Angopi, Cesare Guidi riconfermato presidente

11403097_474945912670510_8574932548458137764_n

“Il modello italiano del servizio di ormeggio è da esportare o da rottamare?”. E’ chiara la provocazione nel titolo del convegno nazionale organizzato il 26 giugno a Piombino dall’Angopi, l’Associazione Nazionale gruppi Ormeggiatori e Barcaioli Porti italiani. La giornata di riflessione – introdotta da Cesare Guidi, riconfermato all’unanimità presidente di Angopi – è stata l’occasione per un confronto tra operatori del settore portuale e rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria, dei sindacati e dei partiti, all’indomani della pubblicazione del nuovo Piano della portualità e della logistica elaborato dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Silvia Velo, sottosegretario all’Ambiente del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio nel suo intervento al convegno ha fatto riferimento anche al problema drammatico della Sol, una delle principali aziende dell’indotto delle acciaierie di Piombino, che per un disguido burocratico si trova ora a rischio di lasciare alcuni suoi dipendenti a casa senza ammortizzatori sociali. Una questione seria che richiede l’attenzione sua e delle forze di Governo. Ha voluto tuttavia sottolineare la soddisfazione e il grazie ad Angopi per la scelta di tenere su questo territorio l’annuale assemblea itinerante dell’associazione. Il presidente Angopi Cesare Guidi ha annunciato un ordine del giorno di solidarietà per quei lavoratori, citati dal sottosegretario Velo, che rischiano il posto di lavoro e che sono in sciopero della fame. Il comandante del porto di Piombino, Vittorio Vanacore, ha posto l’accento sul tema della “sicurezza produttiva, di cui di recente si parla spesso, e non a caso, quale presupposto alla Crescita del porto di Piombino. “Questo – ha aggiunto – penso sia ben noto ma ciò che conta è che si stia dando esempio di buona gestione, di cultura della sicurezza, di capacità di chi è chiamato a regolare professionalità, di alto valore sociale e di alto livello, così ben qualificate che hanno dato prova di saper operare sempre e solo per il bene del porto, di sapersi sacrificare per la collettività, pensando prima a dare che a chiedere”. Marco Filippi, VIII commissione del Senato, ha ribadito alla platea di stakeholder: “Non è colpa del parlamento se la Riforma è ferma. Occorre un Governo che prenda davvero a cuore il problema della portualità”. Perché oltre a un sistema portuale è necessaria anche una visione politica di sviluppo della portualità. Tra gli oratori: Felicio Angrisano, Comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto; Maurizio Maresca, consigliere giuridico economico del Presidente del Consiglio; Pasqualino Monti, presidente di Assoporti; Pino Lombardi: Confitarma; Michele Ruggieri, amministratore unico di Fedarlinea; Maurizio Colombai, Filt-Cgil; Michele Pappalardo, presidente di Federagenti;  Marco Filippi (Pd), componente della VIII Commissione del Senato della Repubblica; Paolo Uggè, Vice Presidente di Confcommercio; Bartolomeo Giachino, responsabile nazionale Trasporti e logistica di Forza Italia; Filippo Nogarin, presidente della Commissione Anci-Città portuali.