ASSOCIAZIONI INDUSTRIALI FRANCESI E ITALIANI PER IL TRASPORTO MARITTIMO

FIRMATA UNA STRATEGIA FRANCESE-ITALIANA DI RICERCA, SVILUPPO E INNOVAZIONE
Durante la fiera internazionale “Euronaval” e il giorno dopo l’annuncio della cooperazione franco-italiana nell’industria navale, le associazioni italiane e francesi della cantieristica navale, ASSONAVE e GICAN, hanno firmato una tabella di marcia comune per la costruzione, la costruzione e l’innovazione (RDI) fornitura.
Questo documento svolge il compito non affidato alle nostre due associazioni durante il vertice di Lione dello scorso  27 settembre 2017 tra il capo dello stato francese e il primo ministro d’Italia e individua le tecnologie chiave che l’industria cantieristica dovrebbe sviluppare nei prossimi 10 anni e più per rimanere un passo avanti alla competizione asiatica.
L’industria “European Maritime Technology” è attualmente leader mondiale nella costruzione di navi di fascia alta dotate di sofisticate attrezzature marittime sia per scopi civili che navali, grazie ai continui investimenti in RDI. Il settore europeo delle tecnologie marittime comprende oltre 300 cantieri navali e 22.000 fornitori di attrezzature e impiega oltre 900.000 persone qualificate, con un valore di produzione annuale di 112,5 miliardi di euro. Una parte consistente dei numeri di cui sopra sono generati in Francia e in Italia (dati Sea Europe).
La dimensione della nostra industria insieme alla necessità di garantire la difesa e la sicurezza a lungo termine del dominio marittimo, dipende dal nostro attuale vantaggio nella costruzione marittima. La costruzione navale è un settore strategico non solo per l’Italia e la Francia, ma anche per l’Europa. La nostra leadership è attualmente sotto attacco da parte dei principali paesi asiatici della costruzione navale e richiede elevati investimenti in RDI da salvaguardare nel prossimo futuro, oltre a un forte sostegno governativo a questi investimenti.
Questo è il motivo per cui le due Associazioni hanno definito 5 aree chiave, denominate “visioni”, in cui concentrare gli investimenti principali: Green Ships (soluzioni efficienti e sostenibili per le navi a impatto ambientale), Smart Ships (introduzione di tecnologie che migliorano efficacemente a bordo servizi, sicurezza e sicurezza), Navi Autonomi (un percorso verso una nave completamente autonoma), infrastrutture Smart Offshore (soluzioni che consentono lo sviluppo della Blue Economy), Smart Yards (soluzioni che migliorano la produttività, la qualità, l’efficienza e la sicurezza nel processo di produzione completo della nave) .
Per ogni “visione”, “tecnologie abilitanti” e “obiettivi tecnici” per il 2030 e per il 2050, sono stati definiti.
Questa tabella di marcia è pienamente in linea con l’agenda europea, in particolare i lavori in corso per il 9PQ e per il Fondo europeo di difesa (EDIDP per lo sviluppo e EDRP per la ricerca). In questo quadro, questa roadmap comune apre nuove duplici opportunità di cooperazione civile e militare per le aziende francesi e italiane, anche in sinergia con gli accordi paralleli tra Naval Group e FINCANTIERI.
ASSONAVE e GICAN ora proporranno la loro tabella di marcia RDI alle altre associazioni marittime europee per arrivare a un ambizioso piano europeo di RSI in grado di sviluppare l’industria europea.
Hervé Guillou, presidente di GICAN, ha dichiarato: “La firma di questa tabella di marcia tra GICAN e ASSONAVE è il risultato di diversi mesi di discussioni per le nostre associazioni cantieristiche. Inizia una collaborazione forte e duratura tra le aziende, per affrontare in modo efficiente le nuove sfide dell’industria navale, con particolare attenzione alla RSI. Prevede anche le intese europee necessarie per rafforzare la nostra industria e competere con i nostri concorrenti internazionali. Saremo felici di presentare lavori comuni nelle diverse commissioni di Sea Europe “.
Vincenzo Petrone, Presidente di ASSONAVE, ha commentato: “La definizione di questa tabella di marcia è un passo in avanti fondamentale per garantire che il ruolo guida svolto dalle rispettive industrie cantieristiche a livello globale sia adeguatamente riflesso negli organismi europei competenti. Questo è inteso a garantire che la Commissione dedichi attenzione politica e risorse finanziarie per mantenere e sviluppare ulteriormente la ricerca e gli investimenti nel nostro settore in modo da preservare la nostra leadership globale. Nonostante la dimensione del nostro settore, noi europei abbiamo ancora bisogno di consolidamento affinché i campioni europei acquisiscano l’importante dimensione necessaria per competere con i cantieri asiatici sia nel settore civile che milita

Commissione da 200 milioni di euro tra Fincantieri e Windstar Cruises.

