Assonave, in ripresa la cantieristica italiana

1-DB 43

Messo alle spalle l’annus horribilis 2012 il settore cantieristico ha registrato nel 2013 segnali di ripresa in quasi tutti i comparti. La forte pressione sui prezzi delle nuove costruzioni e le note difficoltà di accesso al credito per l’intera supply-chain confermano, tuttavia, un quadro problematico. Si apre, così, un periodo di sostanziale transizione in cui si attende l’impatto positivo della strategia “Europa 2020”. Una serie di iniziative in tema di politica industriale che nelle raccomandazioni per il settore (LeaderSHIP2020) guarda ai temi del finanziamento, della ricerca e innovazione, della formazione. Sono i temi discussi all’assemblea di Assonave, l’associazione che riunisce i costruttori e i riparatori navali ed i produttori di sistemi e componenti dell’industria navalmeccanica, primo appuntamento dopo l’allargamento della base associativa con l’ingresso di aziende quali Elettronica, Oto Melara, Rina Services, Selex ES e Wass, oltre alla Federazione del Mare, in rappresentanza del cluster marittimo. Dalla relazione del presidente Vincenzo Petrone è emersa una domanda di nuove costruzioni più che raddoppiata (oltre 50 milioni di Tslc contro i 24,7 del precedente anno): ma permangono squilibri nel rapporto tra questa e la capacità produttiva. “La crescita della domanda – ha spiegato Petrone – è dovuta alla concomitanza di diversi fattori tra cui si citano, oltre al rafforzamento di driver specifici per le varie tipologie, il forte interesse per navi con caratteristiche di Energy efficiency, sostenuto da schemi di finanziamento messi in campo, in particolare, dai governi di Cina e Corea, ed una non trascurabile componente speculativa, in particolare private-equity ed hedge funds, attratti da prezzi che negli ultimi anni sono scesi di oltre il 70%. Fortunatamente – ha continuato – la crescita degli ordini, di per se destinata ad alimentare l’opercapacity ancora presente in molti comparti dello shipping, è stata in parte bilanciata da un livello di demolizioni ancora relativamente elevato e da un calo dei volumi prodotti, scesi da 38 milioni Tslc rispetto al picco di 51,6 registrato nel 2010”. In questo quadro spicca la vivacità del comparto crociere, con 9 contratti finalizzati, sei dei quali acquisiti da Fincantieri. Un segmento di produzione in cui, come per quello dei ferry, le decisioni di investimento sono ancora improntate a realismo e prudenza. “La duplice esigenza di ottimizzare l’efficienza energetica della flotta e di adeguarla alle nuove normative di tutela ambientale – sottolinea Assonave – pone concreti presupposti per una crescita della domanda di nuove generazioni di navi “verdi”, dai consumi e dalle emissioni contenute”. Un auspicato processo di rinnovo che potrà essere sostenuto anche dalal prevista realizzazione in Europa di una rete di distribuzione del gas naturale liquefatto ad uso navale. Buono l’andamento del comparto offshore nel quale l’acquisizione della società STX OSV, rinominata VARD, leader nella costruzione di mezzi di supporto nel settore dell’Oil&Gas, ha portato Fincantieri a divenire il quarto costruttore navale su scala mondiale ed il primo in Europa per dimensioni, con una forte presenza in tutti i settori ad alto valore aggiunto.  Anche il mercato militare si è caratterizzato per una maggiore vivacità rispetto agli anni passati, ma la porzione accessibile (il 20 % del totale) è sempre più improntata alla richiesta di trasferimenti tecnologici per la costruzione in loco delle navi. Vanno quindi registrati con particolare favore sia i finanziamenti per la realizzazione della settima ed ottava unità del programma per le fregate classe Fremm sia, soprattutto, lo stanziamento previsto dalla Legge di Stabilità per il rinnovo di parte della flotta di superficie. Nel contesto descritto Fincantieri ed i cantieri associati ad ANCANAP hanno saputo approfittare della ripresa della domanda, con l’acquisizione di navi per oltre 500.000 Tslc (circa 2.2 miliardi di euro) contro 170.000 Tslc (800 milioni) lo scorso anno.