposizione 8 servizi per l’Asia e il Nord Europa e 4 per l’Asia e il Mediterraneo (in uno è compreso anche il porto di Napoli). La flotta che opererà sarà costituita da unità comprese tra 8.000 e 13.000 Teu.
Servizo Asia – Nord Europa
NE1: Shanghai, Ningbo, Hong Kong, Nansha, Amburgo, Rotterdam, Felixstowe, Singapore, Nansha, Shanghai
NE2: Xiamen, Kaohsiung, Yantian, Singapore, Rotterdam, Amburgo, Felixstowe, Anversa, Singapore, Hong Kong, Xiamen
NE3: Xingang, Dalian, Qingdao, Ningbo, Singapore, Rotterdam, Felixstowe, Amburgo, Anversa, Yantian, Hong Kong, Xingang
NE4: Ningbo, Shanghai, Hong Kong, Singapore, Rotterdam, Amburgo, Anversa, Singapore, Yantian, Kaohsiung, Ningbo
NE6: Xingang, Kwangyang, Pusan, Shanghai, Yantian, Singapore, Algeciras, Amburgo, Rotterdam, Le Havre, Algeciras, Singapore, Hong Kong, Xingang
CEM: Shanghai, Ningbo, Yantian, Felixstowe, Amburgo, Rotterdam, Hong Kong, Shanghai
CES: Kaohsiung, Ningbo, Shanghai, Taipei, Hong Kong, Yantian, Tanjung Pelepas, Colombo, Pireo, Rotterdam, Amburgo, Thamesport, Pireo, Jeddah, Colombo, Tanjung Pelepas, Kaohsiung
CES2: Qingdao, Shanghai, Ningbo, Xiamen, Yantian, Tanjung Pelepas, Port Kelang, Amburgo, Rotterdam, Anversa, Tanjung Pelepas, Qingdao
Servizio Asia – Mediterraneo
MD1: Qingdao, Shanghai, Ningbo, Yantian, Hong Kong, Shekou, Singapore, Pireo, La Spezia, Genova, Barcellona, ​​Valencia, Pireo, Singapore, Hong Kong, Qingdao
MD2: Ningbo, Shanghai, Xiamen, Kaohsiung, Hong Kong, Yantian, Singapore, Port Said, Ashdod, Genova, Barcellona, ​​Fos, Port Said, Singapore, Hong Kong, Ningbo
MD3: Pusan, Shanghai, Ningbo, Hong Kong, Yantian, Singapore, Port Said, Napoli, La Spezia, Livorno, Port Said, Singapore, Hochimin, Hong Kong, Yantian, Ningbo
UAM: Tokyo, Osaka, Pusan, Qingdao, Shanghai, Ningbo, Kaohsiung, Hong Kong, Yantian, Tanjung Pelepas, Colombo, Ashdod, Alessandria, Taranto, Koper, Rijeka, Trieste, Taranto, Colombo, Tanjung Pelepas, Kaohsiung, Hong Kong, Yantian, Shanghai, Ningbo.

