Ancanap, nessun paracadute per la navalmeccanica privata

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Norvegia e Spagna sostengono le esportazioni, l’Italia latita

 

In un quadro di tenuta complessiva il comparto navalmeccanico privato italiano avrebbe bisogno, sulla scorta di quanto avviene già in altri Paesi europei, di un deciso supporto alle esportazioni. È quanto emerge dall’assemblea annuale di Ancanap (Associazione Nazionale Cantieri Privati) nel corso della quale ha tenuto banco la questione della “totale mancanza” di interventi normativi e finanziari a sostegno di un sistema che pure registra un cauto ottimismo sul prossimo futuro.

Sotto la lente, oltre alle difficoltà imposte dal nuovo regime Iva introdotto con la legge 217/2011, soprattutto quanto sta avvenendo in Norvegia e Spagna. Nel Paese dei fiordi, ad esempio, opera da tempo la Export Credit Agency “Giek”, uno strumento pubblico che si sta dimostrando efficace nell’acquisizione di commesse da parte di cantieri e produttori locali. In Spagna, invece, nonostante la contrarietà dell’Ue, è stata annunciata la reintroduzione di un nuovo Tax Leasing Scheme a favore dei cantieri iberici: “uno strumento – aggiunge Ancanap – che ha già iniziato a causare effetti distorsivi sulle trattative avviate e non ancora concluse, tra cantieri nazionali ed armatori italiani e non”.

Nonostante ciò, pur nella consapevolezza della perdurante crisi del settore a livello mondiale, i cantieri associati guardano con fiducia al 2013 e stilano il bilancio di un 2012 in “chiaroscuro”. “Se da un lato gli ordini annui di navi mercantili a livello mondiale hanno registrato al 30 settembre un calo del 20% circa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – analizza l’associazione – dall’altro lato alcuni cantieri associati hanno continuato ad acquisire significativi ordini in mercati fortemente specializzati. Al contrario, altri cantieri associati meno introdotti in mercati di nicchia, hanno invece dovuto far pesante ricorso alla cassa integrazione, con conseguenti fermi aziendali e pesantissimi riflessi occupazionali”.

Nel corso dell’assemblea è stato inoltre dato il benvenuto a nuovi associati, tra cui il Cantiere Faldis, che fa capo alla famiglia Toffolo di Venezia, attivo da più di cent’anni ed oggi impegnato nelle costruzioni con propulsione ad energia elettrica da fonti alternative.