Assomarinas, Perocchio: “Sufficiente l’offerta di posti barca”

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Il presidente dell’associazione dei porti turistici fa il punto sulla crisi della nautica

Il sistema nazionale delle imprese per i servizi alla nautica da diporto è stato investito da una crisi senza precedenti nella sua storia. Frutto della congiuntura economica mondiale e di una serie di fattori – tassa di stazionamento, blocco del mercato dell’usato, aumenti del prezzo del carburante, solo per citarne alcuni – che hanno contribuito all’avvitamento di una situazione che, nei soli porti turistici, ha registrato nel corso del 2012 “una diminuzione del 20% dei contratti di ormeggio stanziale,  del  30%  degli ormeggi di transito ed una riduzione media, rispetto al 2009, del 30% delle attività di manutenzione e di assistenza tecnica alle imbarcazioni ospitate”.

È Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas, a fare il punto sul “momento no” del settore in un intervento pubblicato da Federturismo. In particolare, sulla contraddizione tra un calo dei consumi nautici e l’incrementata  disponibilità di strutture d’ormeggio, “derivata da un periodo di grande fiducia nel comparto che ha stimolato negli anni passati la politica degli investimenti privati e pubblici nelle strutture portuali turistiche”.

“Nei soli ultimi 5 anni – evidenzia il presidente di Assomarinas – si sono infatti costruiti lungo le coste italiane, con l’utilizzo delle procedure di conferenza di servizi previste dal D.P.R. 509/97 , ed utilizzando le nuove competenze regionali e comunali nel rilascio delle concessioni demaniali marittime, 15.092 nuovi posti barca, con un incremento del 10% della dotazione nazionale, mentre i moderni ormeggi attualmente in costruzione per progetti approvati ammontano a 23.151 (corrispondenti a circa 40 nuovi porti turistici), anche se molte imprese di costruzione e gestione hanno rallentato la propria attività a causa della difficile situazione economica generale. Alle strutture in corso di completamento si aggiungono inoltre i numerosi progetti in corso di esame ed approvazione in tutte le località costiere italiane, corrispondenti ad ulteriori 42.986 ormeggi, che equivalgono a circa 80 nuovi complessi portuali turistici di media dimensione”.

Un’abbondanza di offerta che va valutata su un dato: “solo il 30% delle unità nautiche di nuova costruzione ed immissione nel mercato nazionale necessita effettivamente, in quanto costituito da imbarcazioni non carrellabili, di un posto barca stanziale ricavato su specchio acqueo”.

“L’ampia disponibilità di nuovi porti turistici già realizzati e programmati – sottolinea quindi Perocchio –  risulterà quindi ampiamente sufficiente, nell’arco dei prossimi 20 anni, a stimolare le attività di turismo nautico nazionale ed internazionale lungo la nostra penisola, riconducendo il settore a livelli economici prossimi a quelli già sperimentati negli anni migliori, con un contributo al prodotto lordo nazionale turistico di circa 4 miliardi di euro/anno”.

Positivo, invece, il giudizio sulle recenti attività legislative per il rilancio del settore. Tra queste Perocchio ricorda la “liberalizzazione” dei pontili galleggianti (ossia la possibilità, prevista nel nuovo “codice del turismo”, di posa di strutture d’ormeggio, nell’ambito di aree demaniali marittime già concessionate, senza necessità di specifica autorizzazione edilizia), l’obbligo per le Autorità Portuali di inserire nel proprio Piano Regolatore spazi per strutture destinate al diporto nautico, la regolamentazione del “noleggio occasionale” delle imbarcazioni private, con un importo massimo di 30.000,00 euro e cedolare secca del 20%, per offrire la possibilità all’utenza di ridurre i costi di esercizio della propria imbarcazione.