Allianz, in aumento gli incidenti marittimi

navebf

Report della società assicurativa: preponderante il fattore umano

 

L’errore umano rimane ancora la causa principale degli incidenti marittimi. Affaticamento, pressioni economiche dell’armatore, inadeguata formazione sono all’origine nella maggior parte dei sinistri registrati nel 2012. Lo conferma il report “Safety and Shipping Review”, del gruppo assicurativo Allianz Global Corporate & Specialty, i cui dati rilevano 106 perdite di navi rispetto alle 91 dell’anno precedente. Un risultato negativo che conferma, tuttavia, il trend favorevole di lungo termine sulla media decennale (146 navi perdute, -27%) dovuto, secondo la società, all’applicazione di nuove tecnologie, a regolamentazioni più stringenti sulla formazione del personale, alle politiche “proattive” messe in campo dal settore per il miglioramento della sicurezza.

In un panorama dove le perdite maggiori riguardano il settore cargo (51 unità perse) spiccano in particolar modo gli incidenti della Costa Concordia e del traghetto Rabaul Regina, il 2 febbraio in nuova Guinea, per l’ingente numero di perdite umane.

Secondo il rapporto la causa più comune di perdita di naviglio è l’affondamento (49%) seguita dall’incagliamento (22%); residua la percentuale (6%) per le collisioni. L’area dove più frequentemente si verificano incidenti è quella dei mari del sud della Cina, Indocina, Indonesia e Filippine che ha visto raddoppiare il numero dei sinistri (30); “calde” anche le aree del Mediterraneo orientale e Mar Nero, 15 perdite, e quelle di Cina del nord, Corea e Giappone, 10 perdite.

Oltre all’errore umano molti incidenti sono dovuti a motivazioni economiche. “Per alcuni armatori, specie nel settore rinfuse e cisterniero – sottolinea il rapporto – mancano i finanziamenti per la manutenzione delle unità e per le verifiche sulla formazione del personale”.

Da questo punto di vista, Allianz giudica in modo favorevole l’entrata in vigore da quest’anno della nuova convenzione ILO sul lavoro marittimo e le iniziative di autoregolamentazione, all’indomani dell’incidente della Concordia, messe a punto dalle associazioni del settore. Importante anche il contributo fornito dalle nuove tecnologie come l’obbligatorietà dal luglio 2012 dell’ECDIS, il sistema di navigazione computerizzato, che, ammonisce però il rapporto, “può ridurre gli incidenti solo se correttamente applicato”.