2013, le riflessioni di BIMCO

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Ambiente, normative globali, difesa del lavoro, lotta alla pirateria

 

La crescita del commercio marittimo del 4,5% suggerisce un moderato ottimismo, “almeno dal punto di vista macroeconomico”. Da qui partono le riflessioni per il 2013 di Bimco (Baltic and International Maritime Council), la maggiore organizzazione armatoriale a livello internazionale, che pone al centro dell’agenda normative globali, politiche ambientali “pragmatiche”, maggiore attenzione alla “qualità” delle risorse umane e ai problemi della pirateria e dell’illegalità.

In un quadro economico dove “il peggio sembra alle spalle” Bimco sottolinea l’ostacolo rappresentato anche per il nuovo anno dall’eccesso di tonnellaggio: nonostante la ripresa del settore delle demolizioni – spiega l’organizzazione – permane lo squilibrio tra offerta e domanda, scompenso ulteriormente in crescita a causa dell’immissione delle nuove “Eco-ship” in un flotta mondiale relativamente giovane.

Preoccupano, invece, la tendenza al “regionalismo e al protezionismo locale” (che contrasta con l’impostazione centenaria di Bimco per l’apertura dei mercati e “un quadro normativo che garantisca a tutti parità di condizioni”) e le difficoltà di scelte equilibrate nella difesa dell’ambiente.

“Con una maggiore attenzione verso l’impatto ambientale del trasporto marittimo – afferma il documento – il settore sta lavorando a fondo per migliorare la sua sostenibilità. I progressi tecnici e misure di efficienza per il risparmio del carburante sono segnali incoraggianti. Tuttavia la riduzione delle emissioni, è il caso dell’SO2, mostra che i cambiamenti normativi sono difficili e costosi e possono condurre a conseguenze impreviste”.

Una tappa fondamentale nell’agosto 2013 sarà invece rappresentata dall’entrata in vigore della Convenzione ILO sul lavoro marittimo. “Con 1,3 milioni di marittimi al servizio di una popolazione mondiale di 7 miliardi di persone” Bimco denuncia “l’ingiusto trattamento da parte di alcuni regimi giuridici, l’eccesso di burocrazia a terra, la criminalizzazione in caso di incidenti”. Criticità che le nuove norme, insieme ad un ampio programma di formazione da lanciare a breve, dovrebbe provvedere a migliorare.

Infine la pirateria. Ricordando ancora i 150 marinai in mano ai pirati somali, l’associazione invita i governi a compiere sforzi combinati a livello politico, legale, diplomatico e militare per assicurare la sicurezza sulle flotte commerciali.