La lezione della Concordia. Ripensare sicurezza e formazione dei marittimi

Critiche al registro bis. Filippine,centri di formazione inaffidabili
 
Scende in campo anche l’Ue. Siim Kallas, vice presidente della Commissione Europea, ha annunciato per il 24 gennaio una proposta per la modifica della legislazione comunitaria sulla sicurezza delle navi passeggeri. Nel mirino temi come la progettazione e la stabilità delle unità, gli sviluppi tecnologici del settore ma, soprattutto, formazione degli equipaggi e operazioni di soccorso, incluse le procedure d’emergenza per l’evacuazione delle navi. “La sicurezza ha la priorità – ha spiegato Kallas. Noi ci assicureremo che qualsiasi lezione dalla Costa Concordia sia pienamente presa in considerazione”.   
Una lezione che forse rimetterà in discussione anche le procedure e i mezzi legislativi finora adoperati dagli armatori. Mentre Carnival Corporation annuncia una radicale revisione delle procedure di sicurezza ed emergenza sulle sue unità, in Italia voci critiche si stanno alzando sulle conseguenza negative, in materia di sicurezza, introdotte dall’uso sconsiderato del cosiddetto registro bis.
Concepito come strumento in grado di garantire competitività all’armamento, il Registro Internazionale, istituito con la legge n.30/1998, rende possibile, in poche parole, il reclutamento di marittimi in paesi stranieri, con contratti spesso sconosciuti alla normativa europea.
Questo comporta un netto abbattimento dei costi che, pur favorendo la logica della massimizzazione del business, tipico della competitività globalizzata, va a destrimento della qualità complessiva del lavoro. Più o meno ciò che si è verificato nel caso di Costa Concordia dove il subitaneo sgretolarsi della catena di comando ben dimostra la debolezza intrinseca del modello.
A bordo della Concordia i “marittimi componenti l’equipaggio, cioè coloro che governano la nave”, denuncia il sindacato  Gente di Mare CUB “erano al massimo 100 ed in gran parte stranieri, pagati molto meno dei rimanenti italiani (20-25) fra ufficiali e capiservizio”. Senza contare i “comuni” di camera, cucina, infermieri e servizi vari: quasi tutti stranieri, al centro di un settore, in generale, “sottopagato” e “appaltato a società di servizi spesso riconducibili agli stessi armatori”.
Personale, per di più, formato in centri non affidabili. Nello scorso novembre, ad esempio, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima ESMA ha chiesto e ottenuto la revoca del riconoscimento degli standard formativi, relativi ai certificati di formazione e di addestramento operativo marittimo, dalla PMI Colleges (ex Philippine Maritime Institute), catalogata tra le 15 scuole con maggiori carenze da questo punto di vista. “Scarsa qualità”, il giudizio dell’ente europeo, e 12.000 studenti a protestare nei campus di Manila e Quezon City.
Le Filippine, d’altronde, vero e proprio serbatoio per il trasporto marittimo mondiale, è un paese, sotto questo aspetto, sottoposto a continuo monitoraggio per essere finito nella “lista bianca” per segnalazione da parte dell’Organizzazione Internazionale Marittima (IMO).
“Solo i membri dell’equipaggio (cioè i marittimi) seguono dettagliati corsi di addestramento per la sicurezza della navigazione e della vita umana in mare – conferma “Gente di Mare” – mentre gli stranieri lo fanno presso i loro paesi d’origine”.  

Costa Concordia. Foschi: “Non rispettate totalmente tutte le procedure”

“La manovra non era approvata e autorizzata”
 