Tre navi della società armatrice di Seattle verranno allungate e ammodernate a Palermo
Trieste, 15 novembre 2018 – Fincantieri ha firmato con l’armatore Windstar Cruises (gruppo Xanterra Travel Collection), uno dei principali operatori nel settore delle crociere di alta gamma, un contratto del valore complessivo di oltre 200 milioni di euro per un imponente piano di allungamento e di ammodernamento che vedrà coinvolte tre navi della flotta, e per il cui finanziamento è previsto l’intervento di SACE, l’agenzia italiana di credito all’esportazione.
Gli interventi interesseranno “Star Breeze”, “Star Legend” e “Star Pride” e saranno tutti interamente realizzati dalla funzione “Ship Repair & Conversion” presso lo stabilimento Fincantieri di Palermo. I lavori prenderanno avvio nella primavera del 2019 con l’inizio della costruzione del primo troncone di allungamento e si concluderanno entro novembre 2020 con la consegna della terza ed ultima unità, con una sosta media in cantiere di circa quattro mesi per ciascuna nave. Il programma, denominato “Star Plus”, prevede su ogni unità tre principali fasi d’intervento: l’allungamento di circa 26 metri; il rinnovo pressoché totale dei macchinari e delle sistemazioni di apparato motore; e infine l’ammodernamento di buona parte delle sale pubbliche e delle cabine. Quanto all’allungamento, la nuova sezione sarà inserita a centro nave e conterrà 50 suite passeggeri addizionali, che rappresentano il 47% in più dell’attuale capacità, 19 cabine addizionali per staff ed equipaggio, due nuovi ristoranti e ulteriore spazio da adibire a sun deck-pool area. Gli attuali motori principali, riduttori e diesel-generatori saranno sostituiti con nuovi motori di ultima generazione conformi allo standard IMO Tier III corredati da SCR, nuovi riduttori, nuovi alternatori e nuovo quadro elettrico principale. L’ammodernamento riguarderà molteplici aree di bordo sia interne che esterne, in particolare il ponte piscina, la SPA, che sarà anch’essa ampliata e completamente ricostruita, le “Owner Suites” e anche alcune aree comuni dell’equipaggio. Le tre navi oggetto del programma hanno attualmente una lunghezza di 134 metri, una stazza di circa 10.000 tonnellate e una capacità di 212 passeggeri. Al termine dei lavori ogni nave sarà lunga circa 160 metri, avrà una stazza di circa 13.000 tonnellate e sarà in grado di ospitare 312 passeggeri. Il Presidente di Windstar, John Delaney, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di annunciare il progetto multimilionario Star Plus, un investimento significativo per il futuro di Windstar Cruises. Questa iniziativa è la nostra soluzione fuori dall’ordinario per aggiungere nuove possibilità e importanti miglioramenti all’esperienza degli ospiti. Il programma non crea solo nuove suite e aree pubbliche, ma ci permette anche di cogliere l’occasione per rinnovare l’apparato motore delle navi con un sistema di propulsione più efficiente in termini di consumo di carburante e di impatto ambientale. Questo sarà un vero punto di svolta per Windstar e la nostra esperienza di crociera di alta gamma”. Giorgio Rizzo, Executive SVP della Divisione Services di Fincantieri, ha commentato: “Siamo estremamente lieti di aver concluso con successo questa trattativa con un cliente prestigioso come Windstar. Questi tre progetti hanno una straordinaria valenza per entrambe le società sotto molteplici punti di vista. Sotto il profilo strategico, innanzitutto, con un programma di grande impatto che consolida il ruolo di Fincantieri Services e del cantiere di Palermo come leader mondiale nel comparto delle riparazioni e trasformazioni navali. Anche dal punto di vista commerciale, siamo orgogliosi di avere un nuovo cliente che si affida a noi per il suo piano di ampliamento e ammodernamento di metà della sua flotta. Dal punto di vista tecnologico, l’esecuzione di questi tre progetti richiederà capacità ingegneristica e di project management di altissimo livello che sarà dispiegata per tre volte nell’arco di un solo anno dimostrando la competenza della nostra organizzazione”. Grazie alla notevole esperienza accumulata con interventi di grande chirurgia navale progettati ed eseguiti per conto di armatori leader quali MSC Crociere, Silversea Cruises e Gruppo Grimaldi, Fincantieri, attraverso la “Ship Repair & Conversion” della sua Divisione Services e il suo cantiere di Palermo, si sta affermando come punto di riferimento a livello mondiale per questo genere di operazioni altamente sofisticate, che hanno consolidato la leadership del Gruppo nel comparto delle trasformazioni navali ad alta specializzazione.
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Windstar Cruises, con sede a Seattle, gestisce una flotta di sei navi di piccole dimensioni e all-suite che toccano circa 300 porti e 80 Paesi, navigando in Europa, Caraibi, Messico, America centrale, Costa Rica e Canale di Panama, Asia, Alaska e British Columbia, Canada e New England, South Pacific e Tahiti. La flotta di Windstar è leader di mercato nel settore delle crociera con navi di piccole dimensioni, puntando su mete esclusive e porti fuori dai sentieri più battuti. La società trasporta da 148 a 312 passeggeri su sei navi e porta i viaggiatori in crociere che sono a 180 gradi dall’ordinario. Windstar è nota per le esperienze coinvolgenti e l’eccezionalità delle destinazioni e degli itinerari, il servizio pluripremiato e un innovativo programma di crociere a tema culinario come la Cruise Line ufficiale della James Beard Foundation. Windstar Cruises fa parte di Xanterra Travel Collection, una pluripremiata compagnia di viaggi diversificata a livello globale che offre esperienze uniche in alcuni dei luoghi più belli e iconici del mondo.

FINCANTIERI PARTECIPERÀ ALLA COSTRUZIONE DI UN PONTE DA PRIMATO IN ROMANIA

Con circa 2 km di lunghezza sarà il ponte sospeso più lungo del Paese e il terzo in Europa
Trieste, 29 novembre 2018 – Fincantieri, attraverso la sua controllata Fincantieri Infrastructure, parteciperà alla costruzione in Romania di un ponte sospeso, che una volta ultimato sarà il più lungo del Paese e il terzo con la campata centrale più lunga in Europa. All’avvio dei lavori, nel giugno 2019, sarà il ponte sospesopiù grande al mondo in via di realizzazione. Con una lunghezza complessiva di 1.975 metri e una campata centrale di 1.120 metri, questo ponte rappresenta un’opera altamente strategica per il Paese, cofinanziata dall’Unione Europea. Il valore del contratto per Fincantieri è pari a circa 70 milioni di euro, ulteriormente incrementabile qualora venissero assegnate al Gruppo altre attività ancora oggetto di negoziazione. In base all’ordine ricevuto, Fincantieri Infrastructure fornirà l’impalcato metallico del ponte alla joint venture formata da Astaldi S.p.A. e IHI Infrastructure Systems CO.LTD, assegnataria dell’appalto da parte della Compania Nationala de Administrare a Infrastructurii Rutiere (C.N.A.I.R.), che curerà la progettazione e l’installazione. I lavori dureranno circa 24 mesi. IHI Infrastructure è una controllata di IHI Corporation, gruppo quotato alla Borsa di Tokyo che nel 2017 ha registrato un fatturato pari a circa 12 miliardi di euro. Il ponte sorgerà sul Danubio a soli 8 km di distanza dalla cittadina di Braila, in Romania, dove ha sede lo stabilimento di Vard, società del Gruppo Fincantieri. Il cantiere impiegherà circa 200 risorse per la realizzazione e l’assemblaggio dei 79 blocchi di acciaio dell’impalcato, per un totale 20.000 tonnellate. Le attività di progettazione costruttiva e ingegnerizzazione saranno realizzate presso lo Stabilimento di Valeggio sul Mincio (Verona), ex sede Cordioli & C., recentemente acquisito da Fincantieri Infrastructure. L’Amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha dichiarato: “Si tratta per noi di un risultato di straordinaria valenza strategica, perché ci permettere di consolidare la nostra presenza in un mercato altamente specializzato e dalle grandi potenzialità. Grazie a questo contratto Fincantieri Infrastructure, infatti, sarà la prima società italiana a collaborare alla realizzazione di un ponte sospeso di queste dimensioni, che costituirà una referenza prestigiosa che solo in pochi al mondo possono vantare”. Bono ha concluso: “Posso anche aggiungere che con IHI Corporation, multinazionale giapponese leader mondiale nella progettazione e realizzazione di ponti sospesi, abbiamo già intavolato discussioni interessanti per valutare possibili ulteriori collaborazioni volte allo sviluppo delle nostre due società”.

