Eer, l’associazione Ue Dei Retailer Indipendenti Dell’energia, Ha Debuttato a Bruxelles In Occasione Della EU Sustainable Energy Week

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AIGET – Associazione italiana di grossisti di energia e trader – tra i fondatori insieme a Bne, Acie e Oberoende Elhandlare.

Prima proposta: un “passaporto” europeo per i retailer di energia

AIGET – Associazione italiana di grossisti di energia e trader – è tra i soci fondatori della European Energy Retailers (Eer), insieme a Bne (Germania), Acie (Spagna) e Oberoende Elhandlare (Svezia). La nuova associazione che coinvolge quattro stati membri dell’UE e che si propone di difendere gli interessi del settore a livello comunitario, è stata presentata a fine giugno a Bruxelles in occasione della EU Sustainable Energy Week. Le quattro associazioni di energia italiane, tedesca, spagnola e svedese, hanno creato un network volta a rafforzare la concorrenza transnazionale nei mercati dell’energia e a raggiungere condizioni eque di mercato per i nuovi operatori. “I nuovi fornitori e quelli indipendenti dalle reti devono spesso superare notevoli barriere, mentre la concorrenza transfrontaliera procede a rilento”, ha spiegato il presidente di Aiget, Massimo Bello. Per questo al centro della dichiarazione di costituzione di Eer c’è la richiesta di un effettivo frazionamento ed armonizzazione delle regole di mercato. “C’è bisogno di una chiara separazione tra le attività regolate e quelle competitive”, ha aggiunto l’a.d. di Bne, Robert Busch, secondo il quale “l’uso delle infrastrutture energetiche e l’accesso ai dati e alle informazioni di mercato devono essere basati su procedure e condizioni comprensibili e trasparenti”. Il passaggio ad un sistema energetico più chiaro e maggiormente decentralizzato non solo consentirebbe di raggiungere gli obiettivi climatici dell’UE, ma potrebbe creare anche nuove opportunità e modelli di business innovativi negli Stati membri dell’UE, sostenendone così la crescita economica. Nella dichiarazione costitutiva di Eer vengono tracciati i principi chiave, che presuppongono un ruolo attivo dei consumatori. Innanzitutto, occorre una reale concorrenza a livello nazionale ed europeo e in questo senso l’associazione pone l’accento sull’unbundling (per evitare che i monopoli naturali frenino la concorrenza), sulla liquidità del mercato (“essenziale” per favorire la trasparenza e l’hedging) e sull’accesso della generazione, storage e domanda a tutti i mercati organizzati e ai servizi di bilanciamento su un equo terreno di confronto. Dovranno poi essere eliminate dalle bollette tutte le componenti non legate all’energia. Gli altri principi sono: il rispetto degli obiettivi di decarbonizzazione da parte del settore energetico, il completamento dell’integrazione dei mercati europei, l’incentivazione di tariffe di rete con soluzioni più efficienti. Tra le proposte di Eer anche un “passaporto” comune europeo per i retailer, che permetta agli operatori registrati e autorizzati in uno Stato membro Ue di fornire energia e servizi ai clienti di tutti gli Paesi europei. “Sebbene sia possibile offrire servizi transfrontalieri Ue in molti settori, questo non è ancora possibile per l’energia”, ha stigmatizzato il segretario generale di Acie, Alejandro García, rimarcando le profonde differenze ancora esistenti tra i Paesi Ue a 20 dalla liberalizzazione, sia in termini di accesso al mercato che di prezzi regolati Inoltre Nei prossimi mesi Eer intende partecipare attivamente al dibattito sul clean energy package, che “contiene molte proposte che vanno nella giusta direzione”. L’obiettivo, ha affermato in una nota il presidente di Oberoende Elhandlare, Johan Öhnell, è “creare consumatori più attivi, favorire una reale concorrenza e raggiungere una vera Unione energetica integrata”.