Autotrasporto: Serracchiani, categoria soffre distacco internazionale”Disagio categoria per concorrenza sleale, specie dall’est Europa”

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Trieste – “Guardando alla stesura delle nuove norme che l’Unione europea dovrà stabilire con il Pacchetto Stradale, e in vista della riunione dei Ministri dei trasporti Ue che è attesa per l’inizio di dicembre, esprimo l’auspicio che la posizione dell’Italia andrà nella direzione di favorire la creazione di condizioni omogenee, prima di assecondare le spinte verso una maggiore liberalizzazione”.

Lo ha scritto la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, in una lettera indirizzata al ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, nella quale sottolinea il “grande disagio della categoria dell’autotrasporto che, in particolar modo in Friuli Venezia Giulia, patisce da molto tempo quella che possiamo definire senza esitazioni una concorrenza sleale da parte di società prevalentemente dell’est Europa”.

Riferendosi alle posizioni di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, che hanno proclamato tre giorni di sciopero, e a quelle dei sindacati datoriali dell’autotrasporto (Unatras Anita), tutti contrari al “fenomeno del distacco internazionale”, Serracchiani nella lettera ha fatto esplicito riferimento all’accordo firmato nei giorni scorsi dai ministri europei del Lavoro che “ha sancito un  compromesso sulla riforma del distacco internazionale dei lavoratori, che però esclude proprio il trasporto stradale”. 

In proposito, pur non entrando nel merito delle “logiche internazionali che hanno portato a una decisione che vede ancora una volta soddisfatte in primo luogo le richieste dei Paesi che praticano più assiduamente il cabotaggio e da cui viene attinto personale remunerato a basso costo”, la presidente del Friuli Venezia Giulia ha evidenziato “le conseguenze negative che il mantenimento di tali prerogative genera sul tessuto imprenditoriale della mia regione, e non solo”.

“A differenza dei lavoratori degli altri settori che operano in regime di distacco internazionale, infatti, gli autisti dell’autotrasporto internazionale – ha precisato – continueranno a operare con l’attuale Direttiva del 1996, ossia senza una disciplina comunitaria sul salario minimo, e lavoreranno così con quello del Paese di provenienza. In sostanza, con l’esclusione degli autotrasportatori dal principio ‘per lavoro uguale, salario uguale’, alte rimangono le barriere che impediscono alle nostre imprese di competere con successo sul nostro stesso territorio”.

Da qui la richiesta esplicita al ministro Delrio che “siano recepite le necessità di una categoria che rappresenta uno dei pilastri della filiera della logistica in Italia, oggi in grave difficoltà”.