Presentata oggi nello stabilimento Fincantieri la nuova nave “Nieuw Statendam

Trieste, 29 novembre 2018 – Alla presenza del Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, è stata presentata oggi nello stabilimento Fincantieri di Marghera “Nieuw Statendam”, nuova nave destinata a Holland America Line, brand del gruppo Carnival Corporation & plc, primo operatore al mondo del settore crocieristico.   Alla cerimonia erano presenti per Carnival Corporation, Micky Arison, Chairman, e Arnold Donald, President e CEO, oltre a Stein Kruse e Orlando Ashford, rispettivamente CEO di Holland America Group e President di Holland America Line, mentre per Fincantieri il Presidente Giampiero Massolo e l’Amministratore Delegato Giuseppe Bono.   La nuova unità, la sedicesima nave costruita da Fincantieri per Holland America Line è la seconda della classe “Pinnacle” dopo “Koningsdam”, consegnata nel 2016. Fincantieri costruirà anche una terza unità della serie, sempre presso lo stabilimento di Marghera e con consegna nel 2021. “Nieuw Statendam” ha una stazza lorda di circa 99.500 tonnellate, una lunghezza di quasi 300 metri e può ospitare a bordo fino a 2.660 passeggeri in oltre 1.300 cabine. Il progetto della nave è orientato all’ottimizzazione dell’efficienza energetica e al minimo impatto ambientale, rispondendo alle più stringenti e attuali normative di sicurezza. Gli interni si contraddistinguono per uno stile contemporaneo, in armonia con le caratteristiche di classica eleganza, di cui si caratterizzano tutte le navi del brand. Il design è stato curato, come per “Koningsdam”, dai designer Adam D. Tihany e dall’architetto e designer Bjorn Storbraaten, che si sono ispirati al tema della musica per la progettazione delle numerose aree pubbliche.
Dal 1990 ad oggi Fincantieri ha costruito 87 navi da crociera (di cui ben 64 dal 2002), altre 53 unità sono in costruzione o di prossima realizzazione negli stabilimenti del Gruppo.

Rolls-Royce e Finferries dimostrano il primo traghetto completamente autonomo del mondo

Rolls-Royce e Finferries, compagnia di navigazione finlandese di proprietà statale, hanno oggi dimostrato con successo il primo traghetto al mondo completamente autonomo nell’arcipelago a sud della città di Turku, in Finlandia. Il traghetto Falco utilizzava una combinazione di tecnologie Rolls-Royce Ship Intelligence per navigare con successo autonomamente durante il suo viaggio tra Parainen e Nauvo. Il viaggio di ritorno è stato condotto sotto controllo remoto. Durante la dimostrazione, il Falco, con 80 ospiti VIP invitati a bordo, ha condotto il viaggio sotto controllo completamente autonomo. La nave ha rilevato oggetti utilizzando la fusione di sensori e l’intelligenza artificiale e ha evitato la collisione. Ha anche dimostrato l’attracco automatico con un sistema di navigazione autonomo sviluppato di recente. Tutto ciò è stato ottenuto senza alcun intervento umano da parte dell’equipaggio. Il Falco è dotato di una serie di sensori avanzati che gli permettono di costruire un’immagine dettagliata dei suoi dintorni, in tempo reale e con un livello di accuratezza oltre a quello dell’occhio umano. L’immagine della consapevolezza della situazione viene creata fondendo i dati del sensore e viene inoltrata al centro operativo remoto di Finferries, a circa 50 chilometri di distanza, nel centro di Turku. Qui, un capitano controlla le operazioni autonome e può prendere il controllo della nave se necessario. Durante le prove di funzionamento autonomo nell’arcipelago di Turku, la Rolls-Royce ha finora registrato quasi 400 ore di prove in mare. Il sistema di Autodocking Rolls-Royce è tra le tecnologie che sono state testate con successo. Questa funzione consente alla nave di modificare automaticamente rotta e velocità quando ci si avvicina alla banchina ed eseguire l’attracco automatico senza l’intervento umano. Durante le prove in mare, anche la soluzione per evitare le collisioni è stata testata in varie condizioni per diverse ore di funzionamento. All’inizio di quest’anno Rolls-Royce e Finferries hanno iniziato a collaborare a un nuovo progetto di ricerca denominato SVAN (nave più sicura con navigazione autonoma), per continuare a implementare i risultati del precedente progetto di ricerca Advanced Autonome Waterborne Applications (AAWA), finanziato da Business Finland. Mikael Makinen, Rolls-Royce, Presidente – Commercial Marine, ha dichiarato: “Oggi segna un enorme passo avanti nel cammino verso la navigazione autonoma e riafferma esattamente quello che diciamo da diversi anni, che la spedizione autonoma avverrà. Il progetto SVAN è stato una collaborazione di successo tra Rolls-Royce e Finferries e un’opportunità ideale per mostrare al mondo come la tecnologia Ship Intelligence può portare grandi benefici nel funzionamento sicuro ed efficiente delle navi. “Questo è un momento molto orgoglioso per tutti noi e segna il nostro traguardo più significativo finora. La dimostrazione di oggi dimostra che la nave autonoma non è solo un concetto, ma qualcosa che trasformerà la navigazione così come la conosciamo. ” Mats Rosin, CEO di Finferries, ha aggiunto: “Siamo molto orgogliosi che la storia marittima sia stata ancora una volta tracciata sulla rotta Parainen-Nauvo. Prima con la nostra nave ibrida di fama mondiale Elektra e ora Falco come il primo traghetto autonomo al mondo. In qualità di moderni armatori, il nostro principale obiettivo in questa cooperazione è stato quello di aumentare la sicurezza nel traffico marittimo in quanto ciò è vantaggioso sia per l’ambiente che per i nostri passeggeri. Ma siamo altrettanto entusiasti di come questa dimostrazione apra le porte alle nuove possibilità di trasporto e sicurezza autonomi “. Il Falco è un traghetto per auto a doppio attacco di 53,8 metri, entrato in servizio con Finferries nel 1993. È equipaggiato con due propulsori azimutali della Rolls-Royce.