“Non possiamo escludere che ci sia stato un errore umano”. Pier Luigi Foschi, Presidente e Ad di Costa Crociere, smentisce la posizione finora tenuta dalla società e compie le prime ammissioni sulle responsabilità riguardanti la tragedia di Costa Concordia. “Noi daremo assistenza legale al nostro comandante – ha affermato – ma l’azienda ha il dovere di tutelare i suoi 24 mila dipendenti. Anche le procedure adottate a seguito dell’urto – ha ammesso – non hanno rispettato totalmente le rigide disposizioni previste”.
Foschi, visibilmente scosso, ha ricordato come in questo momento 1.100 persone del Gruppo in tutto il mondo stiano lavorando nella gestione “di questo terribile incidente”, con il compito di “supportare le operazioni di salvataggio, assistere gli ospiti e riportarli in sicurezza alla loro residenza”.
A proposito della rotta della nave ha spiegato che, per quanto risulta a Costa Crociere, una nave era transitata sottocosta davanti all’isola del Giglio solo un’altra volta, per la festa di San Lorenzo, il 9 agosto scorso, e sia l’azienda sia la Capitaneria di porto avevano dato il loro assenso. La manovra effettuata dal comandante Schettino invece “non era approvata e autorizzata dalla Costa”. “Il comandante – ha rilevato – ha preso un’iniziativa che è contraria alle nostre regole di comportamento scritte e certificate”.
In risposta alle polemiche sulle procedure e i mezzi di sicurezza non sufficienti, Foschi è stato netto: “tutti i membri dell’equipaggio fanno un’esercitazione di abbandono navi ogni due settimane mentre per tutti gli ospiti è prevista un’esercitazione entro 24 ore dal giorno dell’imbarco come richiesto dalla legge. Nel novembre 2011, poi, e successivamente all’inizio di dicembre, ispettori del Rina hanno certificato equipaggiamento e procedure della Concordia”.
“Una delle nostre principali preoccupazioni – ha continuato Foschi – è di evitare un disastro ambientale. In seguito all’incidente Costa è intervenuta immediatamente per impedire un potenziale impatto ambientale e sin dalla giornata di sabato si sta avvalendo della società leader al mondo nel settore, Smit & Salvage, con cui sta elaborando un piano di interventi; le azioni immediate a breve termine sono consistite nel realizzare una barriera di contenimento attorno allo scafo”.
Intanto, mentre continuano le ricerche dei dispersi, sospese alcune ore per il pericolo di spostamenti dello scafo, i dipendenti di Costa Crociere si mobilitano per difendersi dalle accuse di inefficienza. Il mezzo usato è il gruppo Facebook “Costa Concordia Survivors’ friends”. “Quattromila persone evacuate al buio, con la nave piegata, in meno di due ore. Gli incompetenti – denuncia Katia Keyvanian, membro dell’equipaggio di Costa Concordia – non sono in grado di fare questo. Abbiamo gestito – continua non senza rabbia – un branco di pecoroni che facevano i filmini con il telefono mentre spogliavo una ragazza bagnata fradicia per metterla nella coperta termica, che fumavano in condizioni proibitive rischiando di dare fuoco al gasolio. Che non si sognavano di chiedere se avevo bisogno di aiuto mentre da sola tiravo su dal mare una persona con una corda legata al polso. E hanno anche la faccia di chiamarci incompetenti”.
Relativamente alle ricadute economica, cominciano a circolare le prime cifre. “Abbiamo annunciato 93 milioni di dollari di danni, diretti. Dovremo affrontare – ha detto Foschi – ulteriori costi, non quantificati, perché sono di categoria non classificata da assicurazioni. Dove non c’è copertura interverrà la società”.
Tra gli esborsi anche quelli riguardanti il recupero del relitto. L’operazione, data la stazza della Concordia (114mila tonnellate), si annuncia difficile. Gli esperti della Smit dovranno innanzitutto svuotare la pancia della nave da 2.300 tonnellate di carburante. Successivamente, il tempo previsto è di circa due settimane, si potrà procedere a raddrizzare lo scafo attraverso l’uso di gru o con palloni pieni d’aria, capaci di rimettere la Concordia in linea di galleggiamento. Solo allora la società sarà in grado di decidere il futuro di quella che era considerata la sua unità più prestigiosa. Recupero o smantellamento pezzo per pezzo.
Antonella Ricciardi
 

Salerno, parte nuovo collegamento per la Sicilia

Annunziata: “Inversione di tendenza”
 
Salerno. Cresce ulteriormente il peso del porto di Salerno nel sistema della “Autostrade del Mare”. Nello scalo campano, a partire da domani, prenderà il via un nuovo servizio del Gruppo Grimaldi per la Sicilia. La nuova linea regolare, rotabili e passeggeri, con una cadenza trisettimanale con Catania e settimanale con La Valletta (Malta), si aggiunge alla fitta rete di servizi marittimi che il Gruppo già offre tra Salerno, il Nord Europa e il Mediterraneo, sia Orientale che Occidentale.
Sulla nuova tratta sarà impiegata la Motonave “Translubeca” (lunghezza 159,14 m, larghezza 25,30 m, stazza lorda 24.727 tonnellate ) dotata di 34 cabine e una capacità di 105 passeggeri.
L’attivazione della nuova linea, secondo il Presidente dell’Ap, Andrea Annunziata, premia un sistema, come quello salernitano, votato alla competitività e capace di attrarre traffici attraverso la sua capacità di potenziare infrastrutture e servizi. Sottolineando le “ricadute occupazionali delle maestranze specializzate e dell’indotto”, Annunziata, la giudica come il segnale di “un’inversione di tendenza rispetto alla crisi economica mondiale”. “Salerno – spiega – si conferma importante porta di accesso ai mercati nazionali e internazionali, riuscendo ad attrarre le maggiori compagnie di navigazione e a fornire servizi che collegano il nostro territorio e, quindi, le nostre aziende con ogni parte del mondo”.
Il Comandante della Capitaneria di Porto di Salerno Andrea Agostinelli, nel manifestare apprezzamento e soddisfazione per l’avvio della nuova linea delle “Autostrade del Mare”, ha assicurato la massima collaborazione operativa da parte dell’autorità Marittima per consentire l’ormeggio della nuova nave in condizioni di assoluta sicurezza. Il Comandante, ha evidenziato, inoltre, come tale nuovo collegamento regolare con la Sicilia si integri perfettamente con le esistenti e consolidate linee commerciali del Porto di Salerno.

