Autoproduzione, parte da Palermo il no dei sindacati

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Chiesto un incontro con il Ministero e Assoporti

 

Pollice verso all’ipotesi di introdurre il regime di autoproduzione nel porto di Palermo. Sulla richiesta di autorizzazione avanzata dagli armatori Grandi Navi Veloci e Compagnie delle Isole (ex Siremar) per svolgere “in proprio” il servizio di rizzaggio, derizzaggio e taccaggio le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti fanno muro. E chiedono al Ministero dei Trasporti e ad Assoporti un incontro per fare chiarezza definitiva sulla questione.

Preoccupa, in particolare, la possibilità che il ricorso all’autoproduzione possa espandersi ad altre realtà, con “devastanti ricadute di carattere occupazionale” e “gravi problematiche inerenti la sicurezza del personale di bordo che verrebbe impiegato in tali operazioni”. Ricordando come nel solo capoluogo siciliano il servizio occupi circa il 90% delle maestranze portuali, i sindacati ribadiscono la loro posizione su un tema che agita periodicamente i porti italiani. Il regime “in proprio” andrebbe applicato “solo nei porti dove non è possibile avvalersi dei lavoratori portuali, come già ribadito nei contratti di lavoro internazionali del settore marittimo” e, comunque, autorizzato “esclusivamente quando le navi sono dotate di mezzi adeguati alle operazioni da svolgere, con personale esclusivamente dedicato all’esercizio di tali operazioni, non fungibile, assunto con libretto di navigazione e aggiunto in tabella d’armamento”. Tutte condizioni reputate irrinunciabili per scongiurare qualsiasi forma di concorrenza al ribasso. Sulle richieste di GNV e Compagnia delle Isole la commissione consultiva dell’Ap di Palermo delibererà il prossimo 21 gennaio.