Perini Navi: arriva a La Spezia lo scafo del MY 56 metri della linea Voyager

Viareggio, 18 dicembre 2018- E’ arrivato a La Spezia, direttamente dal cantiere Yildiz Perini Navi di Istanbul, lo scafo del motoryacht 56 metri della linea Perini Navi Voyager, progettata dal cantiere in collaborazione con l’architetto navale Philippe Briand.
Con scafo in acciaio e sovrastruttura in alluminio, il nuovo 56m Voyager è stato ideato per chi desidera navigare all’insegna del comfort, della sicurezza e dell’efficienza. Il nome Voyager esprime proprio l’equilibrio perfetto tra efficienza e volumi e rende questo yacht ideale per lunghe crociere intorno al globo, in famiglia e con gli amici.
Il layout particolarmente innovativo offre sei cabine ospiti, divise tra il main e il lower deck, e una suite rivolta verso prua nell’upper deck riservato all’armatore. Questo terzo ponte permette di aumentare i volumi interni fino a 824 GT. La crew area può ospitare fino a 9 membri dell’equipaggio.
Il nuovo 56m Voyager consolida il valore del design, dell’engineering e dell’elevato standard qualitativo della serie dei grandi yacht a motore della flotta Perini Navi di cui fanno parte M/Y Exuma 50m, M/Y Galileo G 55m ed il pluripremiato M/Y Nautilus 73m, precedentemente denominato Grace E.
“L’emozione di vedere una nuova imbarcazione che prende forma è sempre grande. Le linee di questo 56m Voyager progettato in collaborazione con Philippe Briand – ha commentato Lamberto Tacoli, Presidente e Amministratore Delegato di Perini Navi – sono il risultato di un impegno costante che ci ha permesso di conservare l’inconfondibile stile Perini Navi e, allo stesso tempo, di ottenere un’imbarcazione moderna, efficiente e dai volumi più generosi”.
Ai lavori appena conclusi di costruzione dello scafo, realizzati in Turchia, seguiranno i lavori di allestimento nel cantiere Perini Navi di La Spezia, fino al varo del motoryacht e alla relativa consegna, prevista entro fine del 2020

CONTRATTO ROLLS-ROYCE – CANTIERE NAVALE VITTORIA PER LA PROPULSIONE DEL NUOVO PATTUGLIATORE PER MALTA

Rolls-Royce e Cantiere Navale Vittoria hanno firmato un contratto per la fornitura di un sistema integrato per la propulsione di un nuovo pattugliatore di altura per le Forze Armate di Malta (AFM). La barca di 74,8mt e 1.800 tonnellate di dislocamento sarà equipaggiata con un’ampia gamma di prodotti e sistemi Rolls-Royce, compresa una coppia di eliche e timoni RollsRoyce PROMAS che integrano l’elica e il timone in un unico sistema. Rolls-Royce fornirà anche le timonerie SC722 FCP, un’elica di manovra prodiera TT1300, un’elica di manovra poppiera TT100, le pinne stabilizzatrici e il sistema di controllo remoto CanMan Touch con schermi a sfioramento che include il Joystick per il controllo di tutte le unità. Rolls-Royce integrerà le varie modalità operative del sistema ibrido di propulsione elettrica e diesel tramite una presa di forza (PTI) per velocità di pattugliamento inferiori fino a 12 nodi. Questo assicurerà costi operativi più bassi per tutta la vita operativa. “Questo è un ordine significativo da parte di un cliente di lunga data di Rolls-Royce”, ha detto Lars Johansson, Rolls-Royce Area Sales Manager per Kamewa Naval Propellers. “Avendo fatto molte forniture a Cantiere Navale Vittoria per i pattugliatori e le barche per il controllo costiero da 40 metri per cui è famoso, è un grande piacere assisterli per soddisfare la domanda del mercato per navi più grandi. Vittoria intende essere un attore significativo in questo segmento di mercato”. “È anche un grande piacere poter rafforzare la nostra collaborazione con le forze armate di Malta, dopo averli assistiti nel corso degli anni nella manutenzione degli idrogetti Kamewa, che fanno parte del sistema di propulsione di due imbarcazioni per ricerca e soccorso”, ha aggiunto Johansson. “Abbiamo selezionato il sistema integrato Rolls-Royce in seguito a una gara internazionale”, ha detto Luigi Chinappi, direttore vendite Cantiere Navale Vittoria. “Poiché la P71 è stata progettata per consentire operazioni efficienti e durature per molti anni a venire, le attrezzature Rolls-Royce intendono offrire una maggiore capacità di manovrabilità alla nave. I sistemi di propulsione forniti dalla compagnia assicureranno funzionalità di posizionamento avanzate, consentendo manovre a distanza ravvicinata”. La nave è destinata a svolgere operazioni di controllo di frontiera nonché di ricerca e salvataggio, il rifornimento in mare e le operazioni con elicotteri. Un vantaggio importante per compiere queste operazioni è la presenza del Joystick portatile Rolls-Royce CanMan Touch, che gli ufficiali di navigazione possono utilizzare per manovrare la nave in remoto dalle alette di plancia, in aggiunta ai controlli di propulsione convenzionali/indipendenti. È adatto per un’ampia gamma di navi per il controllo dei motori, dei timoni, delle eliche di propulsione e di manovra attraverso un algoritmo che combina l’utilizzo di tutti gli equipaggiamenti in un’unica leva. Quando verrà consegnato, nel 2020, P71 (N. di carena C.0890) sarà il più grande pattugliatore mai uscito dal cantiere Vittoria e sarà la nave ammiraglia delle AFM, affiancandosi al pattugliatore OPV P61 della classe Saettia, soddisfacendo il requisito delle AFM per una nave con maggiore autonomia e capacità di tenuta al mare e di manovra in mare e minori costi in termini di ciclo di vita, consumo di carburante e manutenzione.

ISOTTA FRASCHINI MOTORI: “QUALIFICA 1000 ORE” PER I MOTORI DIESEL DEI PPA

La controllata di Fincantieri ha presentato il nuovo gruppo elettrogeno 16V170C2ME
Trieste, 11 giugno 2019 – Isotta Fraschini Motori (IFM), società del gruppo Fincantieri, ha celebrato oggi presso il suo stabilimento di Bari, la “Qualifica 1000 ore” del generatore diesel 16V170C2ME dei Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA) per la Marina Italiana, un prodotto innovativo per applicazioni navali.
Il Presidente di IFM Sergio Razeto ha accolto i partecipanti in una location particolare, la sala prove e collaudo. Hanno preso parte all’evento, tra gli altri, il Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, il Direttore della Direzione degli Armamenti Navali (Navarm), Ammiraglio Ispettore Capo Matteo Bisceglia, l’Assessore regionale con delega allo sviluppo economico, competitività, ricerca industriale e innovazione, Cosimo Borraccino, e  il Direttore generale di Fincantieri, Alberto Maestrini.
La giornata di oggi rappresenta una tappa fondamentale nel processo di validazione dei Diesel Generator Systems (DGS), che comprende oltre 3.700 ore totali di esercizio dei sistemi, oltre 1.000 delle quali dedicate alla fase finale che precede l’accettazione da parte del cliente.
La collaborazione con la Marina Militare ha permesso di creare un prodotto su misura, partendo dalla progettazione fino alla gestione del ciclo di vita.
Isotta Fraschini Motori, nata nel 1900 come officina di automobili, è un’azienda che progetta e produce motori diesel e le loro applicazioni in campo marino, ferroviario ed industriale. Più di un secolo di storia durante il quale la società è stata capace di trasformare e rinnovare i propri prodotti, alcuni dei quali unici nel panorama mondiale, come la linea di propulsori a bassissima segnatura magnetica, ad elevato contenuto ingegneristico, riconosciuto e apprezzato da prestigiosi clienti nel panorama globale.
Oggi IFM fa parte del Gruppo Fincantieri, beneficiando così da una parte di investimenti in essere e pianificati per il futuro che l’hanno resa una società moderna e al passo con i tempi, e dall’altra, sotto il profilo tecnico, di importanti sinergie con altre società del Gruppo, come Cetena in relazione alla ricerca e innovazione, e Seastema in merito all’integrazione dei sistemi, con grande vantaggio per i propri clienti. Oltre alla Marina Italiana, IFM annovera tra i propri clienti da oltre 35 anni la US Navy, per la quale partecipa al programma LCS, uno dei principali al mondo, e diverse altre marine europee, senza tralasciare impegni ed applicazioni più recenti in Corea, Australia, Singapore e India.
Nel 2015 Fincantieri ha ricevuto l’ordine per 7 PPA, nell’ambito del piano di rinnovamento della flotta della Marina Militare. Il primo pattugliatore, la cui consegna è prevista per il 2021, verrà varato questo mese presso il cantiere di Muggiano (La Spezia) di Fincantieri. Le consegne dei successivi pattugliatori sono previste nel 2022, 2023, 2024 con due unità, 2025 e 2026.

