Bari, attivata la nuova linea della MED Cross Lines

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Collegamenti con Turchia, Egitto e Libia

Il 70% della produzione pugliese è destinato all’export e si imbarca verso i porti di destinazione prevalentemente via Genova, La Spezia e Venezia, raggiunti via gomma. La necessità di accorciare le distanze verso i mercati di destinazione e di ridurre i costi logistici e ambientali passano anche da un riposizionamento del porto di Bari sull’asse Nord/Sud Adriatico verso la sponda Sud del Mediterraneo. In questa direzione la nuova linea marittima della MED Cross Lines (che collegherà con una nave ro/ro Bari con la Capodistria – Venezia – Bari – Izmir – Mersin – Alexandria – Bengazi – Misurata – Tripoli con toccate bimensili nello scalo pugliese ed un transit time di due giorni e mezzo da Bari verso la Libia e di circa una giornata da Bari verso Venezia) rappresenta un passo importante. Un tentativo concreto di intercettare quel traffico che dal Mezzogiorno si irradia via strada verso il nord Italia o il centro-nord Europa, oltre a quello proveniente o diretto nei Balcani.

La nuova linea ro/ro si caratterizza per l’attivazione dei servizi sia per il traffico accompagnato sia per il non accompagnato. Il punto di forza è l’offerta del servizio durante i fine settimana, quando vige il blocco su strada del traffico merci: via libera, quindi, al trasporto agroalimentare fresco con il servizio refe, al conserviero e groupage in risalita verso Venezia e Capodistria ma anche ai camion altrimenti limitati nei week end. L’obiettivo è intercettare la domanda di trasporto proveniente da tutto il centro-Sud Italia. “La mappatura dei flussi delle merci, aggiornata la primo trimestre 2013, evidenzia che il trend trasportistico attraversa i nodi logistici Mezzogiorno in maniera particolarmente disaggregata – spiega Mario Sommariva, Segretario Generale dell’Autorità Portuale del Levante. L’Autorità Portuale del Levante, nel rispetto ed in applicazione della L.84/94, promuove il superamento dei bottlenecks, puntando sui servizi di qualità e la valorizzazione delle infrastrutture esistenti”.