Assagenti e Spediporto: “A noi il sistema telematico di Genova”

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Le due associazioni si propongono per la gestione dell’e-port

Assagenti e Spediporto guardano ai modelli gestionali del Nord Europa e si candidano a gestire il sistema telematico del Porto di Genova. “Negli anni abbiamo constatato difficoltà da parte di Autorità Portuale, che comunque rimarrebbe proprietaria di E-Port, a individuare soggetti gestori che sapessero associare alla manutenzione del sistema un’efficace capacità di sviluppo sempre allineata alle esigenze del mercato” spiega alla prima assemblea pubblica congiunta delle due associazioni di categoria Maurizio Fasce, presidente Spediporto. “La nostra proposta guarda all’Europa, ai suoi modelli e alle esigenze della merce, e vuole responsabilizzare direttamente le categorie ponendole in cabina di regia del sistema telematico, nulla di strano se si guarda a quello che avviene in Olanda e Germania dove già da decenni le associazioni dell’utenza portuale si vedono assegnare questo ruolo”. Nel corso dell’incontro sonostati ribaditi gli enormi costi derivanti dalla scarsa competitività del sistema logistico italiano (40 miliardi di euro in termini di inefficienza, 440 mila TEUsdirottati verso il Northern Range. “Gli operatori – afferma Gian Enzo Duci, presidente Assagenti – privilegiano sistemi logistici più efficienti anche qualora questo dovesse tradursi in tempi maggiori, purché certi. Questa scelta consente loro una migliore e più efficace programmazione logistica. La telematizzazione può aiutare il sistema porto a essere più efficiente, oltre a ridurre del 75% i tempi di uscita delle merci dal porto. Abbiamo stimato che un abbattimento di questa portata equivalga a una moltiplicazione degli spazi fisici, quindi banchine e piazzali, di quasi un terzo rispetto alle strutture oggi esistenti a Genova”. Le premesse alla proposta che agenti e spedizionieri hanno messo sul tavolo comprendono le esperienze oggi in essere nel campo dell’IT portuale: pre-clearing, Sportello Unico, Ped (punto di entrata designato), Peddino, telematizzazione delle procedure in uscita delle merci (buoni di consegna telematici, informatizzazione dei varchi portuali) e in entrata (preavviso di arrivo da parte dell’autotrasporto, procedure di accreditamento al varco, imbarco ed emissione polizza) e sistema telematico E-port, come sintesi non solo operativa ma anche processuale tra i sistemi di matrice privata e pubblica (Aida, PMIS2, ecc.). L’Agenzia delle Dogane, grazie allo sdoganamento a mare, ha dato un forte impulso alla progressione complessiva del sistema portuale italiano verso un’ottimizzazione dei tempi di importazione delle merci, questa è un’opportunità che le categorie intendono cogliere e sfruttare, aprendosi a una nuova collaborazione con l’Agenzia delle Dogane, con ciò traguardando a un aggiornamento del porto di Genova che non può essere solo infrastrutturale, ma anche commerciale, attraverso tempi certi, costi competitivi e servizi aggiornati. “Il sistema portuale così come descritto – afferma Fasce – deve poter ambire a certificarsi complessivamente come AEO davanti all’amministrazione doganale e con ciò offrire un “Gate out port of Genoa” in grado di sistemizzare esigenze di tracciabilità dei contenitori. Il nostro porto si candida a rappresentare uno dei primi nodi logistici complessi all’interno dei quali testare corridoi doganali sicuri con le strutture retro portuali e basi logistiche di nostro interesse. In questa chiave, un ottimo terreno di sperimentazione sarà rappresentato dall’Expo2015”.