VARATO A MUGGIANO IL PATTUGLIATORE POLIVALENTE D’ALTURA “THAON DI REVEL”

Trieste, 15 giugno 2019 – Alla presenza del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, si è svolta oggi presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia) la cerimonia di varo del primo Pattugliatore Polivalente d’Altura (PPA), “Paolo Thaon Di Revel”.
La Madrina della nave è stata Irene Imperiali, nipote dell’ammiraglio Paolo Thaon di Revel.  All’evento hanno partecipato, tra gli altri il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di squadra Valter Girardelli, mentre per Fincantieri il Presidente, Giampiero Massolo, e l’Amministratore delegato Giuseppe Bono. Questo PPA, primo di sette unità, sarà consegnato nel 2021 e rientra nel piano di rinnovamento delle linee operative delle unità navali della Marina Militare deciso dal Governo e dal Parlamento e avviato nel maggio 2015 (“Legge Navale”).

Caratteristiche tecniche dell’unità:  PPA – Pattugliatori Polivalenti d’Altura
Il pattugliatore polivalente d’altura rappresenta una tipologia di nave altamente flessibile con capacità di assolvere a molteplici compiti che vanno dal pattugliamento con capacità di soccorso in mare, alle operazioni di Protezione Civile, nonché, nella sua versione più equipaggiata, da nave combattente di prima linea. Sono infatti previste differenti configurazioni di sistema di combattimento: a partire da una “leggera”, relativa al compito di pattugliamento, integrata di capacità di autodifesa, fino ad  una “completa”, equipaggiata con il massimo della capacità di difesa. Inoltre l’unità è in grado di impiegare imbarcazioni veloci tipo RHIB (Rigid Hull Inflatable Boat) sino a una lunghezza di oltre 11 metri tramite gru laterali o una rampa di alaggio situata all’estrema poppa.
132,5 metri di lunghezza Velocità oltre 31 nodi in funzione della configurazione e dell’assetto operativo 171 persone di equipaggio Dotata di impianto combinato diesel e turbina  a gas (CODAG) e di un sistema di propulsione elettrica Capacità di fornire acqua potabile a terra Capacità di fornire corrente elettrica a terra per una potenza di 2000 kw 2 zone modulari a poppa e centro nave che permettono l’imbarco di svariate tipologie di moduli operativi/logistici/abitativi/sanitari containerizzati (in particolare la zona di poppa può ricevere e movimentare in area coperta fino a 5 moduli in container ISO 20” mentre la zona centrale fino 8 container ISO 20”) I PPA saranno costruiti presso il Cantiere Integrato di Riva Trigoso e Muggiano con consegna prevista per la prima unità della classe nel 2021, mentre i successivi saranno consegnati nel 2022, 2023, 2024 con due unità, nel 2025 e nel 2026.
PAOLO THAON DI REVEL
“L’ammiraglio Paolo Thaon di Revel, allo stato civile Paolo Camillo Margherita Giuseppe Maria, nacque a Torino il 10 giugno 1859. Nel 1873 entrò alla Scuola di Marina di Napoli per poi passare a quella di Genova dove, nel 1877, conseguì la nomina a guardiamarina. In qualità di ufficiale subalterno, venne imbarcato sull’ariete corazzato Affondatore e sulla pirofregata corazzata Principe Amedeo, poi sulla corvetta a elica Garibaldi e sulla fregata corazzata Venezia e quindi destinato a svolgere l’incarico di Ufficiale d’Ordinanza del principe Eugenio di Savoia Villafranca, incarico durante il quale fu promosso Tenente di Vascello (1886). Seguirono diversi imbarchi, arrivando al grado di Capitano di Corvetta nel 1895. Nel 1904 fu promosso Capitano di Vascello, diventando il comandate della Scuola Macchinisti di Venezia e dell’Accademia Navale di Livorno, incarichi nei quali svolse un ruolo di primo piano nella formazione e nell’istruzione del personale della Marina a tutti i livelli. Dal novembre del 1907 al novembre del 1909 ottenne il comando della corazzata Vittorio Emanuele; nel dicembre del 1908, in occasione del terremoto calabro- siculo, l’equipaggio del Vittorio Emanuele, partecipò attivamente alle operazioni di soccorso, segnalandosi per la particolare attività nella ricostruzione di Villa San Giovanni e Cannitello, spazzate via dal maremoto; per questa operazione meritò la Medaglia d’Oro di Benemerenza. Promosso nel 1910 Contrammiraglio, nel febbraio del 1911 fu nominato Aiutante di Campo Generale del re Vittorio Emanuele III, carica che mantenne fino alla fine di settembre per essere poi destinato al comando della 2ª Divisione Navale. Con la Divisione prese parte alla guerra nelle acque libiche: con gli incrociatori corazzati Giuseppe Garibaldi e Francesco Ferruccio affondò nel porto di Beirut delle navi da guerra turche, prese parte al bombardamento di Tripoli e dei forti esterni dei Dardanelli, azioni per le quali meritò la Commenda dell’Ordine Militare di Savoia. Dopo la cessazione delle ostilità con la Turchia, ebbe la nomina a Ispettore delle Siluranti, che tenne fino al 1913, quando, dopo quarant’anni di carriera (3 anni di anzianità da contrammiraglio e all’età di soli 54 anni) raggiunse il vertice della gerarchia navale, con la promozione a Viceammiraglio e la nomina a Capo di Stato Maggiore della Marina; in tale incarico diede un forte impulso all’ammodernamento e al potenziamento della Forza Armata, accrescendo la preparazione alla guerra, ponendo grande impegno nello sviluppo ed efficienza della giovane arma subacquea e migliorando le difese e gli ancoraggi della costa adriatica, in particolare di Brindisi e di Venezia. Inoltre, gettò le fondamenta e seguì sempre da vicino lo sviluppo dell’Aviazione Navale e dei mezzi insidiosi, per un più efficace rendimento bellico nel ristretto bacino dell’Adriatico. Nell’ottobre del 1915 si dimise dall’incarico, venendo nominato Comandante in Capo del Dipartimento Militare Marittimo e della Piazza Marittima di Venezia. In tale carica affrontò da subito la difesa contro le possibili offese nemiche (aeree, marittime e nel caso anche terrestri), mettendo a punto mezzi più idonei alla strategia che più si confaceva alla lotta nel bacino adriatico: mezzi leggeri e insidiosi, siluranti, M.A.S., e mezzi. Il 9 febbraio del 1917 riassunse l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Marina e di Comandante in Capo delle Forze Navali Mobilitate. Fu tenace assertore dei diritti dell’Italia in Adriatico e irriducibile rivendicatore del comando italiano in questo mare, sventando con risolutezza i tentativi di un eventuale comando alleato e fu nominato senatore nel 1917 ed ammiraglio il 6 novembre 1918, tra i vari riconoscimenti conferitegli, vi sono due Croci di Guerra al Valore Militare e la Gran Croce dell’Odine Militare di Savoia. Nell’ottobre del 1922 fu nominato ministro della Marina, rimanendo in carica fino al maggio del 1925; il 25 luglio 1943 fu nominato presidente del Senato e, dal gennaio del 1944 sino a giugno del 1945, fu costretto a rifugiarsi in luogo sicuro fuori Roma per salvaguardare la propria libertà d’azione dalle forze germaniche occupanti e dalle autorità della R.S.I. Morì a Roma il 24 marzo 1948.”

