Aiuti di stato sulle rotte sarde, Italia condannata

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Non ha recuperato le somme concesse a sei compagnie

L’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia Ue per non aver recuperato gli aiuti di stato concessi ad alcune compagnie marittime operanti sulle rotte con la Sardegna. La violazione delle disposizioni comunitarie era stata comunicata nel 2007, relativamente alle posizioni delle società  Ancora di Venere, Maris-Mari di Sardegna, Navisarda, Romani Augusta, Sardegna Flotta Sarda, Moby Spa. Secondo quanto ricostruito dalla Corte, le ingiunzioni di pagamento da parte dello Stato italiano sarebbero state emesse solo nel novembre 2010, configurando una situazione “non compatibile” con l’obbligo di ripristinare nei termini stabiliti la concorrenza effettiva (attraverso il recupero delle somme percepite dalla Banca di Credito Sardo che gestiva l’apposito fondo).  Rigettate le eccezioni avanzate dai rappresentanti italiani nei confronti di Navisarda (società specializzata nel piccolo cabotaggio), Ancora di Venere (aiuto de minimis) e Sardegna Flotta Sarda (compagine fallita nel 1994) poiché, ha ritenuto la Corte, “la decisione 2008/92 riguarda il regime di aiuti in quanto tale e spettava a detto Stato membro verificare la situazione individuale di ciascuna impresa interessata da un’operazione di recupero”.