Ancip: “Al centro della riforma portuale lavoro e impresa”

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Al Convegno di Roma si chiede lo stralcio dal DL Concorrenza

Stralcio dal Dl Concorrenza della parte riguardante la materia portuale e impegno del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per una riforma che coinvolga Parlamento e rappresentanze di lavoratori, imprese e servizi. È quanto emerge dalla giornata di lavori indetta dall’ANCIP (sigla che riunisce le compagnie dei lavoratori portuali)  sul tema  “Il futuro dei porti italiani: lavoro e impresa al centro della riforma”.
La discussione, moderata dal direttore dell’associazione, Roberto Rubboli, ha evidenziato le perplessità delle principali associazioni del settore (Angopi, Assiterminal, Assologistica, Assorimorchiatori, Federimorchiatori) su un’impostazione della riforma poco attenta alle specificità del lavoro e della sicurezza negli scali.
Tra gli ospiti il Comandante Generale del Corpo della Capitanerie di Porto, Felicio Angrisano, che ha sottolineato come il nuovo assetto della portualità nazionale, pur tenendo conto del mutato contesto economico, non possa tralasciare l’interesse e il bene comune. Politica economica ed infrastrutturale, mercato e concorrenza, professionalizzazione e formazione del lavoro hanno caratterizzato invece la relazione del presidente dell’Ancip, Marco Dalli, che ha introdotto il tema della regolazione dei servizi tecnico nautici, anche per quanto concerne la determinazione delle tariffe, da parte dell’autorità marittima.
Sul punto è intervenuto il presidente di Angopi, Cesare Guidi. “L’efficienza dei servizi tecnico nautici è nota a livello nazionale e può vantare una professionalità proiettata costantemente nel futuro. Come  servizio pubblico di interesse generale, garante della sicurezza della navigazione e dell’approdo in acque portuali, non può essere sottovalutato nelle valutazione degli esperti del MISE”. Da qui la posizione dell’associazione degli ormeggiatori e battellieri per una riforma che tenga conto, in particolare, del lavoro svolto dalla VIII Commissione del Senato, la cui attività si è avvalsa di una costante attenzione ai contributi offerti dagli operatori.
“Il governo deve affrontare e mettere il punto su i lavori di questi ultimi anni in ambito di riforma portuale e questo va fatto in parlamento, poiché è li che si verifica la tracciabilità delle posizioni individuali”, ha  affermato il senatore Marco Filippi ribadendo la contrarietà a qualsiasi ipotesi di privatizzazione dei porti.
Lavori chiusi da Pasqualino Monti, presidente di Assoporti, che invita a tener conto del mercato in termini di domanda e offerta. Cinque i punti fondamentali:  programmazione botton-up, sportello unico doganale, nuovo ruolo delle AP, sistema ferroviario, governance.

Mario Esposito