Bosch Italia realizza un volume d’affari di circa 2,5 miliardi di euro

Inaugurata nuova sede Bosch freud S.p.A. Invention Lab – Laboratorio di idee innovative grazie alla tecnologia e al talento dei collaboratori Progetti di formazione e orientamento per i giovani: NEET e ITSXBosch A partire dal 2020 tutte le 400 sedi Bosch nei diversi Paesi del mondo saranno a impatto zero Milano, giugno 2019 – Bosch, azienda leader di tecnologie e servizi, nel 2018 ha conseguito in Italia un volume d’affari di circa 2,5 miliardi di euro. Questo risultato si discosta leggermente da quello registrato l’anno precedente, determinato da un contesto congiunturale non favorevole, in particolare, per quanto riguarda il settore automotive. Il fatturato raggiunto si compone di effetti diversi tra le aree di business e quello trainante è stato decisamente il settore Industrial Technology. “Come da previsioni il 2018 è stato contraddistinto da una complessa situazione economia e geopolitica, ma Bosch Italia è riuscita ad affrontare e gestire il periodo” – ha dichiarato Gerhard Dambach, Amministratore Delegato del Gruppo Bosch in Italia. “Per il 2019 la situazione contingente è ricca di sfide, ma siamo convinti che la diversificazione della nostra azienda possa offrire numerose opportunità di business per affrontare tale contesto attraverso la competenza tecnologica” – ha evidenziato Dambach. Un esempio è l’innovativo servizio di Car Pooling SPLT. Si tratta di un servizio pensato per aziende, università e amministrazioni locali che, attraverso un’App, consente ai pendolari di condividere il tragitto per il lavoro, di ridurre le emissioni e anche di risparmiare, ripartendo i costi di spostamento. Oppure Call4U, la prima social eCall di Bosch Italia. Questo sistema di soccorso digitale retrofit rileva automaticamente gli incidenti in auto e allerta, tramite SMS e/o email, le persone care (come genitori, figli, coniugi, amici) indicando la posizione GPS del veicolo. In questo modo, chi riceve la segnalazione può contattare l’utente in auto per verificare la sua incolumità e attivare i soccorsi in caso di necessità. Per il Gruppo Bosch l’Italia è da sempre un mercato importante dove, con un organico di circa 6.000 collaboratori, la multinazionale tedesca è attiva con 19 società e 4 centri di ricerca.
Andamento dei quattro settori di business in Italia
Nel 2018 il fatturato del settore Mobility Solutions ha registrato un calo rispetto all’anno precedente, dovuto alla riduzione delle nuove immatricolazioni auto, soprattutto per quanto riguarda il nostro Paese. Nonostante ciò, le divisioni Automotive Electronics e Bosch Engineering sono riuscite a compensare la flessione del mercato grazie ai nuovi clienti come Dallara, con il lancio della nuova sports car Dallara Stradale. Bene la divisione Automotive Aftermarket che ha registrato un incremento nelle vendite e il rafforzamento della strategia a sostegno dei programmi per le officine Bosch Car Service e AutoCrew e dei ricambisti partner sviluppata insieme ai concessionari Bosch sul territorio. Per il settore di business Industrial Technology il 2018 è stato nuovamente un anno positivo. Bosch Rexroth,fornitrice di applicazioni e sistemi per l’industria, ha registrato un forte incremento trainato dalla crescita del comparto sia della componentistica idraulica mobile sia dell’idraulica industriale. Anche il settore di business Consumer Goods è cresciuto nel 2018. La divisione Elettrodomestici BSH ha registrato un aumento delle vendite grazie all’espansione del segmento delle asciugatrici e alla performance ottenuta nel settore dell’incasso. Per la divisione Elettroutensili l’esercizio si è concluso con una buona crescita generale e in particolare nell’ambito professionale, grazie a nuovi prodotti a batteria ProCore18V.
Nel 2018 il settore Energy and Building Technology ha registrato complessivamente una flessione. La divisione Building Technologies, che opera nei sistemi di sicurezza e propone prodotti e servizi integrati per l’efficienza energetica (dalla progettazione alla realizzazione e gestione chiavi in mano) ha subito un rallentamento nel mercato di riferimento. Mentre la divisione Termotecnica ha chiuso anche il 2018 con un risultato in crescita, rispetto al già molto positivo 2017, migliorando il risultato economico consolidato e confermando la propria posizione relativa all’interno del mercato italiano del riscaldamento che continua a registrare una crescente domanda di prodotti tecnologicamente più evoluti. Da segnalare un progetto innovativo tutto italiano, sviluppato nel 2018 dalla consociata Security Systems. Si tratta di Man over Board, un sistema integrato di rilevazione, allerta e monitoraggio basato su videocamere e pensato per le navi da crociera nelle situazioni di ‘uomo in mare’. La caduta in mare dei passeggeri è un problema molto sensibile e meno raro di quanto si possa credere. Bosch Italia ha sperimentato una soluzione che da una prima fase pilota è passata alla validazione finale per essere prossimamente introdotta sul mercato.
Nuova sede freud S.p.A.
Nel 2018 è stato inaugurato il nuovo quartiere generale di freud S.p.A., società del Gruppo Bosch, situata in Friuli, coinvolgendo circa 600 collaboratori.
