Aumento Ires sui concessionari, una nuova “svista” deleteria per la logistica e l’economia italiana

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Assologistica si unisce al coro di chi boccia e si oppone con forza al possibile aumento del 3% dell’ IRES per le attività’ svolte sulla base di concessioni, che finirà per penalizzare il nostro Paese e i sui scali portuali e aeroportuali.

Milano, 4 dicembre 2019 – “Dopo aver scongiurato l’istituzione di un contributo sui contenitori sbarcati e imbarcati nei nostri porti arriva un nuovo emendamento dagli effetti deleteri per la competitività dei nostri porti, con effetti palesemente negativi per la nostra economia tutta e in particolare per l’operatività logistica del nostro Paese”. Così si esprime  il presidente di Assologistica, Andrea Gentile, unendosi al coro di chi si sta contrapponendo con forza all’emendamento del Governo che dispone all’art.91 del DDL Bilancio l’aumento dal 24% al 27% dell’ addizionale Ires sui redditi derivanti dallo svolgimento di attività  in concessione e tra le quali anche le imprese autorizzate e concessionarie portuali che operano nei porti.

Quanto sta accadendo non può esimerci dal riflettere su quanta poca lungimiranza vi sia nel proporre certe “correzioni parlamentari”, senza valutare attentamente le conseguenze pesantemente reali/oggettive di tali “modificazioni di legge”.

E’ vero che l’emendamento – se approvato – consentirebbe un extra-gettito destinato al miglioramento della rete infrastrutturale e dei trasporti, “Un intento nobile, senza dubbio – commenta il presidente Gentile – ma dalle conseguenze pericolose a livello di macro-economia. Può sembrare puerile ribadirlo, ma forse conviene farlo, ricordando ai nostri rappresentanti politici che un bene minore non può e non deve essere a detrimento di un bene maggiore”.