Porto di Genova. Sorpresi a buttare rifiuti speciali nei cassonetti pubblici: quattro denunciati e un automezzo sequestrato dalla Guardia Costiera

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GENOVA-Nel corso di una ronda portuale, i militari della Guardia costiera di Genova notavano la presenza di un furgone in sosta in prossimità di alcuni cassonetti posizionati dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale di Genova per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Avvicinatisi al mezzo, i militari individuavano due soggetti intenti a scaricare frettolosamente un ingente quantitativo di imballaggi di cartone e svariati sacchi di plastica dal cassone dell’automezzo, direttamente all’interno e nelle immediate vicinanze di un cassonetto della spazzatura. Alla vista dei militari, i due soggetti sospendevano immediatamente le operazioni posizionandosi di fianco al furgone, alla cui guida era presente una terza persona.

Insospettiti dall’atteggiamento circospetto dei tre, i militari decidevano di verificare l’interno del cassonetto rilevando vari sacchi di plastica già abbandonati e, all’interno di questi, carta vetrata, pellicole e rifiuti plastici in genere, tutti usurati e chiaramente provenienti da un’attività di lavorazione artigianale. Analogamente, nei sacchi stipati all’interno del cassone del veicolo si rilevavano ulteriori quantità del medesimo materiale, quali carta vetrata, teli e pellicole di plastica, vari barattoli di pittura contenenti residui di vernice essiccata. Materiali tutti classificabili come rifiuti speciali e, in parte, pericolosi per la salute umana e l’ambiente.

A seguito di più approfondite verifiche, i militari risalivano al nominativo della ditta intestataria del furgone che è risultata operare stabilmente all’interno del porto di Genova. Gli stessi soggetti intenti ad abbandonare i rifiuti erano dipendenti della ditta che smaltiva, così irregolarmente, i rifiuti prodotti dalle proprie attività artigianali.

Gli uomini della Guardia costiera denunciavano così alla Procura della Repubblica sia il legale rappresentante della società, sia i tre dipendenti ai sensi del Codice dell’ambiente per “abbandono o deposito incontrollato di rifiuti speciali, anche pericolosi, sul suolo, da parte di titolari di imprese e/o Enti” (art. 192 comma 1 e 2 – Dlgs 152/2006) e per “esercizio di attività di trasporto, recupero, smaltimento e commercio, di rifiuti speciali, anche pericolosi, in mancanza di autorizzazione” (art. 208 e s.s. – Dlgs 152/2006). Anche l’automezzo impiegato per il trasporto del materiale – anch’esso intestato alla ditta – veniva posto sotto sequestro penale, ancora con parte dei rifiuti nel cassone.