L’azienda negli ultimi anni ha registrato un’importante crescita e forti esportazioni soprattutto in Nord America e in Cina. La società opera nello sviluppo, produzione e vendita di utensili quali lame circolari, punte e frese di elevata qualità destinate all’uso professionale per l’industria e il commercio, teste portacoltelli e componenti in metallo duro per la lavorazione di diversi materiali, principalmente legno e derivati, alluminio, ma anche materiali plastici e ferrosi. Il nuovo sito sorge nella zona industriale di Udine su un lotto di 30.000 metri quadri ed è destinato a ospitare uffici, un magazzino e una parte delle attività produttive. La nuova sede di freud S.p.A. è anche modello e prova concreta dell’impegno nei confronti dell’ambiente. È stato installato un impianto fotovoltaico per aumentare l’efficienza energetica e la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. Ad oggi i pannelli fotovoltaici occupano una superficie totale di quasi 600 metri quadri con una produzione “green” di energia pari al consumo di circa 30 appartamenti di media grandezza.
Invention LAB
All’interno della sede Bosch di Milano, seguendo la filosofia inspiring working conditions, parte integrante della cultura aziendale e del processo di trasformazione che comporta un nuovo modo di lavorare, più flessibile, autonomo e moderno, è stato inaugurato l’Invention Lab. Si tratta di una piccola officina tecnologica messa a disposizione di tutti i collaboratori per provare a realizzare in maniera prototipale un progetto, per esempio un’App per un nuovo servizio, oppure il modello di un nuovo packaging di prodotto. L’Invention Lab al suo interno ha tutti gli strumenti (stampanti 3D, elettroutensili, hardware e software) per dare forma alle idee con l’obiettivo di incoraggiare il processo innovativo grazie alla tecnologia e al talento dei collaboratori.
Progetti di formazione e orientamento per i giovani: NEET e ITSxBosch
In questi ultimi anni Bosch, con una lunga tradizione di formazione, ha intensificato le attività di formazione per l’orientamento ai percorsi professionali, lo sviluppo delle competenze e l’apprendimento dei giovani. Nel 2018 Bosch Italia ha lanciato il progetto sperimentale #NEETandiamoavincere, con l’obiettivo di aiutare i NEET (Not Engaged in Education, Employment or Training), ragazzi tra i 15 e 29 anni che non si formano e non lavorano, ad inserirsi nel mondo del lavoro, coinvolgendoli in esperienze aziendali e attività formative in aula mirate a orientarli al futuro professionale. Sempre nel 2018 ITSxBosch ha ricevuto il Premio di Eccellenza Duale 2018, per il miglior progetto in formazione duale, dalla Camera di Commercio Italo-Germanica. Il progetto coinvolge gli allievi dell’Istituto Cuccovillo di Bari e si basa su una formazione duale: in aula, presso l’Officina/Laboratorio a loro dedicata all’interno dello stabilimento Bosch Bari, e in azienda, con periodi di stage presso la multinazionale tedesca in Italia e in Germania. ITSxBosch ha ottenuto, per primo in Italia, la certificazione di qualità “DUAL.System” della AHK Italien, grazie all’aderenza agli standard qualitativi del modello tedesco e all’ambizioso obiettivo di formare i “supertecnici” di domani, tramite un percorso incentrato sull’agire pratico e volto a colmare la mancanza di competenze richieste dal mercato del lavoro nell’era dell’Industria 4.0. Le competenze acquisite durante il periodo di apprendimento rappresentano un vantaggio competitivo per gli studenti che avranno la possibilità di proporsi con successo anche nel mercato Europeo.
Gruppo Bosch: previsioni per il 2019 – Azioni per il clima e la qualità dell’aria
Per l’anno in corso, Bosch prevede un andamento contenuto dello sviluppo economico. Nonostante il contesto difficile nei settori e nelle regioni importanti per Bosch, l’azienda prevede un leggero aumento del fatturato nel 2019. Indipendentemente dalle previsioni a breve termine, il Gruppo sta intensificando gli sforzi per contrastare il cambiamento climatico e migliorare la qualità dell’aria. “Il cambiamento climatico non è fantascienza, sta realmente accadendo. Se vogliamo veramente adempiere all’Accordo di Parigi, l’azione per il clima non deve essere vista solo come un impegno per il lungo termine, ma va intrapresa qui e ora” ha dichiarato Volkmar Denner, presidente del Board of Management di Bosch. “Ci impegniamo per ottenere una buona qualità dell’aria nelle città. In qualità di leader nel campo dell’innovazione, desideriamo fornire soluzioni tecnologiche ai problemi ecologici”.
Ecco perché Bosch da un lato sta intensificando i suoi sforzi, che hanno già ottenuto risultati positivi, per ridurre le emissioni di CO2. “Saremo la prima grande azienda industriale a raggiungere l’obiettivo ambizioso della ‘carbon-neutrality’ entro poco più di un anno” ha annunciato Volkmar Denner. “Tutte le 400 sedi Bosch, nei diversi Paesi del mondo, saranno a impatto zero a partire dal 2020″. Dall’altro lato, Bosch sta perseguendo anche un obiettivo ambizioso per quanto riguarda la qualità dell’aria “Vogliamo limitare il più possibile l’inquinamento atmosferico dovuto ai trasporti. Per riuscirci, non ci concentreremo solo sui motori” ha dichiarato Denner. Per questo obiettivo l’azienda basa le sue attività su tre pilastri: lo sviluppo di tecnologie per sistemi powertrain a basse emissioni, la collaborazione con i governi locali su progetti volti a facilitare il flusso del traffico e il miglioramento del sistema di gestione della mobilità aziendale nelle proprie sedi.