Penisola sorrentina, scongiurati i tagli nel week end

Piano orario sperimentale delle compagnie armatrici
 
Navette di collegamento tra il porto di Sorrento con Meta, Sant’Agata sui due Golfi e Massa Lubrense.  Ticket agevolato per i pendolari del mare. Stop all’ipotesi di soppressione di collegamenti tra Sorrento e Napoli nei week-end invernali, fatta eccezione per sole due corse. Sono le novità scaturite al termine dell’incontro convocato dall’assessore regionale ai Trasporti, Viabilità e Attività Produttive, Sergio Vetrella, al quale hanno preso parte i sindaci di Sorrento e Massa Lubrense, Giuseppe Cuomo e Leone Gargiulo, i rappresentanti delle compagnie di navigazione, Salvatore Lauro, Salvatore Di leva e Nello Aponte e il coordinatore dell’Area Trasporti della Regione Campania, Gaetano Botta. Da Vetrella un monito agli armatori, richiamandoli al senso di responsabilità e annunciando la possibilità, in caso di rinuncia, di assegnare le eventuali tratte non più coperte ad altri soggetti. Lauro, dal canto suo, ha spiegato le ragioni degli imprenditori, motivando il paventato blocco dei collegamenti nei fine settimana con  i maggiori costi di carburante, carenza di passeggeri e alti costi di parcheggio al porto, mancanza del rinnovo degli sgravi fiscali, concorrenza del vettore pubblico. “Comprendiamo le motivazioni – è intervenuto il sindaco Cuomo – ma ribadisco che non si può utilizzare il porto di Sorrento solo nel periodo di grossa affluenza turistica: è necessario garantire il servizio tutto l’anno. Inoltre sottolineo che le tariffe del parcheggio comunale di piazza Marinai d’Italia non sono aumentate, ma bensì ridotte proprio in coincidenza del il periodo invernale”. E qui l’impegno, da parte del Comune di Sorrento, a sottoscrivere speciali abbonamenti a tariffe agevolate per i pendolari che quotidianamente si recano a Napoli con gli aliscafi per motivi di lavoro o di studio. Un vantaggio evidente per tanti cittadini, al quale ha fatto eco l’annuncio delle compagnie di navigazione non solo di fare dietro front e garantire anche sabato e domenica i collegamenti tra costiera e capoluogo campano, con l’unica concessione di ridurre il servizio, fino all’ultima settimana di marzo, di due corse, ma anche di istituire autobus tra Marina Piccola e Meta. Esperimento già riuscito in passato ora esteso anche a Sant’Agata sui due Golfi e a Massa Lubrense. Le navette saranno disponibili in coincidenza con tutte le corse con Napoli, pagando una lieve maggiorazione sul costo del biglietto per l’aliscafo. Il servizio sarà disponibile a breve, hanno assicurato gli armatori, dopo le opportune comunicazioni alle autorità competenti. “Siamo soddisfatti dell’incontro avuto presso gli uffici dell’assessorato regionale – commentano i sindaci Cuomo e Gargiulo – Siamo convinti che la vicenda poteva essere approfondita preventivamente senza giungere a polemiche,  magari facendo ricorso anche al contributo dell’associazione pendolari che spesso ci sollecita ad una maggiore attenzione alle loro esigenze”.