Caremar, dopo la vendita una nuova regolamentazione regionale

caremar

È quanto chiede l’Antitrust: pericolo di “restrizione dell’offerta”

La privatizzazione di Caremar non comporta un’operazione di concentrazione rilevante del mercato tale da ostacolare la definitiva chiusura del procedimento. È quanto deliberato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in merito ad una richiesta inviata dalla Regione Campania in seguito all’aggiudicazione dell’ex compagnia pubblica alla RTI costituita tra Snav e Rifim. “Le operazioni di concentrazione – ricorda l’Antitrust – devono essere preventivamente comunicate qualora il fatturato totale realizzato a livello nazionale dall’insieme delle imprese interessate sia superiore a 482 milioni di euro e, cumulativamente, qualora il fatturato totale realizzato a livello nazionale dall’impresa di cui è prevista l’acquisizione sia superiore a 48 milioni di euro”. Caso che non si applica alla Caremar il cui bilancio 2013 ammonta a circa 42 milioni. Ciononostante, sottolinea l’autorità guidata da Giovanni Petruzzella, l’operazione “appare destinata a produrre sugli attuali e futuri assetti dei servizi di cabotaggio marittimo nei Golfi di Napoli e Salerno”. Il riferimento è alla condizione di “concorrenti” delle società acquirenti  (nel Golfo di Napoli Snav opera direttamente mentre RIFIM per mezzo della controllata Medmar Navi S.p.A.) e all’oggetto della gara che, includendo “tanto le quote della società Caremar quanto il contratto di servizio per lo svolgimento degli OSP (Oneri di Servizio Pubblico, ndr) già offerti dalla stessa società” potrebbe portare ad una contrazione dell’offerta. È il caso, ad esempio, che potrebbe verificarsi sulla tratta Pozzuoli-Ischia, in cui sono attivi unicamente Caremar e Medmar, o Napoli-Capri, in cui opera la società NLG, sottoposta al controllo del Gruppo Aponte. Da qui l’esigenza da parte della Regione Campania “di una definizione precisa dei servizi da sottoporre ad OSP, mantenendo distinta la continuità territoriale da altri obiettivi di politica regionale, e la necessità di ricorrere all’affidamento dei servizi tramite gara”. Fatta la privatizzazione, sottolinea l’Autorità, diventa così “improrogabile” un’incisiva azione regolamentare che tenga conto della nuova situazione del mercato nelle rotte del Golfo.