COMAU RAFFORZA LA SUA POSIZIONE NEL CAMPO DELL’E- MOBILITY ATTRAVERSO UN PROGETTO INNOVATIVO CON LECLANCHÉ

Comau e Leclanché sviluppano una delle prime linee automatizzate al mondo per la produzione industriale di soluzioni per l’accumulo energetico nel settore dei trasporti 
Torino (Italia) e Yverdon-les Bains (Svizzera), 20 giugno 2019 Comau, leader mondiale nella fornitura di prodotti e soluzioni avanzate di automazione industriale, ha ricevuto l’incarico di costruire una delle prime linee di produzione automatizzate al mondo per moduli di batterie agli ioni di litio per applicazioni marine da Leclanché, uno dei principali fornitori mondiali di soluzioni per l’accumulo di energia. La soluzione completa scelta da Leclanché è in grado di automatizzare l’intero processo di produzione delle batterie, dall’impilaggio e saldatura delle celle polimeriche fino all’assemblaggio finale di 32 diverse configurazioni di prodotto. Nella fase di definizione degli obiettivi e delle specifiche di progetto durante il processo di Simultaneous Engineering, il team di progettazione congiunto è stato in grado di verificare il processo produttivo e proporre modifiche all’esecuzione del modulo batteria, per aumentare ulteriormente l’efficienza della soluzione di produzione proposta. L’utilizzo della tecnologia laser LHYTE di Comau consentirà inoltre a Leclanché di migliorare il processo di saldatura, garantendo una maggiore produttività e flessibilità dei modelli. Il progetto, sviluppato utilizzando il Simultaneous Engineering, prevede l’impiego di diversi robot antropomorfi Comau e dell’innovativa soluzione laser ibrida dell’azienda, LHYTE, che combina un laser a diodo diretto e una sorgente laser in fibra all’interno dello stesso sistema modulare. La linea comprende anche in.Grid, la piattaforma interattiva IoT e MES (Manufacturing Execution System) di Comau, che consente la gestione dei dati e il monitoraggio completo della produzione, dei processi e della manutenzione, con la possibilità di includere funzionalità di assistenza da remoto. Il trasporto di massa e quello industriale si stanno progressivamente avvicinando ai mezzi a propulsione elettrica parallelamente all’applicazione di specifiche normative da parte delle autorità pubbliche. Il trasporto marittimo produce il 13% delle emissioni di gas serra che, secondo le previsioni attuali, dovrebbero aumentare almeno del 50% entro il 2050, in uno scenario business as usual. La collaborazione tra Comau e Leclanché promuoverà la produzione su scala industriale di sistemi di accumulo dell’energia che contribuiranno ad accelerare la transizione del trasporto marittimo verso soluzioni energetiche più sostenibili. 
Mauro Fenzi, CEO di Comau, ha sottolineato: “Siamo orgogliosi di essere stati scelti da una delle aziende leader in un settore in forte espansione come quello delle batterie e di prendere parte alla sua crescita strategica. L’acquisizione di quest’ordine conferma che l’esclusivo connubio tra competenze di processo, digitali e di robotica che caratterizzano Comau ben si presta a favorire il successo dei nostri clienti sul mercato dell’E-Mobility”.
Anil Srivastava, CEO di Leclanché ha dichiarato: “Leclanché ha fatto un investimento preliminare nello sviluppo di un sistema di batterie certificato DNV GL* per applicazioni marine ed è il primo fornitore di batterie a rispettare pienamente le severe normative del 2015. La collaborazione con Comau ci consentirà di produrre le nostre avanzate soluzioni di accumulo energetico per il trasporto elettrico ed applicazioni “e-marine” su scala industriale, assicurando a Leclanché la posizione di fornitore di riferimento di soluzioni di accumulo energetico per il mercato ampio e in rapida crescita del trasporto di massa elettrico ed ibrido”.
 
 

CCN: procede la costruzione del superyacht da 40m per un armatore europeo

Avenza, Luglio 2019 – Tempistiche di costruzione perfettamente rispettate per il MY Panam da 40m, quinto motoryacht Fuoriserie di CCN, commissionato lo scorso settembre da un armatore europeo.
Il superyacht di circa 340 Gros Tons – firmato Francesco Paszkowski Design sia per gli esterni sia per interni, questi ultimi realizzati in collaborazione con l’Architetto Margherita Casprini – è stato trasferito a inizio mese all’interno del capannone di allestimento: scafo e sovrastruttura di alluminio sono stati completati, come è stata ultimata la partizione strutturale interna dei ponti dello yacht; mentre sono iniziate le lavorazioni inerenti la stesura degli impianti idraulici ed elettrici, la coibentazione, l’isolamento acustico e le lavorazioni di compartimentazione dei locali ospiti ed equipaggio del lower deck.
Filante e aggressiva, l’imbarcazione si caratterizza per la sua spiccata attitudine alla performance garantita dallo scafo in lega di alluminio e da 3 motori MTU 16V2000 M96L, imbarcati il mese scorso, che spingeranno lo yacht a una velocità massima di 31kn.
Procede anche la lavorazione per la realizzazione dei 4 portelloni a scafo, uno del garage semi allagabile, che ospiterà un tender di 17’, e della beach area aperta su 3 lati completa di ampia scaletta da bagno automatica per un comodo ingresso in mare. Infine sono state già completate tutte le lavorazioni di carpenteria relative a bow thruster e pinne stabilizzatrici.
La verticalizzazione della prua imposta una linea sinuosa sullo scafo conferendo allo yacht un carattere moderno e dinamico, di grande potenza, esaltato anche dalle ampie finestrature con tagli irregolari che garantiscono grande luminosità ai saloni interni. Il layout prevede sul ponte principale un ampio salone separato dall’area pranzo grazie ad una parete “verde”. A prua la cabina dell’armatore a tutta larghezza include cabina armadio e bagno con hammam. Due ampie finestrature elettriche si aprono ai lati garantendo una visuale panoramica sul mare.
Quattro cabine ospiti occupano il ponte inferiore sul quale è ubicata anche la galley professionale. A prua di questo stesso ponte l’area crew include la cabina del comandante, 2 cabine doppie, lavanderia e crew mess.
Il fly bridge di 65mq è occupato, a poppa, da una grande piscina ad acqua di mare custom made con nuoto contro corrente mentre a prua trova posto la zona prendisole. La consegna dell’imbarcazione è prevista per la stagione estiva 2020.
Breve nota del Cantiere CCN – CCN dal 2011 proprietà della Famiglia Gavio insieme ai marchi Baglietto e Bertram, è specializzato nella costruzione di yacht altamente performanti in lega leggera, acciaio e alluminio e materiali composite nel range tra I 24 e I 50 metri. Alla linea tradizionale “Flyingsport”, in vetroresina, si affiancano i progetti della collezione “Firma”, imbarcazioni nate dalla collaborazione di CCN con importanti nome del design e dell’architettura navale. Tra gli ultimi progetti di questa collezione troviamo i “piccoli megayacht” in acciaio e alluminio di 30 e 35 metri, disegnati da Tommaso Spadolini, ed il DOM123 di Stefano Vafiadis, attualmente in costruzione presso il cantiere. Con la collezione “Fuoriserie” si amplia l’offerta del cantiere carrarino che si presenta sul mercato così con un range completo di prodotti diversificati e fully custom in materiali diversi, evidenziando la sempre maggior propensione del cantiere di Carrara ad un servizio su misura disegnato sulle specifiche richieste del cliente