Ap del Levante: “Indietro i finanziamenti della piattaforma di Vado”

porto di bari

L’ente portuale scrive ai candidati, “accordo quadro col nuovo governo”

Quasi nullo il dibattito sulla portualità in questa campagna elettorale. L’Autorità portuale del Levante (Bari, Barletta e Monopoli) prende così carta e penna e scrive a tutti i candidati del territorio di competenza. Una lunga nota in cui si descrivono i progetti di potenziamento dei tre scali: nuove banchine e terminal destinati alle nuove grandi navi da crociera, spazi e collegamenti per l’intermodalità destinati a ridurre l’impatto del traffico stradale, ripristino delle profondità operative dei fondali per garantire a tutti i porti la massima competitività, ampliamenti previsti dai PRP di Barletta e Monopoli, innovazione tecnologica, miglioramenti dei sistemi di security e un piano energetico nel segno della sostenibilità ambientale. E in cui si chiede un patto unitario con il futuro governo per “un Accordo Quadro o di forme di convenzioni, in grado non solo di restituire al territorio le risorse ingiustamente sottratte ma anche di rilanciare, con nuove risorse, una prospettiva di medio periodo”.  Sotto accusa, soprattutto, la scelta miope dei governi precedenti che hanno ostacolato la rimodulazione delle risorse in capo all’Autorità Portuale di Bari da progetti “inutili, inesistenti o superati ad un quadro di interventi indispensabili secondo una strategia di effettiva competitività degli scali del nostro territorio”. Le risorse che potevano essere utilizzate per finanziare gran parte delle progettualità, denuncia il documento, “è stata  devoluta forzatamente al progetto della piattaforma Maersk di Vado Ligure, un progetto nel quale uno degli istituti di credito coinvolti è MPS che ha già annunciato il proprio disimpegno. Il porto di Bari ha contribuito a quel progetto dagli esiti incerti con ben 64 milioni dei quali è stata negata dal Governo la rimodulazione su progetti utili per il nostro territorio”.

Nelle provincie che insistono sul sistema portuale del Levante –  si ricorda – si realizza il 35 % ed il 50% del export di tutta la Puglia. Nel territorio considerato è localizzato il 42% delle imprese dell’intera regione. Sul piano commerciale, il sistema portuale del Levante è una realtà da oltre 6 milioni di tonnellate di merci movimentate in funzione delle esigenze del tessuto produttivo del territorio. Le principali merci movimentate sono il grano, in funzione delle attività dell’industria molitoria, l’impiantistica e da due anni i container che, grazie alla soprattutto alla spinta dell’export ha visto in poco tempo triplicare il movimento raggiungendo la quota di 30.000 teus che, pur rappresentando un valore poco significativo nel quadro nazionale rappresentano però un altissimo soddisfacimento della domanda di trasporto a livello territoriale. La funzione logistica è esercitata attraverso la movimentazione di oltre 170.000 fra tir e trailers con origine e destinazione per tutti i paesi dell’Europa occidentale da e per Grecia, Albania, Montenegro con una  penetrazione ad est verso la Bulgaria, la Romania, la Serbia, la Turchia, l’Iran e le repubbliche caucasiche. Bari rappresenta, per questi paesi, uno snodo strategico della connessione con l’occidente. In questo senso Bari può essere definita veramente una porta d’Europa.