Assomarinas, meno Stato nella portualità turistica

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Al Big Blue l’associazione farà le sue proposte

Gli spazi di rilancio per l’attività diportistica si stanno facendo esigui. L’agguerrita concorrenza nel Mediterraneo da una parte, l’indifferenza dello Stato nei confronti del comparto chiamano i protagonisti del settore a serrare i ranghi. E a confrontarsi sulle strategie da mettere in campo.

È quanto avverrà il prossimo 22 febbraio al Big Blue, Salone Nautico Internazionale di Roma in una discussione animata da Assomarinas,  l’Associazione Italiana dei Porti Turistici aderente a UCINA Confindustria Nautica. Internazionalizzazione delle imprese; valorizzazione dei servizi costieri con la razionalizzazione dell’offerta degli ormeggi; armistizio fiscale e soppressione dei canoni demaniali retroattivi; sburocratizzazione ed accesso ai fondi comunitari. Sono queste le principali direttrici dell’azione individuate dal presidente Perocchio: “Se da un lato abbiamo  la netta percezione che la passione per il mare e il turismo nautico restano ancora vivissime per centinaia di  migliaia  di diportisti italiani ed europei, dall’altra si vede chiara l’urgenza di rimediare al clima conflittuale che si è creato tra chi va per mare e coloro che, nelle sedi decisionali,  stanno comodamente seduti dietro la propria scrivania“.

Il Big Blu di Roma, a qualche ora dal voto politico degli Italiani, appare dunque come il palcoscenico privilegiato per lanciare l’ultimo avviso per  mettere in guardia i nuovi rappresentanti politici sui pericoli di una sottovalutazione della risorsa mare e dell’industria turistica ad essa  connessa.

“Meno Stato e  più Impresa – conclude il presidente di Assomarinas – l’unica formula vincente  perché anche la nautica con la portualità turistica italiana  rappresentino altrettante eccellenze da sviluppare a pieno regime per sostenere l’auspicata crescita economica ed occupazionale del Paese”.